Organizzata dal direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, con un allestimento di Hubert le Gall, la mostra Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica è stata pensata come omaggio al Maestro compositore e scrittore Roberto De Simone, ex direttore del Teatro San Carlo e del conservatorio San Pietro a Majella, regista e autore di innumerevoli spartiti musicali, opere teatrali e drammaturgiche.

Riassumere l’ambizioso progetto dei curatori della mostra  è cosa ardua, già il titolo è foriero della complessità del programma. Di fatto essa è sì una mostra, ma è anche una rappresentazione drammaturgica della città e della sua storia nel periodo storico più complesso e fiorente. Il secolo inscenato è il glorioso 1700 ed oltre, quando a Napoli giunge la dinastia Borbonica e in breve la città diviene una metropoli al pari di Parigi e Londra, polo culturale, sede di industrie manifatturiere che creano porcellane e ceramiche, mobili, stoffe, oreficeria e pietre dure esportate in tutta Europa ed oltre. Nascono musei, il primo Teatro europeo di opera lirica il Real Teatro San Carlo, musicisti da tutta Europa accorrono per potersi esibire, o studiare nell’antichissimo conservatorio, letterati e filosofi si trasferiscono a Napoli e studiano nella sua università. Anche nel periodo francese la città non perse il suo splendore, ma aspra e terribile sarà la repressione  con la Restaurazione del 1815. Tuttavia la città non perse i suoi primati e il circolo culturale virtuoso riprese ad essere prolifico ancora per molti anni.

La mostra Napoli Napoli.Di lava, porcellana e musica. Ph Luciano Romano

Tutti gli eventi, lo stile di vita illuminato, l’attività del Teatro regio, lo sfarzo della corte ma anche la vita della borghesia illuminista partenopea, viene condensato in vere e proprie scenografie allestite nelle diciotto sale degli appartamenti reali del primo piano del Museo che fu nel Settecento abitato dai Borbone prima del Palazzo Reale di Largo di Palazzo (l’attuale Piazza del Plebiscito). Proprio adiacente al Largo di Palazzo fu eretto il Teatro San Carlo coprotagonista della mostra, le sue scenografie storiche, i costumi storici delle opere teatrali conservate nel suo museo vestono i manichini che abitano le scene allestite come quadretti a sé stanti ma collegati fra loro dal fil rouge culturale e storico che permea tutta l’esposizione. Nessun elemento è statico, i manichini si atteggiano come attori, la preziosità delle stoffe, delle ceramiche e delle porcellane della Real fabbriche di Capodimonte fanno da richiamo e specchio di una bellissima fiaba raccontata fra sapienti luci, specchi e velluti, con sottofondi musicali dei grandi musicisti del Settecento napoletano da Giovanni Pergolesi a Domenico Cimarosa, da Giovanni Pacini a Giovanni Paisiello, ascoltabili nelle cuffie dinamiche date al visitatore.

Da subito ci si rende conto di come non si tratti della canonica mostra, intesa solo come esposizione di oggetti e costumi, ma nel ricreare il teatro i curatori mettendo in fila pezzi della nostra storia teatrale, passando in rassegna spettacoli, stagioni e tempi di un palcoscenico che ha segnato la storia del costume, cuore pulsante di una società sperimentatrice che ha fatto le sue piccole e grandi rivoluzioni.

In sintesi è un tuffo all’indietro nei secoli, in apnea, fra la bellezza stordente delle Wunderkammern borboniche, un sunto di tutte le arti e illustra la pluridisciplinarità tipica della nostra contemporaneità, un viaggio multisensoriale all’interno della Reggia borbonica, trasformata per l’occasione in un vero e proprio spettacolo teatrale di cui sentirsi consapevolmente partecipi. Di fatto si viene proprio chiamati ad esserne parte poiché all’ingresso della mostra vi è un trompe-l’oeil dell’artista Tommaso Ottieri con un’immagine che riproduce l’interno del Teatro di San Carlo e che invita il visitatore ad “entrare in scena”accolti dalla riproduzione di una tazza gigante, liberamente ispirata alle porcellane della manifattura di Capodimonte con al suo interno, la figura della Regina Maria Carolina d’Asburgo Lorena moglie di Re Ferdinando IV di Borbone.

La riproduzione gigante della tazza di porcellana in stile Capodimonte all’ingresso della mostra Napoli Napoli di Lava, Porcellana e Musica. Ph Luciano Romano

Nel complesso l’esposizione comprende oltre mille oggetti, oltre trecento porcellane delle collezioni delle Reali Fabbriche di Capodimonte, di altre manifatture europee e pezzi originali cinesi, più di centocinquanta costumi del Teatro di San Carlo con firme prestigiose (Ungaro, Odette Nicoletti, Giusi Giustino e altri), strumenti musicali del Conservatorio di San Pietro a Majella, dipinti, oggetti d’arte e di arredo, minerali e animali tassidermizzati oggi conservati rispettivamente nel Museo Mineralogico e nel Museo Zoologico di Napoli.

Essi sono sapientemente drammatizzati nelle sale della musica sacra, quella profana, nella sala del potere con il dipinto di Napoleone che viene ricoperto da un drappo con lo stemma borbonico, la sala del Grand tour, che celebra le scoperte archeologiche di Ercolano e Pompei e delle testimonianze dei viaggiatori illustri che rimasero folgorati dai viaggi a Napoli come Stendhal e Goethe. Poi vi sono le sale dell’Egittomania, delle Chinoiseries, della Materia, della Natura e dell’Eruzione che mostrano l’interesse e lo studio per le scienze naturali, la vulcanologia e la nascita delle collezioni dei musei universitari.

Infine le sale dedicate alla bellezza delle necessità effimere come la sala dei Pulcinella, del gioco d’azzardo e del destino, la sala della parrucca, di miseria e nobiltà e la galleria del servizio dell’oca, cosi detto dalle figure di alcuni pomelli di zuppiere raffiguranti un bambino che strozza l’oca, derivato da un’antica scultura in marmo dei Musei Capitolini. Il servizio è il capolavoro della Real Fabbrica della porcellana di Napoli, fondata dal re Ferdinando IV nel 1771.

Chiude la mostra una video installazione dell’artista Stefano Gargiulo di Kaos Produzioni in cui le immagini della Napoli di ieri e di oggi si fondono con le scene delle principali opere tratte dall’archivio storico del Teatro San Carlo e con quelle di Capodimonte, reggia e museo, sintesi di quella Napoli del Settecento ancora capitale delle arti che non smette di far scuola ed affascinare.

 

Immagine di copertina: La mostra Napoli Napoli.Di lava, porcellana e musica. La sala dei pulcinella. Ph Luciano Romano. Fonte: www.museocapodimonte.beniculturali.it

Dettagli evento

Luogo:
Museo di Capodimonte, Via Miano 2, Napoli
Date:
21/09/2019 - 21/06/2020
Orario:
dal lunedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 mercoledì chiuso
Costo:
Biglietto intero 14,00 euro - ridotto 8,00 euro
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