Arriva a Milano il capolavoro di Artemisia Gentileschi, pittrice barocca tra le più influenti nella storia dell’arte. La sua figura di artista, ma soprattutto di donna, ha affascinato esperti e non, ponendo l’attenzione sul tema della violenza femminile anche a partire dal mondo dell’arte. Il Museo Diocesano di Milano sceglie dunque di ospitare, dal 29 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020, uno dei maggiori capolavori della pittrice romana, lAdorazione dei Magi, per il suo programma “Un capolavoro per Milano”. Tale iniziativa nata nel 2001 vuole portare al capoluogo lombardo importanti opere di grande rilevanza artistica a soggetto religioso.

Artemisia Gentileschi, Autoritratto come Allegoria della Pittura, 1638-39 (fonte: wikipedia.org)

Era l’estate del 1630 quando Artemisia, ormai trentasettenne, giunge a Napoli, al tempo seconda metropoli europea per popolazione dopo Parigi e città culturalmente molto fervente. A Napoli, Artemisia ricevette la sua prima commissione da parte di una chiesa: tre tele che avrebbero poi decorato la Cattedrale di Pozzuoli insieme alle altre otto opere del ciclo pittorico, realizzate, tra gli altri, da artisti come Massimo Stanzione e Giovanni Lanfranco. Le tre opere commissionate alla Gentileschi sono l’Adorazione dei Magi, i Santi Procolo e Nicea, e San Gennaro nell’anfiteatro, realizzate tra il 1635 e il 1637. Non è facile per una donna che vive nel Seicento farsi strada in un mondo maschile come quello delle commissioni artistiche: la bravura che le ha permesso di raggiungere tale incarico è dunque ancora più ammirevole.

Artemisia Gentileschi, Adorazione dei Magi, 1636-37 (fonte: commons.wikimedia.org)

L’Adorazione dei Magi, commissionata dal vescovo spagnolo di Pozzuoli Martìn de Lèon y Cardenas, è una pala d’altare di imponenti dimensioni (310×206 cm), che ha per soggetto l’episodio evangelico dell’Epifania L’iconografia è semplice e chiara: la Vergine presenta Gesù ai Re Magi, i quali recano i canonici doni (oro, incenso e mirra). La magistrale composizione ha come centro visivo e simbolico il viso del bambino, incorniciato da un forte campo di sguardi. La Gentileschi immerge i personaggi nella sua contemporaneità, vestendoli con abiti seicenteschi. Artemisia in quest’opera dimostra di aver appreso appieno la lezione caravaggesca: il gioco così accentuato di luci e ombre produce un effetto quasi teatrale, che, seppur meno forte rispetto alla tecnica pittorica di Caravaggio, ne riprende il tono drammatico e gli effetti luminosi. Estremamente interessante è l’attenzione della Gentileschi per i dettagli, come si può notare dal dono nella mano sinistra del re mago in primo piano. Inoltre, è rilevante la scelta della gamma cromatica: colori scuri e terrosi si alternano ai tre colori primari che caratterizzano i sontuosi abiti dei Magi. Il blu, il giallo e il rosso, dopotutto, sono i colori cardine dell’opera più famosa di Artemisia Gentileschi, quella che l’ha consacrata a emblema della rivalsa femminile sull’uomo violento: Giuditta che decapita Oloferne, nella versione del 1620, conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Artemisia Gentileschi, Giuditta decapita Oloferne, 1620 (fonte: commons.wikipedia.org)

Vorremmo cogliere l’occasione, inoltre, per soffermarci su un’iniziativa attuata, oltre che dal Museo Diocesano, anche da molti altri musei milanesi, come la Pinacoteca di Brera e il Museo del Novecento: si tratta di una serie di visite guidate con il metodo DescriVedendo, appositamente ideato per persone con capacità visiva ridotta o nulla. Grazie a questa iniziativa, è possibile mettere a contatto persone con fragilità visive con il nostro patrimonio artistico e culturale; il metodo DescriVedendo, inoltre, non aiuta solamente le persone ipovedenti: esso permette a tutti di capire che un’opera d’arte non è qualcosa di esclusivamente visivo, ma può coinvolgere anche gli altri sensi. È su questo che puntano queste particolari visite guidate, frutto di un’ammirevole idea che permette all’arte di abbattere una barriera così apparentemente insormontabile come la cecità.

Dettagli evento

Luogo:
Museo Diocesano, Corso di Porta Ticinese, 95, 20123 Milano MI
Date:
29/10/2019 - 26 /01/2020
Orario:
Da martedì a domenica: 10-18
Lunedì: chiuso
Costo:
4-8 €
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