Era novembre del 2005 quando il Suojia Village di Pechino, il villaggio degli artisti indipendenti, venne smantellato da parte delle autorità della città.

Tra gli studi demoliti ci fu quello di Liu Bolin, il quale, dopo quell’evento, decise di mimetizzarsi tra le macerie con l’obiettivo di denunciare l’invisibilità delle persone agli occhi della speculazione immobiliare ed economica.

Questi suoi “ritratti mimetici” sono diventati la sua cifra stilistica.

Liu Bolin, Hiding in the City, 2006.
Copyright © 2019 Liu Bolin

Sono così famosi che una grande azienda di abbigliamento lo ha preso in prestito e, fotografato dalla grande Annie Leibovitz, è diventato il protagonista della loro campagna pubblicitaria.

Ora il MUDEC di Milano presenta al pubblico la mostra “Visibile Invisibile”, dove più di cinquanta opere, realizzate non solo a Pechino, New York e Londra ma anche nel nostro Paese, compresi due scatti inediti realizzati alla Galleria Borghese di Roma e al Castello Sforzesco di Milano, saranno presentate al pubblico.

La mostra vuole riassumere le serie fotografiche dell’artista, partendo da Hiding in the city, dove Liu si mimetizza tra i luoghi più decadenti di Pechino indagando temi universali come il rapporto tra uomo e natura e tra pensiero e potere politico.

Si passa poi a Hiding in the rest of the world e Hiding in Italy, in questa sezione si concentra sulla conservazione del patrimonio artistico dell’Italia, in contrasto con quanto sta accadendo in Cina, dove interi quartieri storici vengono distrutti per far posto a nuovi edifici; ed è in questa sezione che possiamo ammirare i suoi lavori a Pompei, a Roma, a Milano e alla Reggia di Caserta.

Questo tema di denuncia non si perde neanche in uno dei suoi ultimi lavori, Migrants, ma anzi si fa più forte. Per realizzare questa serie Bolin ha coinvolto alcuni rifugiati ospiti dei centri d’accoglienza siciliani per denunciare l’indifferenza del mondo di fronte alla loro sofferenza.

Liu Bolin, Migrants, 2015.
Copyright © 2019 Liu Bolin

Un altro ciclo che si trova all’interno dell’esibizione è Shelves, “Scaffali”: qui Liu scompare di fronte agli scaffali di un supermercato, stracolmo di beni consumati da tutti quotidianamente, così da evocare un’immagine distopica ed ossessiva, come il consumismo che caratterizza la nostra società e in cui il consumatore si identifica e si annulla.

Liu Bolin, Green Food, 2011. Courtesy: Boxart, Verona.

A chiudere la mostra il visitatore troverà l’abito utilizzato per la realizzazione dello scatto nei depositi del MUDEC e un filmato del backstage dove è possibile notare come le sue pose siano sempre incredibilmente elaborate e bisognose di lungo tempo per essere preparate.

Dettagli evento

Luogo:
MUDEC (Museo delle Culture) STECCA EX ANSALDO, Via Tortona, 56, 20144 Milano
Date:
15/05/2019 - 15/09/2019
Orario:
Lunedì 14.30 - 19.30
Martedì - mercoledì - venerdì - domenica 9.30 - 19.30; Giovedì - sabato 9.30 - 22.30
La biglietteria chiude un'ora prima (ultimo ingresso)
Sito web:
www.mudec.it
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