E’ nel processo di svelamento che si compone la mostra The Club, personale di Emiliano Maggi che dal 15 Aprile al 20 settembre vedrà esposti lavori in ceramica provenienti dal suo immaginario fluido ed in continua contrazione. I nascosti spazi della Fondazione Nomas nel quartiere Africano di Roma accolgono l’opera del giovane artista romano ponendo l’accento su un’estetica sinestetica che mira a superare le limitazioni imposte dal rigido concetto di genere e di eterosessualità obbligata. Autoironico, fatale e mai uguale a se stesso Emiliano Maggi, classe 1977,  nel corso della sua carriera ha usato il suo corpo per performare mutamenti e per comunicare con la materia del suo lavoro; attraverso riff espressivi, stridenti groove e vaporosi e stratificati tessuti Emiliano Maggi assieme ad altri spiriti compagni si è mosso negli spazi della fondazione spettacolizzando la sua produzione ceramica alle pareti. Da tempo sulla scena artistica contemporanea Maggi ricerca  il suono come linguaggio e la performance come esplorazione della ritualità del mito componendo per l’evento inaugurale del 15 Aprile una polifonia straniante e suggestiva dal forte impatto visivo.

Come un moderno Orlando, Emiliano Maggi utilizza il travestimento come dispositivo dello sguardo umano per esplorare l’inconscio personale e collettivo dilatando l’arte nello spazio sociale ed esplorare le potenzialità socioculturali della fluidità di genere. Attraverso poi il vocabolario creativo e l’appoggio di Alessandro Michele ulteriori saranno gli eventi che  si svolgeranno presso gli spazi della fondazione sotto il segno vincente della maison Gucci: attesa per il 5 giugno la performance di cucito collettivo con tessuti Gucci, intesa come momento di metamorfosi della materia del filato che diverrà abito e seconda pelle in grado di manifestare l’orizzonte interiore di chi lo rende vitale.

I lavori in ceramica introducono invece alla scoperta della dimensione simbolica del mondo interiore e dei suoi risvolti inconsapevoli che influenzano la società per spesso legittimare i rapporti di forza e le sue gerarchie. Lo spazio del consueto lascia territorio a quelli che sono gli interrogativi che si appellano ad un eros giocoso, privo di regole ed interminato. Svincolandosi dal modello sessuale binario, Emiliano compone espressive forme antropomorfe e disegni in ceramica che si confrontano con la storia e con i continui imprevisti che la tecnica artigianale porta con sè.

In un allestimento di carattere, la ceramica antopomorfa Velvet Mauve Truck Hose accoglie gli spettatori e con un ambiguo gioco di parole nel suo titolo ci traghetta nel sottile erotismo della  ricerca artistica di Emiliano, carica di carattere ironico, divertente ed  ispirato ad uno stilema visivo sontuoso e barocco. Molte opere si caratterizzano attraverso la deformazione e la congiunzione di parti di abiti maschili e femminili giungendo ad una dimensione plurale, diagonale e queer in cui immaginario e sensi annullano le barriere corporee e gli effetti della società simulacro.

Velvet Mauve Truck hose, 2019, ceramica invetriata, 53x55x35 cm Credits: Pedro Silvani

La mostra espone numerose ceramiche smaltate prodotte nel 2019, tra cui alcune delle quali sculture/microfono su modello di quelle che hanno accompagnato l’artista durante gli ultimi anni di performaces e live, e che oggi si presentano come coro scultoreo negli spazi della galleria. Tutti i lavori: courtesy Operativa, Roma.

The Club curata da Raffaella Frascarelli, è parte di un ciclo di mostre ed eventi del programma  Grand Tour contemporaneo e vede l’appoggio di numerose fondazioni italiane che dedicano la loro ricerca all’arte contemporanea. Il progetto è concepito in occasione della 58^ edizione della Biennale di Venezia e mira ad una mappatura dell’ attuale scena artistica italiana in grado di far emergere l’orizzonte estetico dei giovani artisti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dettagli evento

Luogo:
Nomas Foundation Viale Somalia 33, Roma
Date:
16/04/2019 - 20/09/2019
Orario:
Martedì – Venerdì
14:30 – 19
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