Dal 9 ottobre al 23 novembre 2019, Spazio Nuovo Contemporary Art ospita nuovamente nei suoi spazi le opere di Riccardo Ajossa. “Trame Lontane” è il titolo del progetto site specific realizzato appositamente per la galleria e composto da carte, di grandezza, consistenza e risalenti a periodi diversi, lavorate secondo l’antica tecnica di fabbricazione coreana, meglio conosciuta come Hanji.

Courtesy of Spazio Nuovo Contemporary Art Roma

L’artista, esperto di lavorazione e produzione della carta artigianale, ha recuperato movimenti e segreti della millenaria tradizione coreana nella fabbricazione della carta, unendola all’intervento artistico contemporaneo che però non disdegna, ma anzi valorizza ed esalta, l’elemento naturale: il colore che impregna le fibre della carta deriva infatti dagli enzimi del sambuco, del melograno, dell’eucalipto, che donano alle sue opere tonalità e sfumature che ci sembrano in qualche modo familiari e che vanno a formare paesaggi astratti o immaginati che ci trasportano verso l’interiorità più profonda del nostro essere.

Ajossa mette in comunicazione due mondi, due epoche e due tradizioni che sembrano lontanissime fra loro e gli dona nuova linfa, un nuovo significato, moderno e universale. La carta, supporto che da millenni accompagna la storia e la società umana, negli ultimi anni sta perdendo sempre più importanza e valore antropologico, surclassata da internet e dalla tecnologia digitale. L’artista decide così, in controtendenza rispetto ai trend contemporanei, di riportare al centro del panorama artistico il materiale cartaceo e, in particolare, le più antiche tecniche di fabbricazione della carta orientale, operazione che prevede estrema pazienza e manualità da parte dell’autore e che rappresenta quasi una critica “muta” all’immediatezza e all’eccessiva rapidità che vengono invece richieste oggi per la creazione e produzione di contenuti di qualsiasi tipo.

Courtesy of Spazio Nuovo Contemporary Art Roma

La tecnica utilizzata dall’artista permette invece di far emergere in maniera quasi ancestrale gli elementi naturali delle sue opere, in un’esperienza che si avvicina molto a quello della meditazione interiore e che va a toccare le corde più sottili della nostra sensibilità estetica e artistica.

“Il risultato pittorico, derivante da una stratificazione meccanica e temporale dei pigmenti naturali” spiega la storica dell’arte Maddalena Scarabottolo nel testo critico che accompagna la mostra, “viene recepito come un qualcosa di familiare: una sorta di paesaggio della memoria che viene riecheggiato dalle sfumature di colore che s’insinua in giuste proporzioni tra le trame della carta. L’opera di Ajossa s’inserisce in questo succedersi ordinato del tempo che permette di trasformare la corteccia degli alberi di Gelso in carta resistente più di mille anni”.

È la natura, infatti, la protagonista indiscussa del progetto di Riccardo Ajossa, sia in senso letterale che metaforico. Le superfici delle opere esposte lasciano intravedere le fibre vegetali della carta che assumono la consistenza di venature, nervature o vere e proprie ramificazioni, caratterizzate in ogni punto da colori diversi a seconda degli enzimi naturali di cui vengono impregnate. E gli stessi colori, nel tempo, non sono destinati a restare uguali, poiché la carta, come ben sappiamo, si usura e si consuma, mutando forma, colore e consistenza.
L’uomo è totalmente assente in questo ciclo di opere e, anche quando presente sul supporto di carta preesisente, viene eliminato dall’autore attraverso interventi pittorici o manuali. La natura, sia nelle materie prime utilizzate per questo progetto, sia come tema portante dello stesso, è al centro dell’indagine dell’artista. Contenuto e contenitore combaciano alla perfezione.

“Ciò che si ammira sembra essere il tassello finale di un ciclo vitale che riporta esattamente al punto di partenza: la natura” spiega Maddalena Scarabottolo. “Tra le trame della carta infatti ci si può perdere in paesaggi visti o immaginati che spingono inesorabilmente verso una riflessione sulle proprie emozioni.
L’occhio si aggrappa al colore che l’anima sente più affine e da questo punto di partenza inizia il viaggio verso altri orizzonti dove, perdersi e ritrovarsi, diventa un piacevole gioco. Un intrattenimento senza barriere che permette l’interazione tra culture lontanissime e l’innovativa contemporaneità”.

Un altro concetto volutamente assente in queste opere è quello di barriera: uno dei messaggi, forse meno vistosi ma carichi di una straordinaria forza simbolica, che questo progetto vuole lanciare al pubblico, consiste nell’abbattimento di quelle barriere culturali e sociali che spesso vengono a crearsi fra due tradizioni e culture molto lontane, come possono essere quella coreana da una parte e italiana dall’altra.
Attraverso l’intervento artistico, Ajossa riesce così a creare un ponte “virtuale” fra le due culture e ad unirle in nome della creatività e dell’arte, che da sempre parla un linguaggio universale, riconoscibile ovunque e da tutti.

CHI È RICCARDO AJOSSA

Fonte: riccardoajossa.com

Riccardo Ajossa, classe 1974, vive e lavora a Roma.

Invitato in qualità di artista-curatore alla seconda Master Class della Biennale di Venezia del 2011, il video-documentario del lavoro da lui svolto è conservato nell’archivio della Fondazione Biennale di Venezia. Da più di dieci anni collabora con l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha impostato il primo laboratorio per la produzione della carta artigianale attraverso metodologie orientali ed occidentali applicate all’arte contemporanea. Ha presentato la sua ricerca presso l’Accademia di Marmara (Turchia), Cornell (USA), FBAUL (Portogallo), all’Accademia di Leipzig (Germania) e al Museu Tonspur di Vienna. Le sue opere sono custodite al Museo Benaky di Atene, al Museo Bilotti Roma-Cosenza, al Museo del Consiglio Pontificio del Vaticano e alla Biblioteca Nazionale di Roma.

Dettagli evento

Luogo:
Spazio Nuovo Contemporary Art, Via d'Ascanio 20, Roma
Date:
09/10/2019 - 23/11/2019
Orario:
dal martedì al sabato
dalle 10:30 alle 19:30
domenica e lunedì su appuntamento
Costo:
ingresso gratuito
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