Era il 2017. Turisti e veneziani guardavano stupiti due imponenti mani bianche emergere dalle acque del Canal Grande. Sembravano sorreggere l’Hotel Ca’ Sagredo. Tutti si chiedevano cosa fossero, chi le avesse messe lì. 

La risposta era molto semplice, si trattava dell’opera “Support” di Lorenzo Quinn per la Biennale veneziana del 2017. L’obiettivo? Sensibilizzare le persone sulla fragilità del patrimonio artistico italiano, minacciato sia dai cambiamenti climatici sia dall’operato dell’uomo stesso.

Lorenzo Quinn – Lorenzo Quinn Support – 2017

L’opera suscitò molto scalpore e pareri contrastanti, qualcuno apprezzò il tentativo di denunciare la deperibilità dei nostri monumenti, qualcuno lo ritenne troppo invasivo per una città delicata come Venezia. Comunque la si pensi quell’opera rimase scolpita nella memoria dei visitatori, basti pensare che fu l’opera più fotografata del 2017.

Dopo due anni, Lorenzo Quinn ritorna tra le acque della Serenissima, precisamente nel bacino dell’Arsenale nel Sestiere di Castello, con una nuova opera destinata a creare ancora più scalpore, seppur non appartenente alla Biennale 2019: Building Bridges.

Si tratta di una fila composta da sei coppie di mani, larghe 20 metri e alte 15, ciascuna per i valori universali che Quinn vuole celebrare: amicizia, saggezza, aiuto reciproco, fede, speranza e amore.

“Ogni coppia di mani della scultura celebra uno dei sei valori umani universali: Amicizia, per costruire insieme sul futuro; Sapienza, per prendere decisioni reciprocamente vantaggiose; Aiuto, per cementare relazioni durature; Fede, per confidare nel proprio valore e cuore; Speranza, per perseverare in sforzi meritevoli; e l’Amore, lo scopo fondamentale per tutto.”

L’intento dell’artista è quello di valorizzare le qualità universali dell’uomo. La location non è casuale, Venezia: città di ponti, reali e simbolici, e Patrimonio Universale dell’Umanità.

Durante un’intervista, infatti, Quinn ha giustificato così la scelta di esporre ancora nel capoluogo veneto:

 “Venezia è una città Patrimonio dell’Umanità ed è la città dei ponti. È il luogo perfetto per diffondere un messaggio di unità mondiale e di pace in modo che in tutto il mondo si possano costruire ponti con gli altri piuttosto che muri e barriere.”

L’opera è stata completata l’8 maggio, presentata il 9 e aperta al pubblico il 10. Chi fosse interessato a vederla può prendere la navetta che parte dalla Biennale e che arriva all’Arsenale Nord.

Lorenzo Quinn – Cenni biografici

Nasce a Roma il 7 maggio 1966, figlio dell’attore messicano-americano Anthony Quinn (vincitore di due Oscar come miglior attore non protagonista per le sue interpretazioni in “Viva Zapata!” e “Brama di vivere”) e della sua seconda moglie.

Lorenzo passa l’infanzia tra gli Stati Uniti e l’Italia. Studia all’American Academy of Fine Arts di New York, con l’obiettivo di diventare un pittore surrealista, ma cambia idea abbastanza presto per dedicarsi alla scultura, più energica e originale.

Ora vive a Barcellona con la moglie e i suoi tre figli.

Quinn è riconosciuto internazionalmente per la sua capacità di ricreare le mani in maniera molto espressiva, consapevole che le mani detengono un enorme potere, quello di amare, di odiare, di creare e di distruggere.

Dettagli evento

Luogo:
Arsenale nel Sestiere di Castello
Date:
05/2019
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