Milano è in fermento per la mostra a cura di Fernando Mazzoca che ci regala 200 opere, di cui 42 mai esposte al pubblico. Gli eleganti interni e aristocratici delle Gallerie d’Italia cedono le loro sale a capolavori italiani di Caffi e Hayez, ma anche a un’attenta selezione di Friedrich. Il Romanticismo italiano si conquista un ruolo di primissimo piano, ma sempre con un occhio anche al contesto europeo e in particolare alla Germania, generatrice indiscussa del sentimento romantico. Le sale sono divise per argomenti: natura, ritratti e società. La prima sezione è particolarmente emblematica: la natura rappresentava per i romantici la nostalgia di qualcosa di sconosciuto. La natura è madre e matrigna, come diceva Leopardi, e provoca dunque un duplice sentimento in chi la osserva: terrore e ammirazione. E’ il Sublime di Wordsworth che guarda le nuvole e la Sehnsucht di Heine. Non è un caso che gran parte dei dipinti esposti in mostra ritragga la natura selvaggia o la luna, da sempre interlocutore privilegiato della notte dei romantici.

Friedrich- Finestra con vista su un parco

Sullo sfondo della mostra rimane sempre la radice storica che ha originato molte delle opere esposte. Un’intera sezione è infatti dedicata ai ritratti dei personaggi de “I Promessi Sposi” del Manzoni, letterato sempre molto caro alla capoluogo lombardo. Dai dipinti della sezione che riguarda la società, ad esempio, si respira il fermento dell’epoca risorgimentale che vede gli italiani unirsi culturalmente e politicamente per la prima volta, non senza enormi sacrifici e imperfezioni. Le opere esposte colgono il tremore rivoluzionario che forse il nostro presente ha perso, un sentimento di rivalsa che non è solo individuale ma per tutti. La mostra espone anche opere di Massimo D’Azeglio che rappresenta episodi mitologici nostalgici di un tempo in cui l’uomo si trovava in armonia con la natura incontaminata e con gli dei.

Eliseo Sala- Lucia Mondella

La mostra è capace di creare una corrispondenza tra pittura e poesia grazie al sentimento romantico d’amore e di desiderio d’infinito: le opere di Hayez sono accostate a versi di Leopardi che permettono di carpire ancora meglio l’emozione di ogni artista romantico davanti alla natura inconoscibile. La natura viene rappresentata con tecniche stilistiche classiche, ma l’interpretazione è prettamente personale. Solo in alcuni casi, ci si avvicina all’impressionismo francese delle pezzature di Cézanne, ma la maggior parte dei dipinti riporta ancora modalità d’espressione prive di novità se non per il messaggio che veicolano. La novità risiede infatti negli occhi di chi guarda il mondo con una sete incolmabile di qualcosa che non sa definire. L‘ignoto del Romanticismo che traspare dalla mostra alle Gallerie d’Italia è un sentimento di paura e di brama di scoperta che accomuna tutti gli uomini, a prescindere dall’epoca storica in cui si ritrovano a vivere. Per questo motivo, la mostra ha avuto un enorme successo, in parte totalmente inaspettato.

Bagetti- Notturno con effetto luna

Un’intera sezione è infine dedicata al nudo come compenetrazione di anima e carne. Hayez fa da padrone in questa sala che espone due delle sue migliori opere: Meditazione, scelta come locandina della mostra, e Modella a riposo, che riesce a cogliere la vera essenza femminile. La dicotomia romantica è straziante: il pittore è teso a cogliere un’anima, qualcosa che mai potrà rappresentare su tela. E’ quindi costretto a rappresentare la carne, un corpo pieno di imperfezioni e sentimenti che non riescono a comprendere la totalità dell’essere umano.

Hayez- Modella a riposo

Questi sentimenti contrastanti sono gli stessi che hanno dato vita alla grande rivoluzione artistica delle avanguardie del ‘900. Rendersi conto che non esiste opera che riesca a rappresentare perfettamente la realtà, compito che dal 1839 viene affidato alla fotografia, spinge gli artisti a riportare sulla tela la loro ricerca dell’anima dentro le cose. Si tratta di una ricerca estenuante che pretende tutta la verità e le emozioni dell’artista stesso. Questa mostra riesce a cogliere questa tensione a cui la storia dell’arte deve tutto ciò per cui vive ora.

Dettagli evento

Luogo:
Gallerie d'Italia (Milano)
Date:
26/10/2018 - 17/03/2019
Orario:
dalle 9:30 alle 19:30 (ultimo ingresso alle 18:30)
giovedì fino alle 22:30
Costo:
10€ intero; 7€ ridotto
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