Ha debuttato il 1° settembre all’Opera di Stato della Baviera (Monaco) uno dei progetti più attesi di Marina Abramović: 7 Deaths of Maria Callas. Dopo mesi incerti per ogni evento artistico (persino quelli più importanti) lo spettacolo dell’artista serba, originariamente programmato per l’11 aprile 2020 e necessariamente rimandato, ha avuto luogo. Era da prima del 1988, quando percorse la Grande Muraglia Cinese nella performance che pose fine alla relazione (lavorativa e sentimentale) con Ulay, che la Abramović immaginava questo spettacolo. All’età di quattordici anni, la giovane Marina si era innamorata della Callas ascoltando la sua voce alla radio. Da quel momento in poi approfondì la vita del soprano, scoprendo di avere molte cose in comune con lei.

Marina Maria Callas

Marina Abramović in uno degli abiti di “7 Deaths of Maria Callas” (fonte: swr.de)

Le sette morti

Si tratta, dunque, di uno dei progetti più importanti per la regina della performance art. Al centro dello spettacolo vi sono sette grandi personaggi femminili dell’opera lirica e le loro morti per amore. Madama Butterfly e il suicidio tradizionale giapponese harakiri. Desdemona, strangolata sul letto nuziale da un geloso Otello. Tosca, gettatasi da Castel Sant’Angelo dopo aver saputo della morte del marito. Aida, sepolta viva insieme con l’amato Radames. Norma e il suo rogo. Violetta Valery (la Traviata), stroncata dalla tubercolosi. E infine Carmen, il cui cuore viene trafitto dalla lama di Don José.

Marina Abramović - Maria Callas

Marina Abramović e Willem Dafoe in “7 Deaths of Maria Callas” (foto di Marco Anelli)

Una collaborazione artistica senza precedenti

Sette donne e sette tragiche morti, tutte accomunate dalla magistrale interpretazione di Maria Callas. La nota cantante lirica, infatti, ha dato vita, nel corso della sua carriera, a questi complessi personaggi, consegnandoli alla storia e alla cultura drammatica internazionale. Oggi, a 43 anni dalla morte della Callas, un’altra icona femminile della nostra contemporaneità le dedica un’opera ambiziosa. Si intrecciano così i destini di due donne eccezionali, Marina Abramović e Maria Callas, maestre indiscusse nei loro rispettivi campi artistici.

Marina Abramovic - Maria Callas

Marina Abramović alla Bayerische Staatsoper di Monaco (foto di Wilfried Hösl)

Il progetto originale

Inizialmente il progetto prevedeva sette registi e sette stilisti diversi, uno per ogni scena e ogni morte. Tra i registi che Marina Abramović avrebbe voluto per 7 Deaths troviamo grandi nomi come Roman Polanski, Alejandro González Iñárritu e Yorgos Lanthimos. Quest’ultimo, regista di The Lobster e de La Favorita, riteniamo che avrebbe potuto sposarsi benissimo con la teatralità e l’approccio all’immagine dell’artista serba. Per problemi di coordinazione delle varie personalità artistiche e di budget, però, la Abramović ha dovuto ridimensionare il suo sogno, divenendo lei stessa la regista dello spettacolo.

Dal trailer capiamo immediatamente di trovarci di fronte all’ennesimo capolavoro in stile Abramović. Vediamo immagini potenti e perturbanti: serpenti che si avviluppano intorno al volto dell’artista, Willem Dafoe che sembra pugnalarla al ventre e fiamme che divampano, probabilmente sono solo un assaggio. Probabilmente alle rappresentazioni dell’opera a Monaco seguirà un tour di spettacoli in giro per il mondo. Nel frattempo, per chi non riuscisse a sopportare l’attesa di vederlo dal vivo, il 5 settembre alle 18.30 Staatsoper.tv offrirà la possibilità di assistere allo spettacolo in streaming.

“Armonica, simmetrica, barocca, neoclassica, pura, brillante, luccicante, in scarpe come tacchi alti, erotica, sconvolgente, nasona, culona, et voilà: Abramović!”

La forza espressiva di Marina Abramović si rivela oggi a teatro. L’opera utilizza i mezzi della performance e della video art: nei filmati proiettati sul palco Marina interpreta le sette morti, accompagnata e a volte uccisa da Dafoe. La collaborazione di due grandi performer per omaggiare un mostro sacro della lirica non può che creare aspettative molto alte, e noi non vediamo l’ora di scoprire il nuovo risultato del genio artistico di Marina Abramović.

 

 

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