Il vinile sta tornando prepotentemente di moda. In questo 2019, che tende inesorabilmente a chiudersi, la produzione di dischi ha superato quella dei cd. Era dal 1986 che non succedeva. Più di trenta anni fa. Sempre sul punto di scomparire, il vinile ha mantenuto vivo il suo appeal tra i collezionisti e gli irriducibili nostalgici. Oggi, sembra essere arrivato il giorno della sua rivincita. La rivoluzione digitale che ci vede tutti coinvolti ha ormai raggiunto il suo vertice e si avvia alla sua fase calante? Ma soprattutto, perché parlare di musica nella sezione del sito dedicata all’arte? Premesso che la musica è Arte, siamo qui oggi per invitarvi a TimeLine, finissage della mostra Po(P)rtraits Show, che si terrà il prossimo 14 dicembre. Dallo scorso 16 novembre, infatti, nei locali Contemporary Cluster, troverete esposte le opere di omino71, artista con la passione per la Pop Culture. Contemporary Cluster, regno del contemporaneo, è situato nello storico e maestoso Palazzo Cavallerini Lazzaroni, proprio al centro di Roma. In questo luogo ricco di storia si mischiano e si alternano eventi e performance dedicate all’Arte, Architettura, Design, Jewelry, Moda e tanta tanta Musica appunto. Anche Po(P)rtraits Show è molto più di una mostra di arte contemporanea.

Tutto nasce quando i ragazzi di Electrovinyl, progetto artistico di F.A. Arts&Entertainment, hanno unito le forze con omino71. Questo artista ama definirisi “non streetartist” per prendere le distanze dal modo generalista con cui, troppo spesso, i media parlano di street art e anche per citare il grande musicista Brian Eno, che si autodefiniva un “non musicista”. La mostra, curata da Dario Pellegrino e Giacomo Guidi, è il connubio tra le stravaganti e multicolorate opere dell’artista romano e i meravigliosi oggetti di design presenti negli spazi di Palazzo Cavallerini. Un vero e proprio mash-up dove l’arte urbana e la pop culture si fondono con l’architettura e il design. omino71 da sempre ama confrontarsi con diversi supporti e utilizza di tutto per realizzare le sue opere, dal pennarello allo spray, senza tralasciare acrilici e pennelli. Po(P)rtraits Show è un’esposizione distribuita su tre diversi ambienti di Palazzo Cavallerini.  Al piano terra troviamo la parte della mostra denominata A-Side dove, nella hall dello stabile, sono esposte opere su tela. Nei piani alti, denominati “mezzanie” c’è, come in tutti i vinili che si rispettino, B-Side dove trovano invece spazio skateboard customizzati, art toys, opere su carta, su tela e, naturalmente, su vinile.

Lo scopo di Po(P)rtraits Show è di celebrare e catalizzare l’attenzione sul microsolco conosciuto ai più come disco in vinile. Un oggetto così iconico da essere per sempre nel nostro immaginario collettivo. I suoni, le canzoni, dagli anni ‘60 fino agli anni ‘90 e le sottoculture che ruotano intorno a questi mondi musicali, hanno sicuramente avuto un ruolo predominante nella vita e nell’arte di omino71. Questi Po(P)rtraits, come ama definirli l’artista romano, hanno la capacità di trasformare, reinterpretare e celebrare le grandi icone della musica e della cultura pop. Da Andy Warhol ai Led Zeppelin, da Topolino a David Bowie passando attraverso Afrika Bambaata, Super Mario, The Cure e vari supereroi è un continuo susseguirsi di immagini e di riferimenti musicali. Una variegata, colorata e fantasiosa track-list che, tra arte e rockstar riconduce tutto al Vinyl Corner presente nel locale. Nella zona chiamata “cave” del Contemporary Cluster, l’ultima parte della mostra, la ghost track di Po(P)rtraits Show. Qui troviamo l’installazione interattiva “Ready Fake Time Capsule”: una bizzara capsula a forma di sarcofago dell’antico Egitto che viaggia nello spaziotempo. L’opera realizzata da omino71 durante il suo atelier al Museo di Arte Contemporanea di Roma, permette ai visitatori della mostra di vivere l’esperienza temporanea di essere tumulati, per 15 secondi, con una super-pop-star. Questo inverosimile sarcofago, il prossimo 14 dicembre, sarà uno dei protagonisti di TimeLine, finissage di Po(P)rtraits Show.

Oltre che a chiudere la mostra, con questo evento si vuole celebrare il centenario del Bauhaus creando un mix tra scrittura, musica e arte pop. Per timeline, infatti, s’intende una sequenza temporale e progettuale di contenuti strettamente connessi al noto movimento artistico e architettonico tedesco e che ancora oggi, dopo un secolo, continua ad ispirare e orientare artisti contemporanei di tutto il mondo. Inoltre, verrà presentato anche il libro di Adriano Segarelli, L’uomo che vedeva opaco (casa editrice Kimerik) dove il protagonista del romanzo, ambientato a Berlino, culla del Bauhaus, scopre di possedere tutti i ricordi di una vita parallela. A fare da colonna sonora dell’evento ci sarà il live elettronico di Ecto Maver. Dj, producer, songwriter e artista a tutto tondo con la passione per i synth e le macchine analogiche.

Non resta, dunque, che recarsi al Contemporary Cluster il prossimo 14 dicembre per vivere un’esperienza senza precedenti. E come ci ricorda omino71, mescolando e rivisitando due note frasi dei suoi “maestri” Andy Wharol e David Bowie: “in the future everybody will be (super) heroes just for one day”.

Dettagli evento

Luogo:
Contemporary Cluster Via dei Barbieri, 7 00186 Roma
Orario:
Lunedì e domenica chiuso
Martedì e mercoledì: 10:00-20:00
Dal giovedì al sabato: 10:00-02:00
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