In omaggio ai 70 anni dell’agenzia di fotogiornalismo più importante al mondo, Magnum Manifesto, guardare il mondo e raccontarlo in fotografia è una mostra realizzata per celebrare la rinomata agenzia fotografica creata da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger e Chim (David Seymour) nel 1947.

Tracciando le idee e gli ideali alla base della fondazione e dello sviluppo della Magnum Photos , questa mostra, basata su un’idea originale di Clément Chéroux (curatore della mostra), esplora la storia dalla seconda metà del XX secolo, attraverso le lenti di 75 maestri, fornendo una nuova e perspicace prospettiva sul contributo di questi fotografi alla nostra memoria visiva collettiva.

Elliott Erwitt, New York, 1953 ©Elliott Erwitt Magnum

Con progetti collettivi ed anche individuali, la mostra comprende più di duecento stampe, oltre a libri, riviste, video e documenti d’archivio raramente visti prima. La mostra presenta il lavoro di Christopher Anderson, Jonas Bendiksen, Henri Cartier-Bresson, Cornell e Robert Capa, Chim (David Seymour), Raymond Depardon, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Jim Goldberg, Joseph Koudelka, Martin Parr e tanti altri.

Christopher Anderson, Ciliegie cadute su un passaggio pedonale. New York, USA, 2014 ©Christopher Anderson Magnum Photos Contrasto

La mostra si suddivide in tre parti diverse:

La prima parte, che comprende i lavori che vanno dal 1947 (anno di fondazione dell’agenzia) fino a 1968, ha come sfondo temi come i diritti e rovesci umani. In uno scenario post bellico, il mondo assiste a un profondo cambiamento, sia geografico che politico. È in questo contesto che nascono associazioni di cooperazione internazionale come la NATO e l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ed è proprio quest’ultima che, nell’anno successivo alla fondazione dell’azienda, approva la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, documento che proclama i valori di libertà, uguaglianza e dignità, gli stessi valori che incontriamo nelle fotografie esposte di questo periodo.

Paul Fusco, Il “Funeral-Train” di RFK. USA giugno 1968. © Paul FuscoMagnum Photos Contrasto

La seconda parte, invece, propone uno sguardo sulla diversità. Le fotografie comprese nel ventennio 1969-89 hanno come punti comuni la figura dell’altro: “l’alieno”, il “selvaggio”, il “malato”, il “folle”, “l’emarginato”, ovvero, quelli che non condividevano le caratteristiche e gli stereotipi del mondo che li circondava.

Un gruppo di studenti forma una catena per passare i ciottoli di una barricata a rue Gay Lussac. Parigi, 10 maggio, 1968. ©Bruno Barbey Magnum

La terza ed ultima parte si sofferma sulle testimonianze visive dei cambiamenti del nostro mondo, dalla caduta del muro di Berlino fino ad oggi (1989-2017). La globalizzazione e l’espansione dei mezzi di comunicazione e della tecnologia provocano un’enorme crescita di materiale fotografico, fatto che paradossalmente causò un importante calo dei profitti dell’azienda. La costante evoluzione (in tutte le aree) degli ultimi decenni scatenò una reazione anche nei fotografi dell’agenzia, che dal 1989 iniziarono a fotografare tutto ciò che sembrava stesse per scomparire: il comunismo, le tecniche di pesca tradizionale e persino la fotografia. Questo spostamento del punto di vista produce nello spettatore un vero e proprio ripensamento del mondo e dei sui costanti e frenetici cambiamenti.

Martin Parr, L’Avana, Cuba, 2000 © Martin Parr Magnum

Così come la storia dell’arte ha dimostrato che le opere hanno spesso due autori, l’artista e il suo contesto, anche per la Magnum iniziò a farsi sentire la necessità di accostare lo studio cronologico e tematico dei materiali dell’azienda alle questioni che hanno segnato la seconda metà del Novecento e i primi anni Duemila.

Così facendo, la mostra, oltre a meravigliarci con la bellezza delle fotografie scattate dai più grandi maestri dell’ultimo secolo, ci offre un bellissimo viaggio attraverso il nostro mondo e i suoi principali mutamenti.

Werner Bischoff, Fotografi della stampa internazionale durante la Guerra di Corea. Kaesong Corea del Sud, 1952. ©Werner Bischoff Magnum

 

Dove?

Museo dell’Ara Pacis, Spazio espositivo Ara Pacis
Quando?

Dal 7 febbraio al 3 giugno 2018 
Tutti i giorni 9.30-19.30

Foto copertina: Self-Portrait. © Elliott Erwitt / Magnum Photos. Courtesy: Carnegie Library of Pittsburgh
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