In una mostra che promette di rivoluzionare la nostra idea di museo, 1220 opere (circa il 20% soltanto delle opere che vi sono custodite) sono state prelevate dai cinque depositi di Capodimonte e hanno riempito intere sale, tornando a splendere per il grande pubblico.

 

Giuseppe Mancinelli, Torquato Tasso legge la Gerusalemme liberata alla Corte di Ferrara (1841) Fonte: museocapodimonte.beniculturali.it

Che l’Italia trasudasse opere d’arte era già risaputo, e i depositi dei grandi musei ce ne danno la prova concreta. “Storie ancora da scrivere”, come dice il titolo stesso: storie che sono state scartate da direttori e curatori secondo i loro criteri durante la selezione dei “pezzi da museo” effettuata nel corso degli anni e che sono state nascoste, riposte con cura nei depositi, ma con ancora tanto da mostrare.

Eppure i depositi sono, paradossalmente, i luoghi più attivi e vivaci della struttura museale, all’interno dei quali nascono e si sviluppano le idee per le nuove mostre, gli allestimenti e gli approfondimenti scientifici degli studiosi.

 

Annibale Carracci (copia da?), Due giovani che ridono (1584/85 ca?). Fonte: museocapodimonte.beniculturali.it

 

Promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte con l’organizzazione di Electa, curata da Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano, la mostra è un tripudio dei manufatti d’arte più vari, dai dipinti agli arazzi, dalle porcellane alle armi, e vanta numerosi pezzi ricchi di valore non solo artistico, ma anche storico. Ne sono esempio la collezione di oggetti esotici che il Capitano James Cook (1728-1779) donò a Ferdinando IV di Borbone a seguito dei suoi viaggi in Oceania e i numerosi servizi da tavola in porcellana di Meissen, di Berlino, della Manifattura Richard Ginori.

 

Oggetti da caccia e da pesca del continente oceanico (XVIII secolo), Provenienza Capitano James Cook. Fonte: museocapodimonte.beniculturali.it

L’esposizione non segue un criterio cronologico.  La sua primaria intenzione è quella di sconvolgere le norme tipiche del museo, rendendo il visitatore non un semplice spettatore, ma permettendogli di far vagare la fantasia, creando le proprie teorie intorno ad opere che vede per la prima volta, senza lasciarsi condizionare e guidare da un percorso già scritto.

 

Giuseppe Casciaro, Paesaggio (Napoli da Posillipo). Fonte: museocapodimonte.beniculturali.it

La sfida al principio costitutivo del museo, il direttore Sylvain Bellenger l’aveva già lanciata con la mostra Cartabianca. Capodimonte Imaginaire, che invitò figure (inerenti e non al mondo della storia dell’arte) a creare ognuno una sala seguendo un criterio personale.  Il terzo appuntamento di questa trilogia verrà inaugurato nel giugno 2019 con la mostra C’era una volta. Storia di una grande bellezza (21 giugno 2019 – 15 Aprile 2020) che vedrà 150 personaggi delle grandi opere musicali del secolo d’oro napoletano incontrarsi nelle 19 sale dell’appartamento reale di Capodimonte, la collezione di arti decorative del Museo.

La mostra non è l’unica novità presentata al pubblico. Sempre attivo dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione, il Museo di Capodimonte ha inaugurato in quest’occasione la riapertura della Collezione De Ciccio, la nuova illuminazione dell’Appartamento Reale con una performance musicale itinerante e la nuova cornice di manifattura napoletana della fine XVI- inizio XVII secolo nella quale è stata inquadrata una delle opere più significative della collezione: la Flagellazione di Caravaggio. 

 

Flagellazione di Caravaggio. Fonte: museocapodimonte.beniculturali.i

 

Ricordiamo, inoltre, il lavoro di digitalizzazione effettuato in occasione della mostra dal Museo in collaborazione con l’università Federico II di Napoli, in un mondo in cui ogni branca della vita umana va digitalizzandosi. Il 2018 è anche stato l’anno in cui 500 capolavori del Museo sono stati inseriti sulla piattaforma Google Arts & Culture.

Non essendo questa mostra il risultato di un percorso di studi, il catalogo non è stato presentato in occasione dell’inaugurazione, ma sarà edito a seguito di un convegno tra museologi sul ruolo dei depositi per accogliere suggerimenti, notizie, in attesa di nuove storie ancora da scrivere.

Questa mostra apre nuove strade nel campo della museologia, e sottolinea uno dei tanti aspetti caratteristici della storia dell’arte: l’arte intesa non come fine a sé stessa, ma esistente in quanto fonte di ammirazione da parte di un pubblico.

 

Dettagli evento

Luogo:
Museo di Capodimonte, Napoli
Date:
21/12/2018 - 15/05/2019
Orario:
9.30 - 17.00
Costo:
intero 12€