Ha inaugurato giovedì 8 ottobre la mostra “LOCKDOWN ITALIA visto dalla Stampa Estera” ai Musei Capitolini di Roma. Oltre 70 scatti dei fotografi dell’Associazione della Stampa Estera in Italia e delle più importanti agenzie di stampa raccontano le fasi fondamentali della pandemia: dalla chiusura di marzo ai primi segnali di ripartenza.
Esma Cakir / Agenzia DHA Roma, 18 aprile 2020. In una Piazza Navona deserta, con l’erba che cresce tra i sampietrini, una bambina corre in monopattino dopo la decisione del governo di permettere brevi uscite per fare esercizio fisico.

Esma Cakir / Agenzia DHA Roma, 18 aprile 2020. In una Piazza Navona deserta, con l’erba che cresce tra i sampietrini, una bambina corre in monopattino dopo la decisione del governo di permettere brevi uscite per fare esercizio fisico

Un racconto del lockdown per immagini

La mostra, a cura dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, è un tributo al primo grande Paese europeo colpito duramente dalla pandemia, che è stato d’esempio al resto del mondo: un viaggio per immagini che cattura non solo la situazione drammatica negli ospedali e nelle zone rosse, ma anche la sua resilienza, le città deserte, la solidarietà, la vita sui balconi e la lenta ripresa verso una parvenza di normalità.

Grazie agli scatti dei 30 fotografi in mostra, provenienti da dieci paesi diversi (compresi alcuni corrispondenti italiani delle tre principali agenzie rappresentate nella Stampa Estera, Reuters, AP e AFP) il visitatore può rivivere quei tre mesi interminabili e rivivere gli istanti fondamentali che hanno accompagnato il lockdown: dalle prime drammatiche chiusure, al crescente stato di sofferenza del paese; dalla resistenza composta dell’intera comunità, alla lenta ripresa delle attività. Un viaggio fotografico dedito alla documentazione storica e che, al contempo, vuole rendere omaggio al coraggio e alla resilienza dimostrata dagli italiani nei giorni più difficili della pandemia, nonché ai professionisti del mondo dell’informazione che sono andati in prima linea per documentarla, anche a proprio rischio e pericolo.

Il percorso espositivo della mostra

La mostra si snoda lungo un percorso espositivo che si propone come un itinerario temporale ed emotivo attraverso le diverse fasi della pandemia.

Si inizia da una prima parte in cui emerge con forza la drammaticità del momento storico nelle immagini delle terapie intensive, delle bare all’interno delle chiese, dei volti sofferenti degli infermieri e dei medici in prima linea. Si passa successivamente ai silenzi assordanti delle strade e delle piazze del Paese, per proseguire poi con la sofferenza dei degenti e dei familiari delle vittime.

Pablo Esparza/Heraldo de México Città del Vaticano, 27 marzo 2020. Papa Francesco cammina sotto la pioggia per impartire la benedizione Urbi et Orbi in una piazza San Pietro inaccessibile e vuota

Pablo Esparza/Heraldo de México
Città del Vaticano, 27 marzo 2020. Papa Francesco cammina sotto la pioggia per impartire la benedizione Urbi et Orbi in una piazza San Pietro inaccessibile e vuota

Nella seconda parte del percorso si torna a vedere la “luce” della rinascita con le immagini di una popolazione che reagisce. Inizialmente con i canti dai balconi e dai terrazzi o con le riaperture dei pochi esercizi commerciali autorizzati a lavorare e poi con il ritorno graduale alla normalità, seppur condizionata da regole nuove – autocertificazioni, mascherine, misurazione della temperatura, distanziamento sociale – con cui abbiamo imparato a convivere.

La mostra si chiude, infine, con una sezione dedicata al lavoro dei reporter in tempo di pandemia. Un collage di foto che mostra come i corrispondenti della stampa si siano dovuti adattare alle nuove condizioni di lavoro imposte dal lockdown attraverso dirette casalinghe, reportage con mascherina in città deserte, conferenze stampa e interviste online.

Dettagli evento

Luogo:
Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, Sale terrene
Date:
08/10/2020 - 01/11/2020
Orario:
Tutti i giorni 9.30 - 19.30
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Costo:
L’accesso alla mostra è consentito ai detentori del biglietto di ingresso ai Musei Capitolini e ai possessori della MIC card
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