di Delia Amendola

Un uomo durante la sua vita apre fino a cento porte, ma solo una è il suo cammino”: così ritraeva Marcello Mastroianni la sua vita, “una vita tra parentesi”, tra un film e l’altro, tra realtà e finzione che, però, seguiva un percorso ben preciso; quello del cinema. Un cinema che trattava di realtà, che profumava di vita vissuta, che si poneva l’obiettivo di racchiudere in una pellicola il mutamento radicale della società, la trasformazione antropologica dell’Italia e dell’italiano, il momento nel suo divenire immortalato dalla famosa “immagine-tempo”: una delle caratteristiche principali di quel neorealismo come periodo di passaggio dal cinema classico a quello moderno.

Marcello Mastroianni e Sophia Loren

La reazione alla radicalità dell’epoca fascista, negli anni ’50 e ’60, lascia il posto a un cinema più consapevole ma anche più incentrato verso il bisogno di illusione, verso il vuoto morale, il disagio di vivere e il deserto di sentimenti (Fellini- Antonioni) così come a un neorealismo definito “rosa” per la sua popolarità, dialettalità ed estremizzazione del comportamento umano; racchiuso nel genere “commedia”.  La sparizione della “commedia all’italiana” nell’universo della produzione e della distribuzione televisiva è, poi, la rappresentazione estrema dell’ideologia consumistica e capitalistica del Miracolo italiano.

Tutto questo è emblematico della carriera di un uomo che ha scritto e percorso tutte queste tappe della storia del cinema italiano: Marcello Mastroianni. Da Marionette di Gallone (1939) a Viaggio all’inizio del mondodi Oliveira (1997), Marcello Mastroianni è stato l’attore che ha caratterizzato un’epoca, passeggiando disincantato in un cinema in trasformazione.

La Mostra al Museo dell’Ara Pacis

Promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale, dalla Sovrintendenza ai beni culturali e dalla Cineteca di Bologna, la mostra, un tributo alla carriera e alla vita di Marcello Mastroianni, è stata realizzata in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà e curata da Gianluca Farinelli. L’antidivo che ha sempre rifiutato l’etichetta a favore di una semplicità reale viene, così, raccontato in 600 scatti che racchiudono l’essenza profonda, non solo dell’attore candidato tre volte al premio Oscar ma, soprattutto, della cultura e del costume italiani.

Un ritratto di Marcello Mastroianni in mostra

Vincitore di due Golden Globe, di otto David di Donatello, di due premi come migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia, Marcello Mastroianni è stato uno degli attori italiani più amati all’estero, più celebrati ma anche meno sviscerato nella sua reale entità. Per conoscerlo e andare a fondo nella sua vita – così come sostiene il curatore della mostra e direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli– bisogna affondare l’occhio nella sua filmografia e nelle sue rappresentazioni teatrali in quanto “specchio della sua stessa vita”.

Il volto e il protagonista indiscusso di film come I bambini ci guardanoe Ieri, oggi e domani di De Sica, La Dolce Vita di Fellini, La Notte di Antonioni, Divorzio all’Italiana di Germi, 8½ di Fellini e molti altri, verrà mostrato nella sua fragilità di essere umano, nella sua intelligenza e leggerezza così come nella straordinarietà del suo talento; un talento mai vantato né evidenziato per un uomo che non si è mai “sentito vecchio, al massimo leggermente anziano”.

 

INFO

Luogo

Museo dell’Ara Pacis, Spazio espositivo Ara Pacis
Orario

Dal 26 ottobre al 17 febbraio 2019

Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Biglietto d’ingresso

€ 9,00 biglietto “solo mostra” intero;
€ 7,00 biglietto “solo mostra” intero;
€ 4,00 biglietto “solo mostra” speciale scuola ad alunno