CHI È IABO

IABO nasce artisticamente nei primissimi anni ‘90 con il writing. Da subito si fa notare come fervente rappresentante della storica crew partenopea KTM – Ki Ta’ Muort.
Agli inizi degli anni 2000 s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli avventurandosi così nel variegato mondo dell’arte contemporanea.
I suoi viaggi negli Stati Uniti, assieme ad una spiccata curiosità e alla sua naturale “street attitude”, non potevano che portarlo ad abbracciare la street art.
Dopo essersi laureato a pieno titolo, ecco che alcuni anni dopo, nel 2011, viene invitato alla 54° edizione della Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi al Padiglione Italia nella sezione Regione Campania tenutasi negli spazi del Museo CAM, dove partecipa con l’opera “RiMorsi”.

Ph. Giorgio Talpa G 44 Silvestrelli

Un lungo percorso fatto di ricerca e sperimentazione affiancate ad uno stile riconoscibilissimo lo portano oggi ad essere uno dei maggiori esponenti della street art made in Naples.

 

LA MOSTRA: “I WANT TO BE AN ARTIST”

Una foto della mostra. Ph. Giorgio Talpa G 44 Silvestrelli

I want to be an artist” è il titolo di questa intrigante mostra curata da Tiziana Cino.
Il concept di questo progetto artistico nasce da una confessione “indecente” fatta da un giovane Adolf Hitler. Lui avrebbe infatti voluto fare l’artista, e forse sarebbe stato meglio così per il mondo intero ma, purtroppo, scelse di fare altro.

La rivelazione ha probabilmente molto scosso anche IABO che ha così realizzato una serie di ritratti di grandi artisti contemporanei, inesauribile fonte d’ispirazione e di ammirazione per l’autore campano e per tutti noi.

Le tele in mostra hanno un bel bordo spesso 15 centimetri per dare una spazialità e una forza maggiore ai profili di questi protagonisti della Storia dell’Arte.

Gran parte delle stile di è IABO è focalizzato sulla linea e su come essa possa essere lo strumento per dare unicità al suo stile artistico. Infatti, la linea che costruisce il profilo di questi artisti, è identica per tutti i ritratti. Ma cos’è che rende unica allora una persona e quindi anche un artista?
Sicuramente lo stile, la sua arte. Ma anche la sua fisionomia.

Il ritratto di Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat. Ph. Giorgio Talpa G 44 Silvestrelli

Si comincia con Andy Warhol e la sua immancabile parrucca platino e, subito a fianco, i suoi protégé Keith Haring e Jean-Michel Basquiat.
Passiamo poi dal peso massimo del cubismo Pablo Picasso a Jannis Kounellis, esponente di punta di quella corrente artistica poi definita dai critici “arte povera”.
Non poteva mancare un tributo 
al maestro della street art Banksy, naturalmente, con passamontagna in testa. Anche lo stesso IABO si è ritratto in questa maniera, coperto in volto, a rimarcare la sua appartenenza al mondo dell’arte di strada.
Al grande Mario Schifano sono dedicate ben quattro tele. Evidentemente l’artista campano si sente molto legato a questo leggendario esponente della pop art italiana, sarà forse perché entrambi fanno della sperimentazione il loro tratto distintivo.

I ritratti di van Gogh e Picasso. Ph. Giorgio Talpa G 44 Silvestrelli

Non poteva poi mancare il ritratto di chi, con la sua forte dichiarazione, ha ispirato la mostra: Adolf Hitler.
La tela è divisa quasi a metà, tanto che i famigerati baffetti scompaiono e, nella parte bassa, troviamo le emoticon standard di Facebook con il cursore che va proprio sulla faccetta che si fa grandi risate.
Un doveroso e quanto mai sentito tributo IABO lo fa anche alle sue origini: il writing. I pionieri e leggende dei graffiti Cope2, Seen, Easy e Cap sono stati ritratti dall’artista napoletano mettendo in evidenza l’unica cosa che ha veramente importanza nel mondo del writing: la tag, ovvero il nome.

Questa serie di ritratti fanno parte di una raccolta intitolata “Graffiti is not a street art”. Lo dice senza giri di parole, Iabo, cos’è il writing: qualcosa sempre in bilico tra vandalismo e arte, molto vicino alla street art, ma sicuramente diverso.

Una foto della mostra. Ph. Giorgio Talpa G 44 Silvestrelli

Degna di menzione l’opera intitolata “I’m Bank$y”. Passamontagna in bella vista e titolo inequivocabile. E invece no! Stiamo parlando dell’artista contemporaneo Damien Hirst famoso in tutto il mondo per i suoi cerchi colorati e perché alcuni hanno ipotizzato che si nascondesse proprio lui dietro il nome di Banksy.
Insomma una mostra, questa, dove ironia, colore, intuizione, curiosità e stupore sono i punti fermi di un percorso che si snoda in un’unica linea. Sempre quella stessa, “maledetta” linea, fidata compagna di questo artista campano.

Una foto della mostra. Ph. Giorgio Talpa G 44 Silvestrelli

Lasciatevi coinvolgere e catturare dalle opere di IABO anche perché tutti quanti, almeno una volta nella vita, abbiamo pronunciato le fatidiche parole: I want to be an artist.

Dettagli evento

Luogo:
Rosso20sette arte contemporanea, Via del Sudario 39 (Largo Argentina), Roma
Date:
11/05/2019 - 28/06/2019
Orario:
da martedì a sabato 11.00 - 19.30
lunedì chiuso
Costo:
Ingresso gratuito
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