Fino al 9 giugno 2019 Palazzo Pallavicini ospita una mostra intitolata “Surrealist Lee Miller” e dedicata alla fotografa e corrispondente di guerra statunitense Lee Miller. La mostra parte dall’arrivo dell’artista a Parigi per incontrare Man Ray e si conclude con le famose fotografie realizzate all’interno dell’appartamento di Hitler.

Nella prima sala possiamo ammirare le prime istantanee realizzate dall’artista assieme a Man Ray. L’incontro tra i due avviene in maniera quasi casuale. Verso la fine degli anni Venti, Lee, decise di partire per Parigi e di incontrare il più grande fotografo di quegli anni, Man Ray per l’appunto.

Purtroppo però, appena arrivata nel palazzo dove viveva l’artista, scoprì dalla portinaia che l’artista era partito per Biarritz. Delusa da questa scoperta, Lee Miller,  decise di andare a bere un caffè, ma nel mentre qualcosa di inaspettato accadde: ecco Man Ray!  Lee, vedendolo, si avvicinò e si presentò con una frase che poi diventò iconica:

My name is Lee Miller, and I’m your new student

Da questo incontro nacque un sodalizio fortissimo. I due, infatti, non realizzeranno solamente i più bei scatti del novecento, ma scoprirono anche nuove tecniche come la solarizzazione.

Nel 1930, Lee, aprì il suo primo studio a Montparnasse. Quest’ultimo fin da subito fu  frequentato da una ricca clientela internazionale costituita da artisti, stilisti e redattori di riviste.  La fotografa, anche se dedita soprattutto ad immagini commerciali, continuò la sua ricerca surrealista.

La mostra prosegue parlando del ritorno di Lee Miller a New York nel 1932.  Siamo negli anni della Grande Crisi americana e i fotografi, per sbarcare il lunario, sono costretti a dedicarsi agli scatti pubblicitari. Anche Lee Miller è costretta a rivolgersi a questo campo, ma grazie al suo incredibile talento, ottiene moltissime commissioni, e ben presto, il suo studio diventa uno dei più importanti e frequentati degli Stati Uniti.

Lee Miller, essendo di natura inquieta ed estremamente esuberante, perse però molto presto interesse verso la vita newyorchese. Ma il caso, di nuovo, cambiò le carte in tavola: fu proprio in quel momento, infatti, che Lee incontrò l’imprenditore egiziano Aziz Eloui Bey, di passaggio in città. I due passeranno molto tempo nella tenuta di famiglia di Lee e, dopo poco tempo, decisero di sposarsi.

Lee e suo marito Aziz, dopo il matrimonio, decisero di partire per l’Egitto. L’artista, potendosi esprimere liberamente senza avere vincoli, iniziò a fare incredibili scatti alle Piramidi e alle case egiziane tradizionali. La mostra espone anche gli scatti realizzati da Lee durante i suoi lunghi viaggi nel deserto del Sahara, accompagnata dai suoi amici e il marito Aziz.

Lee, ben presto però. trovò noiosa la vita in Egitto e, per questo, decise di intraprendere un lungo viaggio con il suo amico Roland Penrose.  Il viaggio si concluse quando Hitler invase la Polonia e diede inizio al secondo conflitto mondiale.  L’artista tornò a Londra dove lavorò come fotografa di Vogue, all’epoca, diretta da Cecil Beaton. Quest’ultimo non trovava Lee particolarmente interessante ma, poiché per colpa del conflitto tutti i fotografi erano stati chiamati al fronte, Lee era l’unica rimasta disponibile.

Nel suo primo anno di assunzione, mentre le bombe distruggevano Londra, realizzò solamente scatti commerciali. Tutto cambiò quando divenne corrispondente di guerra degli USA e potè documentare direttamente sul campo le atrocità commesse durante il conflitto.

Indubbiamente questo è il nucleo più interessante della mostra di Bologna. Osserviamo stupiti Londra distrutta dai bombardamenti tedeschi, le attrezzature usate dai soldati e gli interni dei campi di sterminio. I primi servizi di Lee sono dedicati alle protagoniste silenziose della guerra, ovvero le donne e al ruolo da loro svolto sul campo, anche se a queste immagini continuava ad alternare quelle realizzate per la moda e le riviste commerciali.

Lee Miller, Revenge on Culture, Grim Glory, London, England, 1940.
© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

Poco tempo dopo, non soddisfatta delle didascalie che affiancavano le sue foto, richiese di scriverle lei stessa. Voleva che le didascalie fossero sagaci e tenaci, proprio come lei.

La fotografa viene poi spedita in Normandia per testimoniare il lavoro delle infermiere che curano i soldati feriti durante il combattimento. Nell’agosto del 1944 si imbarcò così per Saint-Malo per testimoniare gli ultimi combattimenti della guerra, ma contrariamente alle notizie ricevute, la guerra non era finita e Lee è l’unica inviata sul posto. Lee Miller era una donna impavida e decise di entrare in un campo di guerra a lei interdetto per cercare di fotografare gli ultimi eventi della guerra. Purtroppo poco dopo venne scoperta e imprigionata per alcuni mesi. L’arresto salvò la vita a Lee, infatti, paradossalmente questo le permise finalmente di riposarsi.

La mostra si conclude con gli ultimi scatti da lei realizzati in Germania e negli appartamenti di Hitler. Lee fotografava senza esitazioni tutto ciò che vedeva. Voleva che il mondo venisse a conoscenza di ciò che era successo all’interno dei campi di sterminio. Vediamo così i corpi ammassati dei condannati, i forni crematori ancora in funzione e le poche persone sopravvissute all’interno dei campi di sterminio. Possiamo ammirare anche gli scatti che vedono Lee Miller nella vasca da bagno del Führer. Questi ultimi scatti raramente sono stati pubblicati o esposti.  Infatti vennero usati in maniera impropria dai gruppi neonazisti, e per questo, si decise di non esporli più.

Lee Miller, Released prisoners in striped prison dress.
© Lee Miller Archives England 2018. All Rights Reserved. www.leemiller.co.uk

 

L’esposizione ospitata da Palazzo Pallavicini  mostra tutte le sfaccettature della fotografa, modella e corrispondente di guerra Lee Miller e per questo si tratta, senza dubbio, di una delle mostre più importanti e interessanti di questi mesi.

Se volete ammirare altri scatti realizzati da Lee Miller potete visitare l’archivio fotografico dedicato all’artista.

 

Copyright immagine di copertina: Manifesto della mostra Surrealist Lee Miller

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Pallavicini. Via San Felice 24, Bologna
Date:
14/03/2019 - 09/06/2019
Orario:
Da giovedì a domenica: 11-20 (ore 19 ultimo ingresso)
Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì
Costo:
Intero: euro 14,00 audioguida utilizzabile esclusivamente tramite App; ridotto: euro 12,00
© riproduzione riservata