La materia fa parte della nostra vita quotidiana, ma solo gli artisti sono capaci di trarne il lato emozionale e portarla al pubblico. In questi termini, si presenta la mostra “Materica”, ospitata al nhow Milano dal 16 maggio al 31 ottobre 2019. In uno degli hotel più interessanti dal punto di vista del design, sono esposte le opere di diversi artisti e designer contemporanei, sia italiani che internazionali. L’atmosfera che si respira è, dunque, multiculturale.

Con Daniela Evangelisti, l’arte contemporanea si esprime attraverso i materiali della tradizione, come lenzuola e pizzi. L’artista ha sempre amato collezionare questo tipo di tessuti, cercandoli anche in quei mercati di paese in cui questo genere di artigianato sopravvive. È solo dal 2013 che Daniela ha iniziato a trasformarli in arte: il suo obiettivo è dare voce a quei tessuti e lasciare che essi raccontino la loro storia, fatta di semplicità, ma, soprattutto, di mani femminili. La condizione della donna si esprime perfettamente nell’arte di Daniela Evangelisti: la donna, in quanto tale, si sente spesso limitata da una società che da lei si aspetta determinate cose e ne proibisce altre. Ma l’arte è anche estetica, per questo Daniela Evangelisti cerca anche di creare un piacere sensoriale nell’osservatore, il quale si trova ad ammirare le parole scritte col filo su vecchie lenzuola, o piccole ali di pizzo, simbolo della ricerca di libertà della donna.

Nel design, l’incontro tra il passato e il presente si nota perfettamente nei lavori di Ines Schertel. Nata in Brasile, trascorre gran parte della sua vita nella grande città di San Paolo. Dopo venticinque anni, sente il bisogno di fuggire da quella realtà così urbana e di entrare in contatto con la natura. Si trasferisce perciò in campagna, dove, da diversi anni, realizza opere dal design innovativo utilizzando la lana delle sue pecore e feltrandola attraverso una tecnica secolare sudamericana. Ines Schertel si occupa di ogni passaggio della creazione dei suoi lavori, a partire dalla tosatura dei suoi amati animali. Proprio in questo consiste il suo “slow design”, una tecnica che assicura la massima attenzione alla materia e al suo trattamento. Ancora più rilevante è l’amore per la natura di Ines Schertel, se messo a confronto con il disastro ambientale che il suo paese sta vivendo in questi anni: la deforestazione dell’Amazzonia. Le opere di quest’artista brasiliana testimoniano come un recupero di valori tradizionali e maggiormente legati alla terra e agli animali possa essere fondamentale per una società che sta andando sempre più avanti, ma dimenticando le sue origini.

La carta diventa protagonista nelle opere di Daniele Papuli, esposte all’ultimo piano dell’hotel. Essa raggiunge forme e colori sublimi e ipnotici, lasciando lo spettatore meravigliato e piacevolmente smarrito. I lavori di Papuli prendono forma attraverso la sovrapposizione di centinaia di strisce di carta di diversi colori, creando moti sinuosi che vanno a formare superfici tridimensionali dalla grande forza estetica. Un altro artista molto interessante è sicuramente Giorgio Tentolini, il quale, sovrapponendo reti metalliche appositamente tagliate, crea ombre e chiaroscuri che disegnano i soggetti delle sue opere (volti di giovani donne per la serie Youth, manichini per la serie Presenze, statue classiche per la serie Pagan Poetry). La fotografia di Michael Stabile è rappresentata da alcune stampe in cui si nota perfettamente l’attenzione geometrica che egli pone nelle sue fotografie di Alta Moda. Stabile rivela che le sue opere nascono da una profonda attrazione verso le donne, i loro gesti e le loro espressioni, tanto da diventare le sue muse ispiratrici.

L’eleganza della moda è pari a quella del vetro, materiale d’elezione per le opere della giapponese Oki Izumi. L’artista è interessata alla propagazione della luce attraverso le lastre di vetro industriale, che racchiude entrambe le qualità di trasparenza e riflessione, creando giochi luminosi che si uniscono alle forme dal particolare respiro architettonico. L’arte, si sa, spesso vuole stupire, e le opere di Paola Bartolacci esposte al nhow ne sono la prova: in Manuale Distruzione, su uno sfondo scuro, dalle sfumature violacee, campeggiano pillole bianche e blu che, se viste nel loro insieme, formano il disegno di un teschio. L’utilizzo di materiali anticonvenzionali come le pillole ben si affianca all’aspetto macabro dell’opera, il cui significato è ben più spaventoso: “l’uomo sta cannibalizzando ciò che lo circonda” e, in questo modo, anche se stesso. È un messaggio forte e decisamente attuale, che spinge lo spettatore a riflettere sul suo futuro, amaro come una pillola.
“Materica”, curata da Elisabetta Scantamburlo in collaborazione con Marta Massara, rivede la corrispondenza tra disciplina artistica e materiale utilizzato, dimostrando l’ampia possibilità di sperimentazione rappresentata dall’arte contemporanea, già avviata da Duchamp con i suoi object trouvés. “Innovazione” è la parola d’ordine di questa mostra, senza però che essa sovrasti la tradizione, ma anzi, riutilizzandola per creare qualcosa di nuovo a partire dalla cura e dal rispetto della materia. Solo in questo modo l’innovazione sarà efficace, poiché non si tratta di un’eliminazione, ma di un’evoluzione di un passato che ha ancora tanto da insegnarci, sia in termini di tecniche artistiche, sia di valori e virtù.

Dettagli evento

Luogo:
nhow Milano (Via Tortona, 35 - Milano)
Date:
16/05/2019 - 31/10/2019
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