Dal 22 maggio è possibile ammirare la mostra dal titolo Lucio Fontana. Terra e oro, a cura di Anna Coliva.
L’esposizione è incentrata attorno a due produzioni specifiche di Lucio Fontana, quella della ceramica e quella dei dipinti che sono state selezionate rispettivamente dai temi delle Crocifissioni e dell’Oro.
Fontana è il primo artista italiano del Novecento a essere esposto all’interno del Museo, e inserisce nella scia di rassegne dedicate a grandi figure del panorama artistico quali Bacon, Giacometti e Picasso.
Le mostre in questione sono state concepite per accostare il visitatore alla conoscenza della Galleria Borghese, godendo delle sue collezioni anche grazie al rapporto che vi si stabiliva di volta in volta con gli allestimenti temporanei al fine di proporre relazioni tematiche e visive inedite.
Colpisce il gran numero delle opere esposte di un così grande artista, all’incirca cinquanta, realizzate principalmente nel decennio tra il 1958 e il 1968 e allestite in un percorso che coinvolge due sale del piano delle sculture e sei della galleria delle pitture.

La mostra si inserisce all’interno del progetto di ricerca su concetti cardine della collezione e del luogo. Fontana viene invitato a una relazione con la Galleria come soggetto in sé, in quanto propria e specifica figura artistica. Il Museo esprime spazi la cui percezione può continuamente rinnovarsi attraverso i modi della statuaria, delle superfici dipinte, dell’estensione del gusto collezionistico a configurazione dell’ambiente, tutti concetti che ricevettero radicale innovazione al suo interno con la nascita del Barocco e poi del Neoclassicismo, grazie alle complesse relazioni che vi si instaurano tra periodi diversi dell’evoluzione estetica.

Nella Galleria Borghese è ancora possibile percepire e studiare con lo sguardo una simbiosi tra le ricchissime architetture della villa e le opere che ne impreziosiscono gli spazi, tra le quali ritroviamo capisaldi della cultura artistica europea come l’Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano, la Deposizione di Raffaello, la Madonna dei Palafrenieri di Caravaggio, il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, sculture di Gian Lorenzo Bernini o la Melissa di Dosso Dossi, ora chiamate a dialogare con il massimo innovatore dello spazio nell’arte moderna: Lucio Fontana. In un insieme straordinario di opere delle varie epoche lungo il percorso della storia dell’arte, dove lo spazio – sommo problema dell’arte figurativa dalle sue origini – è “rappresentato” nella maniera più varia e innovativa, solo Fontana è capace di dimostrare il raggiungimento finale della sua rappresentazione, creando lo spazio anziché rappresentarlo. Egli supera radicalmente lo stadio della finzione spaziale, definito come spazio “rappresentato”, costruendone del nuovo. Il luogo concreto del reale in cui noi tutti viviamo e interagiamo con le opere, il nostro ambiente fisico, non è più contrapposto allo spazio ideale, in sé definito e altro, che è quello dell’opera d’arte, ma si unisce con esso attraverso le fenditure sulle tele.

Un’esaltazione della dimensione altra è ben ravvisabile nei dipinti d’oro di Fontana, dove si fondono la fisicità del luogo e la dimensione metafisica dell’opera. L’oro non è colore ma astrazione massima e antinaturalistica, ed è portato in un contesto, quello della Galleria Borghese, in cui la infinita varietà cromatica e la multiformità dei temi e dei soggetti penetra e informa di sé tutto lo spazio.
L’oro dunque non più nell’accezione barocca di massima esaltazione dell’ornamento, bensì vertice strutturale della forma che racchiude nella sua materia visivo-compositiva la luce stessa, nella sua interpretazione fisica ed estetica, sintesi di luce e spazio.
Per rafforzare la rivoluzionaria relazione estetica e concettuale che la Galleria innesca con i Concetti spaziali in oro di Fontana si affianca, dalla sua produzione di ceramiche, una serie di Crocifissioni, tutte fortemente scosse da un fremito scomposto di origine ancora barocca, dove l’idea spaziale è trattata ancora come “rappresentazione”, comune nelle opere classiche, e non con la soluzione dirompente che avrà nei ‘buchi’ e nei ‘tagli’. Al fine di rendere evidente la grande diversità fra la trattazione dello spazio nell’arte antica e la portata esplosiva della dimensione altra conquistata da Fontana con tagli e buchi, i dipinti moderni sono associati nell’allestimento della collezione permanente nella galleria delle pitture, mentre le ceramiche vengono esposte nel piano dedicato alla scultura in una prospettiva visuale che le staglia sui fondali del salone, assieme ai mosaici e ai marmi antico-romani e barocchi.

Dettagli evento

Luogo:
GALLERIA BORGHESE Piazzale Scipione Borghese, 5 00197 Roma
Date:
22/05/2019 - 28/07/2019
Orario:
Su prenotazione
Costo:
Intero €18 Ridotto €7
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