I numeri sono di quelli che spaventano ed entusiasmano al contempo, parliamo di 33 mostre e 2000 opere esposte. La location una sorpresa continua, con il suo snodarsi da Castel Sismondo al Museo della Città, dal Cinema Fulgor alla FAR, dalla Domus del Chirurgo a Palazzo Gambalunga. I nomi altisonanti: Guercino, Picasso, Fellini, la Beecroft, solo per citarne alcuni. Il tutto in un mix in cui da un lato si mescolano le molteplici forme ed espressioni del disegno, dall’altro si scopre una Rimini che, separata anche fisicamente dalla spiaggia tramite la linea ferroviaria, dimostra di saper parlare il linguaggio della cultura prima di quello balneare.

È questa, in pillole, la Biennale del Disegno (a Rimini fino al 15 luglio), evento unico nel suo genere in Italia, che torna in questa terza e nerboruta edizione con un tema altrettanto forte: Il Visibile e Invisibile. Desiderio e Passione, a suggerire come il disegno, nel suo essere genesi, studio o punto di arrivo dell’opera d’arte, è in grado di rendere visibile ciò che non lo è.

Ma a essere visibile e invisibile è anche l’erotismo, l’altro fil rouge delle esposizioni. Si tratta di un erotismo a volte nascosto, altre esplicito ai limiti dello scandalo, ma mai volgare, che esplode in tutto il suo fascino a Castel Sismondo, dove a farla da padrone sono Picasso e Fellini, ma anche nelle longilinee e sensuali figure femminili dei Disegni Americani di Vanessa Beecroft esposti al FAR.

Picasso, Le Celestine. Foto: archivio Biennale

Le mostre da non perdere

Un intero centro storico trasformato in area espositiva potrebbe destabilizzare il visitatore, soprattutto quello più pigro. Le mostre sono molte e per visitare l’intera Biennale, circuito open incluso, non vi basterà un’intera giornata. Noi ovviamente vi consigliamo di prendervela con comoda e dedicare tutto il fine settimana ad ammirare ed esplorare opere che vanno dal disegno antico alle proposte di giovani artisti contemporanei, ma sappiamo che spesso il tempo è poco e il richiamo di un fresco tutto al mare forte. Abbiamo quindi selezionato per voi quattro proposte imperdibili che vi consentiranno anche di ammirare alcune delle location più suggestive dell’intera kermesse.

Il “Diario dei Sogni” di Fellini. Ph: Anna Frabotta

1) Federico Fellini e Pablo Picasso a Castel Sismondo: l’esposizione, e il legame tra i due che riprende la mostra Y Fellini soño con Picasso in corso a Malaga, si apre con il Libro dei Sogni di Fellini in cui il regista romagnolo dedica ben tre episodi al pittore spagnolo. Ma i punti di contatto tra i due grandi artisti non finiscono qui: centrale per entrambi è il tema dell’eros, lungo la cui traccia si sviluppa l’intera mostra.

Dai tratti dirompenti, con un sapiente uso dei contrasti tra il bianco e il nero, sono le 66 acqueforti, acquetinte e puntesecche eseguite da Picasso nel 1968 per illustrare la tragedia satirica attribuita a Fernando de Rojas, La Celestine. In questa raccolta di tavole, il pittore, ormai ottantasettenne, riflette con fare ironico gli aspetti più stravaganti del mondo e lascia emergere il suo più intimo immaginario erotico e onirico.

Fellini sogna Picasso, dal “Libro dei Sogni” di Fellini. Foto: archivio Biennale

Grotteschi e meravigliosi. Sono questo i primi due aggettivi che vengono in mente ammirando l’inedita, e per questo assolutamente imperdibile, collezione di 42 disegni realizzati da Fellini durante le riprese del Casanova e regalati all’amico, sceneggiatore e poeta, Tonino Guerra. Ad esserne protagonisti donne giunoniche e sinuose, con pose esplicite ma mai pornografiche, e uomini con membri spropositati che richiamano, con buona dose di ironia e buona pace dei bigotti, il virile maschio italico, o meglio il suo doppio, in una satirica (e psicoanalitica) sequenza, in cui ogni personaggio si trova a dialogare con il proprio alterego sessuale.

 

2) Jiří Kolářa Castel Sismondo: forse la parte più bella dell’intera Biennale, sia per la portata della mostra che per l’impatto visivo dell’esposizione, è quella dedicata ai 50 lavori di carattere museale di Jiří Kolář, maestro boemo del collage, oggi non abbastanza conosciuto e riconosciuto. Perché non potete perderlo a Rimini? Vi basti sapere che questo gigante dell’arte è l’unico, insieme a Picasso, ad esser stato onorato da vivente con mostre personali presso il celebre Guggenheim Museumdi New York… e scusate se è poco!

Una sezione della mostra di Jiří Kolářa. Ph: Anna Frabotta

3) Ericailcane alla Casa del Cinema Fulgor. È il 1985 e Leonardo, appena “cinquenne”, impugna per la prima volta pennarelli e colori e mette su carta tutto quella che la fantasia di un bambino sa regalare. Nel 2009, quando Leonardo è Ericailcane già da un po’, il padre gli fa avere quel corpus di disegni, gelosamente conservati, che l’artista bellunese aveva prodotto da bambino. Da qui l’idea di realizzare un libro firmato Leonardo/Ericailcane dove i disegni del primo diventano le opere del secondo, svelando un immaginario fatto di strane creature che è sempre stato nascosto nella pieghe della creatività dell’artista. Se amate e siete abituati a vedere i grandi murales di questo streetartist straordinario che, tra le altre cose, può vantare collaborazioni con artisti del calibro di Blu, ammirare questo bestiario fantastico e antropomorfo, fatto di draghi sputafuoco, elefanti con sei occhi, orsi e dinosauri, lupi chioccia con pulcini al seguito, cervi, topi, pesci, volatili, felini, rettili, non potrà che lasciarvi piacevolmente colpiti.

Ericailcane. Foto: archivio Biennale

4) Guercino e il suo falsario al Museo della Città: mai artista fu più prolifico di Guercino se non il suo falsario. Durante la sua vita, l’artista emiliano produsse migliaia e migliaia di foglie e migliaia e migliaia di fogli furono quelli prodotti da Francesco Novelli, sospettato numero uno di un’imponente, e tecnicamente perfetta, opera di falsificazione. La mostra accosta in opere attribuite con certezza a Guercino ad altre che con altrettanta certezza si possono definire contraffatte… vi sfidiamo a distinguere l’originale dalla copia!

Guercino, Studio di Vecchio. Foto: archivio Biennale

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