Palazzo Reale ci propone anche quest’anno una mostra incentrata sull’arte manifatturiera, nel tentativo di soverchiare l’antica gerarchia di arti “alte” e “basse”, che ha precluso per moltissimi anni il riconoscimento artistico di diverse discipline creative. La mostra si propone così di rivalutare lo status dell’arte gioielliera, grazie alle opere di Van Cleef & Arpels. Scelta che rimanda a un tema molto caro per l’istituzione meneghina, in origine nata come “Museo dei mobili e delle arti decorative”. Come infatti sottolineano le parole di Nicolas Bos, presidente della Maison: “Dovremmo tutti dimenticare i confini che separano le varie arti e questa mostra rappresenta un passo molto importante verso questo traguardo”. Attraverso una ricchissima collezione di gioielli viene così ripercorsa la storia della maison, dai suoi albori ad oggi. Il percorso è principalmente strutturato in tre grandi macroaree tematiche che meglio riassumono le scelte artistiche e stilistiche della Maison: Tempo, Amore e Natura. Tale divisione, per lo più tematica, non trascura tuttavia lo studio dell’ambiente culturale, storico e sociale che ha accolto l’evoluzione della casa manifatturiera.

Seguendo un’impostazione quasi museale infatti, Alba Cappellieri illustra come la Maison, nata nel 1906 a Parigi, faccia propri gli ideali dell’Art Nouveau, estendendo la propria ricerca estetica a ogni aspetto della vita umana. Proprio per questo motivo la curatrice ha scelto i temi di Tempo, Amore e Natura per l’excursus espositivo: come i più rappresentativi e unificanti della nostra breve esistenza con l’indagine artistica di Van Cleef & Arpels.

Il Tempo rappresenta infatti un elemento fondamentale per ogni oggetto terreno. La curatrice ha deciso di servirsi delle parole di Italo Calvino per sviscerare il concetto di Tempo, ispirandosi ai temi trattati nelle “Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio”. Queste “lezioni” vogliono esporre i valori fondamentali necessari per ogni testo letterario: Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità. Secondo l’interpretazione di Alba Cappellieri, queste caratteristiche possono ricorrere in qualsiasi opera d’arte di questo tempo, incarnandosi particolarmente nei gioielli Van Cleef & Arpels.

Nelle prime sale della mostra, troviamo quindi le opere che impersonano al meglio tali virtù nello stile e nella tecnica. Troviamo per esempio l’invenzione di Alfred Van Cleef che meglio esemplifica la Molteplicità: la Minaudière, uno scrigno a scomparti in cui ogni donna può riporre alcuni accessori fondamentali, senza la necessità di avere una borsa con sè.

Al concetto di tempo viene inoltre strettamente correlato il concetto di rinnovamento.

La Maison si contraddistingue infatti per la sua capacità di innovazione, che l’ha resa, per più di un secolo, uno dei capisaldi dell’arte gioielliera. Si spiega così come qualsiasi tipo di trasformazione venga innescata da una contaminazione: altre 4 sale illustrano come lo stile della Maison sia stato ispirato da diverse influenze. Troviamo quindi la sala dell’esotismo, in cui sono esposti gioielli ispirati ai tesori d’oriente, che hanno dettato anche il movimento dell’Art Nouveau. Collane azteche accompagnano bracciali istoriati di geroglifici, in un viaggio attraverso mondi lontani che al tempo affascinavano tutta l’Europa.

 

Non sono solo le altre culture però ad aver influenzato il modus operandi della maison, ma anche le altre arti, come ci dimostrano le stanze dedicate alla danza, alla moda e all’architettura. La stanza dedicata alla danza è sicuramente una delle più raffigurative di tutta la Maison: la passione di Louis Arpels per i balletti classici ha infatti reso le ballerine uno dei simboli più iconici della storia della casa gioielliera.

La sala dedicata all’Amore è sicuramente una delle più scenografiche: nella sala delle quattro colonne troviamo alcuni fra i pegni d’amore più affascinanti e famosi della storia. Per esempio la “Collana Lion Barquerolles” regalata da Richard Burton ad Elizabeth Taylor in occasione della nascita del loro primo nipote o il diadema indossato da Grace Kelly durante il matrimonio della figlia.

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Le ultime sale sono invece dedicate alla Natura in tutti i suoi aspetti: troviamo così collane floreali accompagnate da spille di pappagalli multicolori, animali delle foreste e ghirlande dei boschi.

 

L’intera esposizione però non sarebbe completa senza l’innovativo progetto di Johanna Grawunder: una inedita scenografia, di luci monocrome e vetrine riflettenti, illumina le sale riccamente decorate in stile neoclassico di Palazzo Reale. Si crea così una contrapposizione dialettica fra antico e contemporaneo, a simboleggiare le differenze fra la Maison di ieri e di oggi, in un’esperienza suggestiva ed estraniante.

Palazzo Reale dimostra ancora una volta come sia in grado di presentare un lavoro impeccabile sotto molteplici aspetti. La mostra di Van Cleef & Arpels si profila infatti come un’esperienza travolgente che unisce e valorizza la narrativa espositiva, il progetto curatoriale e la bellezza del Palazzo stesso.

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Reale, Piazza Duomo, Milano
Date:
30/11/2019 - 23/02/2019
Orario:
Lunedì 14.30-19.30
Martedì, mercoledì, venerdì, domenica 9.30-19.30
Giovedì, sabato 9.30-22.30
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Costo:
gratuito
Sito web:
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