Dal 16 maggio 2019 al Museo della Scienza e della Tecnica è tornata la mostra “Fragility and Beauty – Taking the pulse of our planet from space”, promossa dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Sono presenti le più recenti fotografie della Terra scattate dai satelliti, il tutto in un nuovo allestimento.

L’esposizione è stata curata da Viviana Panaccia e ha l’obiettivo di unire la ricerca scientifica, la tecnologia spaziale e gli spettatori sensibilizzando questi ultimi sui cambiamenti climatici e lo sviluppo ambientale, di come essi impattano sui fragili ecosistemi terrestri e le conseguenze che tutti noi potremmo affrontare.

Regina della mostra è la visione che ci regalano i satelliti, il pubblico potrà così esplorare i luoghi più ameni e straordinari del nostro pianeta venendo a conoscenza di tutti quegli aspetti ancora sconosciuti sull’ambiente e i cambiamenti climatici.

I satelliti, quindi, diventano strumenti essenziali per l’analisi di questi mutamenti: fenomeni climatici che si rivelano sempre più estremi, circoli polari il cui scioglimento si fa sempre più evidente, temperature in costante aumento con effetti devastanti che sconfinano nell’inaridimento delle terre e nel mancato accesso all’acqua potabile per milioni di persone.

Il visitatore si troverà all’inizio del percorso espositivo davanti alla sezione “Città”: un’analisi sulla costante e rapida crescita della popolazione mondiale, evidenziando le aree in cui questo fenomeno sarà più impattante.

Attraverso un tavolo interattivo si potranno vedere gli effetti di questo fenomeno sugli ecosistemi, partendo dallo sfruttamento delle risorse naturali fino ad arrivare allo smaltimento dei rifiuti e alle emissione di gas serra.

Lago Chad.
Dagli anni ’60 il Lago Chad si è ridotto del 90% a causa della riduzione delle precipitazioni indotta dal climate change. L’agricoltura e l’aumento dei consumi di acqua dolce hanno ulteriormente aggravato la situazione.
© contains modified Copernicus Sentinel data, processed by ESA

Lo spettatore proseguirà nella sezione “Ecosistemi terrestri” e potrà osservare lo stato attuale delle calotte polari, il processo di scioglimento che li ha portati a queste condizioni fino ad arrivare alla situazione degli oceani.

Il delta del Po in estate
E’ un mosaico di campi colorati. L’intera pianura padana in questo periodo può essere soggetta a intense siccità, che compromettono tutta l’economia agricola.
© contains modified Copernicus Sentinel data, processed by ESA

Ma non è troppo tardi. Il percorso infatti si chiude con delle informazioni su come i satelliti siano essenziali per il conseguimento di alcuni degli obiettivi di sviluppo (SDG – Sustainable Development Goals), che sono stati fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Non a caso quest’ultimo segmento è stato chiamato “Satelliti per uno sviluppo sostenibile”.

Tutto questo è accompagnato da immagini e installazioni multimediali che hanno l’intento di evidenziare il bisogno di cambio di rotta in tutti quei processi di sviluppo, processi che devono essere accompagnati da una crescita sostenibile così da non pregiudicare il futuro delle nuove generazioni.

Durante l’esposizione sarà possibile vedere una video-installazione, firmata da Darrel Aronofsky per National Geographic, per riflettere sul futuro del nostro Pianeta.

Per concludere è interessante riportare le parole del Direttore Generale del Museo Fiorenzo Galli:

“Con la nuova edizione ampliata della mostra, che coinvolge ormai in modo permanente i nostri visitatori, il Museo affronta con immagini e scenari di grande fascino il tema complesso e fondamentale del nostro Pianeta, della sua straordinaria bellezza e contemporaneamente della sua fragilità. L’attenzione che dobbiamo dedicare alla natura, all’ambiente e al paesaggio ritrova forza attraverso immagini suggestive.

La mostra si integra non solo con la sezione che il Museo (unico in Italia) dedica al tema dello Spazio, ma anche con la prossima esposizione permanente dedicata a Leonardo da Vinci e al suo metodo di studio attraverso l’osservazione e la sperimentazione. ‘Fragility and Beauty’ è pensata e realizzata per le scuole e il grande pubblico, per acquisire una maggiore consapevolezza della cura e del rispetto necessari al grande giardino comune che è il nostro Pianeta e che dobbiamo preservare per le nuove generazioni”.

Dettagli evento

Luogo:
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci Via San Vittore 21, Milano
Orario:
martedi' - venerdi': 9.30 - 17.00
sabato e festivi: 9.30 - 18.30
Costo:
Intero: 10 euro Ridotto: 7,50 euro
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