Il mondo è in costante cambiamento e la storia ne è testimone. I libri e i documenti sono stati per secoli tra le fonti più importanti. Con l’arrivo della fotografia tra il XIX e XX secolo, ricercare la verità e darne testimonianza ha iniziato ad avere un volto completamente nuovo, quello della pellicola fotosensibile. Quando questo mezzo ha incontrato il Nuovo Mondo, non bisogna stupirsi del sorprendente risultato che si è ottenuto. Dal 5 aprile 2019, nel cuore della Capitale, presso il Museo di Roma in Trastevere è possibile visitare la mostra fotografica “Memoria del Perù. Fotografie 1890-1950” curata da Jorge Villacorta, Andrés Garay  e Carlo Trivelli. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata del Perù in Italia.

Le sale, che ospitano l’esposizione, presentano un arredamento minimale. Lo spazio è di un candido bianco, in contrasto con le fotografie in bianco e nero che risaltano dalle pareti come dei veri e propri quadri realizzati sul freddo intonaco. All’interno della prima sala al secondo piano del museo si entra subito in contatto con alcuni grandi fotografi e testimoni del paese sudamericano, un paese profondamente cambiato a causa della conquista spagnola. Terra di una delle più grandi civiltà precolombiane, gli Inca. Il Perù mostra, in questo percorso espositivo, un lato di sé e della sua storia, per molti, completamente nascosto.

I cambiamenti socio-politici, culturali e geografici di un intero paese vengono raccontati attraverso la pellicola fotografica in ogni suo singolo aspetto: la diversità tra le classi sociali, la guerra, un paese spezzato tra conquista e migrazione (come la progressiva accoglienza di popoli proveniente dall’Europa, dall’Africa e dall’Orente), il lavoro, la rivoluzione industriale e i suoi effetti, la vita all’interno della famiglia, la formazione dell’individuo durante la sua crescita, la cultura religiosa, politica e le forti radici, ancora legate a quella civiltà spazzata via dall’arrivo degli spagnoli.

Le fotografie narrano, disposte l’una accanto all’altra, una storia non ancora raccontata. Il contrasto all’interno delle opere è forte e, quasi in ognuna di loro, sembra esserci un intento creativo ben preciso, una mirata predisposizione, una curiosa propensione delle persone ritratte ad essere ritratte attraverso la pellicola. Il percorso espositivo porta il visitatore a porsi innumerevoli domande sul destino dei protagonisti e rimane, allo stesso tempo, incantato dalle meraviglie naturali del territorio, insieme ai grandi monumenti del suo passato precolombiano. Agli occhi dello spettatore vengono narrate scene di gruppo, come una squadra di calcio, una famiglia in posa, delle reclute pronte per iniziare il loro allenamento: ci ritroviamo davanti a vere e proprie testimonianze di quel tempo, che ci sembra così distante nonostante mostri una realtà non così lontana dalla nostra.

Tra grandi artisti selezionati durante il processo creativo e costruttivo di questa esposizione, troviamo: César Meza.Max T. Vargas, Miguel e Carlos Vargas, Baldomero Aiejos, Sebastián Rodriguez, Walter O. Runcie e Martin Chambi.
La mostra è stata ospitata da grandi città tra cui Hong Kong, Beijing, Shanghai, Seúl, Ottawa, Bangkok, Montreal, Madrid, Kuwait, Cairo, Ankara, Marrakech, Lyon, e, prossimamente, approderà a Parigi.

Baldomero Aiejos, Ritratto di donna con bambino in braccio Credits: Vanessa Morolli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dettagli evento

Luogo:
Museo di Roma in Trastevere, Piazza di Sant'Egidio
Date:
05/04/2019 - 26/05/2019
Orario:
Da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00, la biglietteria chiude alle ore 19.00 Chiuso lunedì
Costo:
Intero: € 6,00 Ridotto: € 5,00 Gratuito per i residenti in possesso della MIC card
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