Dal 13 dicembre 2019 al 2 febbraio 2020 l’ICA di Milano presenta un nuovo capitolo della serie “Gallery Focus”, promossa per ripercorrere in più puntate la storia delle gallerie che hanno contribuito a definire l’arte contemporanea italiana. Il progetto vuole ricostruire la vita delle gallerie grazie alle opere, ai materiali di archivio e alle testimonianze dirette degli artisti o dei collaboratori. Dopo il primo appuntamento dedicato alla “Galleria dell’Ariete” di Milano, il secondo allestimento di “Gallery Focus” si concentra sulla galleria “Multipli” di Torino, aperta da Giorgio Persano nel 1970. L’intero progetto di Persano vuole sviluppare il concetto di “multiplo” in modo innovativo, con la produzione di opere d’arte “democratiche” in più esemplari, quindi accessibili a tutti grazie alle diverse copie in circolazione. Ogni elemento della produzione mantiene però la propria unicità, conservata grazie all’edizione limitata dei diversi pezzi, che vogliono allontanarsi dall’idea di serialità della Pop Art.

Per approfondire tale ricerca espressiva, la galleria si è appoggiata specificamente agli artisti dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale, fra cui Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Giuseppe Penone, Giulio Paolini e Pier Paolo Calzolari.

“Lato destro” di Giovanni Anselmo, 1970

Per indagare il concetto di molteplicità, molti si servono della fotografia, strumento che di fatto crea un gran numero di frammenti identici fra loro. Esemplare l’opera di Giovanni Anselmo “Lato destro” del 1970: l’artista scrive sul proprio collo, a destra, la scritta “lato destro” e si fotografa, capovolge poi il negativo e stampa il proprio autoscatto. Il risultato finale è strabiliante perché sviscera il concetto di multiplo sia in modo pratico che concettuale. L’istantanea infatti di per sé è già un multiplo, riflesso del negativo, che può inoltre essere riprodotto infinite volte. Ma Anselmo presenta anche il proprio ritratto capovolto, in modo che il suo lato destro nella realtà diventi lo stesso lato destro dell’osservatore, come uno specchio riflettente, creando un’infinità di corrispondenze, indi multipli, come due mondi attraverso uno specchio. In questo modo l’artista vuole creare un ponte fra opera d’arte e osservatore, proponendo il proprio lavoro non più come imitazione della realtà, ma come vera e propria continuazione del mondo.

Il più delle volte però i pezzi di una stessa serie presentano differenze anche molto evidenti fra loro, come per esempio nelle serie Odio di Gilberto Zorio e Senza Titolo di Pier Paolo Calzolari.

Zorio infatti per realizzare le proprie opere sceglie delle pelli di vacca su cui marchia a fuoco la parola odio da entrambi i lati della pelle. Anche in questo esempio l’analisi del multiplo è sia a livello pratico che concettuale, presentando però delle varianti. Sebbene infatti la materia prima sia la stessa, ogni pelle avrà dimensioni, forma e colori diversi, avvicinandosi più al concetto di unicum. Sul piano ideale invece Zorio presenta allo spettatore una metafora dell’odio: la scritta deve essere su entrambi i lati perché è un sentimento reciproco che non ha una sola direzione, divenendo un odio specifico giacché il numero di esemplari realizzati è 33, ovvero gli anni di Gesù alla propria morte.

Estremamente importante è anche ricordare la dimensione corale della galleria Multipli: l’idea del “multiplo” infatti non influenza solo l’esperienza artistica, ma anche la vita sociale e il rapporto fra i vari artisti che hanno partecipato al progetto. Sappiamo infatti che Persano raccoglie intorno a sé persone che, prima di tutto, sono suoi amici, dando vita a un’esperienza che rappresenta ossimoricamente un unicum nella storia. La Galleria Multipli non è più un luogo che unisce solo espressione artistica e mercato, ma una realtà intrinsecamente legata alla vita degli artisti che ha ospitato. La mostra presenta infatti, in modo inusuale, le storie e i racconti di chi ha contribuito alla sua nascita e al suo sviluppo. Grazie al lavoro della curatrice Elena Re la mostra espositiva non è solo una fredda rassegna didascalica della vita della galleria Multipli. Lo spettatore grazie ai piccoli aneddoti e ai racconti diretti degli artisti, è in grado di immaginare e immedesimarsi nei diversi artisti che hanno contribuito al progetto, rivivendo quella che è stata una delle esperienze più sperimentali e formative della storia dell’arte contemporanea italiana.

Dettagli evento

Luogo:
ICA Milano, via Orobia 26
Date:
13/12/2019 - 02/02/2019
Orario:
Giovedì-domenica 11-19
Costo:
gratuita
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