Dal 27 luglio fino all’11 agosto 2019 La Porta del Parco a San Felice Circeo ospita la mostra “Colori e magia nel sogno di Circe”, personale dell’artista Cinthia Pinotti.
Cuore pulsante della sua arte è l’alternanza di gioia e dolore, sprazzi di luce e di ombre alle quali ogni essere umano viene sottoposto dall’impetuoso vento della vita.
Il percorso della Pinotti è segnato da due importanti esposizioni: la prima personale “Il colore del sé”, presso il Complesso del Vittoriano a Roma dal 14 al 28 gennaio 2015, il cui catalogo venne curato dal Professor Claudio Strinati, il  quale afferma che la resa pittorica delle opere sembri essere “spinta sul quadro da una sorta di folata di vento metaforico che solleva da terra le componenti del colore e del segno e le deposita […] sulla superficie del quadro”; nello stesso anno, dal 16 al 30 luglio, espone “Luce mediterranea” a Venezia presso la sede di Cà Foscari Zattere, dove le opere in mostra evocano un percorso spirituale, un viaggio fra la magia dei colori alla scoperta della bellezza.
Oggi, nel cuore di San Felice Circeo, Cinthia Pinotti presenta otto tele inedite “frutto di uno stato d’animo vero, sentito” in cui l’artista trova se stessa confrontandosi con tutti i ricordi legati a questo luogo incantato a cui è particolarmente legata.
La mostra incarna il luogo dove Mito e realtà si fondono in un’esplosione di colori densi, di amore e disperazione, di speranza e allegria, connaturati a lei, Cinthia, artista versatile ed emozionale il cui intento è la rappresentazione dell’inconscio proiettando i suoi stati d’animo nelle tele.
Un’arte astratta, la sua, una pittura coinvolgente e avvolgente in cui il visitatore – pur ritrovandosi e riperdendosi nel crocevia delle sfumature di sé stesso, che la tela non gli nasconde- vede affiorare le sue innegabili debolezze, l’inappagata sete di amore e, infine, la nostalgica bellezza dei sogni che ne hanno animato l’infanzia. 
Sono tracce, segni, indicazioni poste lungo un cammino o un sentiero che servono, per chi intenda seguirlo, a riconoscerlo”, è questo il Segnavia Heideggeriano che ci fa entrare nella mostra dove, per prima, incontriamo Circe – affianco alla testa della maga rinvenuta nel 1928 – l’opera più antica dell’esposizione. Realizzata nel 2017, segna per la Pinotti un momento di transizione della sua tecnica pittorica, una Circe sofferta -a tratti umana- come emerge dai colori utilizzati, una Circe che perde il suo amato Ulisse che nel rifiuto dell’immortalità, “ribadisce la proiezione verso l’umanità”. Un’opera coinvolgente dalla quale il pathos dell’artista emerge squarciando la tela per “trafigge” il cuore dell’Amore.
Alla destra di Circe troviamo Ulisse, linee di colore che si addensano in 4 sfere imperfette, colori caldi e freddi si incontrano su uno sfondo violaceo dando vita alla forza e alla spensieratezza dell’uomo di Itaca.

Ci interfacciamo poi con la gioia de Il sogno di Circe: magia, sogno e allegoria si fondono celebrando la bellezza della vita. Sfere pulsanti che, accompagnate da uno sfondo azzurro – quasi a voler ricordare il mare nei pomeriggi di sole estivo-, consentono di interfacciarsi con una Circe ironica e gioiosa, inducendo lo spettatore a sentirsi parte di quel divenire.
Prendendoci per mano Circe ci conduce verso i suoi Artifici, evocativi del potere della maga ma anche dei fuochi d’artificio delle notti estive. Con quest’opera entriamo nel vivo di “un sogno di una notte d’estate in cui saettanti fuochi d’artificio, scalando l’azzurro del cielo diurno, ne intensificano la luce naturale per esplodere in un tripudio di colori… “quei colori” che scorrono nelle vene dell’artista per simboleggiare la gioia che irrompe per tracimare dal cuore innamorato.

Le tele Haiku, Tessera e Alourgos sono intrise dei profondi vissuti emotivi” ripescati dal legame dell’artista con il Circeo. Caratterizzate da sfondi azzurro , verde e viola, tranciati da sprazzi di colore, sono portatrici dei simboli, non già di Circe, ma bensì di Cinthia, questa volta, della sua vita e dei suoi sentimenti.

Il viaggio introspettivo nel mondo di questa donna sensibile e oltremodo profonda, si conclude con la bellezza della Metamorfosi, definita dal Professor Alessandro Masi “Tracce amorose di un percorso di luce”, l’opera va a costituire l’apparato vitale dell’esposizione essendo cuore e anima della mostra. In essa è racchiuso, infatti, lo sviluppo e la progressione del pensiero, dei sentimenti e dell’emozione artistica che Cinthia Pinotti, nelle sue tele, riesce ad esprimere dando fisicità al sogno incantato della vita in cui l’Amore e il Dolore si scontreranno e s’incontreranno finché il tempo dell’uomo non si dissolverà nel tempo dell’eternita.

Metamorfosi- Courtesy Cinthia Pinotti

Dettagli evento

Luogo:
La Porta del Parco, Piazza Luigi Lanzuisi, San Felice Circeo (LT)
Date:
27/07/2019 - 11/08/2019
Orario:
Tutti i giorni:
9.00-13.00
16.00- 20.00
21.00- 24.00
Costo:
Ingresso gratuito
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