Anche quest’anno a Forlì, come da tradizione ormai consolidata, presso i Musei di San Domenico, tornano le grandi esposizioni d’arte. Per l’edizione del 2019, che inaugurerà sabato 9 febbraio e proseguirà fino a domenica 16 giugno, il tema centrale che farà da perno alla rassegna sarà l’Ottocento in Italia.

Stando alle prime dichiarazioni di Gianfranco Brunelli, Direttore delle mostre forlivesi per conto della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, la mostra giocherà d’azzardo, cimentandosi nella scrittura «dell’autobiografia di una Nazione». E la nazione presa in esame ovviamente è quella italiana, infatti in “Ottocento – L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini” potremmo analizzare gli anni che intercorrono tra i turbolenti moti risorgimentali e gli allarmi della Grande Guerra.

“Il Bullettino del giorno 14 luglio 1859 che annunziava la pace di Villafranca” di Domenico Induno, 1862, Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la città Metropolitana di Milano

Attraverso le opere degli artisti che vissero in prima persona proprio quei animati anni, che vanno dal tardo romanticismo fino alle ricerche artistiche sperimentali del primissimo Novecento che precedettero il Futurismo, scopriremo come anche questo mondo abbia dato il suo fondamentale contributo alla creazione di un sentimento nazionale. Un sentimento collettivo per un popolo che è sempre esistito ma che è stato riunificato solo di recente.

Infatti le divisioni linguistiche, culturali, sociali e politiche erano ancora profonde. La società italiana era ancora primigenia ed andava educata, pertanto, l’Italia Unita era alla ricerca di un linguaggio patriottico che potesse essere percepito comune da tutti, in Sicilia come in Piemonte, dalla Val Padana come alle pendici del Vesuvio.

“Emigranti” di Angiolo Tommasi, 1896, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma

Quella di Forlì sarà una mostra “eroica” perché saranno esposte tele dal grande formato raffiguranti battaglie e condottieri, senza dimenticare le figure storiche chiave che hanno contribuito fisicamente ed intellettualmente alla causa risorgimentale.

Ma al contempo sarà una mostra “senza retorica”, perché accanto ai vincitori si potranno osservare tutte quelle figure che, nell’ombra e con silenzio, hanno contribuito altresì alla causa: come le vedove dei combattenti, le donne intente a cucire le divise garibaldine e i soldati feriti sul campo. Non mancheranno le dure scene di vita contadina, inserite però in idealizzati contesti naturali e non mancheranno nemmeno i momenti vivaci e mondani di una borghesia spensierata.

“Il Foro di Pompei” di Giuseppe De Nittis, 1875, Courtesy Società di Belle Arti di Viareggio

Il percorso espositivo porrà al punto di partenza Francesco Hayez. Il pittore romantico è, infatti, uno dei protagonisti indiscussi dell’arte risorgimentale italiana. Rielaborando i canoni artistici cinquecenteschi e seicenteschi ha saputo interpretare e delineare dei nuovi modelli, che si sono subito resi utili alla creazione di una nuova narrazione adatta alla costruzione prima e al consolidamento poi del neonato stato unitario.

L’esposizione si concluderà, invece, con Giovanni Segantini. Abile artista dal respiro europeo che, dopo essere venuto a contatto con i post-impressionisti, si fa carico di quella spinta rivoluzionaria, fino ad abbracciare l’innovazione divisionista, portando così l’arte italiana in un contesto artistico sempre più aperto alla modernità.

“Pascoli di primavera” di Giovanni Segantini, 1896, Pinacoteca di Brera di Milano

Per celebrare le vittorie risorgimentali, nel mezzo si possono ammirare, tra i tantissimi altri, mastri del calibro di Induno, Tommasi, Maccari, Fattori, Signorini, Corcos, Mancini, Previati, Fontanesi, De Nittis, Lojacono, Pellizza Da Volpedo, Boccioni, Bistolfi e Balla. Numerosi ed importanti autori pronti ad accompagnarci e guidarci in quel grande laboratorio artistico che fece da apripista e che spianò la strada alle Avanguardie del XX secolo.

Per maggiori informazioni su luogo, gli orari e i biglietti consigliamo di consultare il sito internet ufficiale della mostra: www.mostraottocento.eu.

 

Fonte immagini: le fotografie ci sono state gentilmente concesse dall’Ufficio Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Dettagli evento

Luogo:
Musei di San Domenico di Forlì
Date:
09/02/2019 - 16/06/2019
Orario:
Da martedì a venerdì: 9:30 – 19:00
Sabato, domenica, giorni festivi: 9:30 – 20:00
Lunedì chiuso. Il 22 e 29 Aprile apertura straordinaria.
La biglietteria chiude un’ora prima.
Costo:
Intero: 12,00€ - Ridotto: 10,00€ - Speciale: 5,00€