Se prima erano sovrani e aristocratici a sostenere gli artisti, oggi il ruolo di mecenate sembra essere stato preso in carico dalle più famose Maison. In un mondo in cui l’arte assume un ruolo marginale nelle vite dei più, il contributo delle case di moda riavvicina l’uomo all’arte e le ridà lustro.

Tra questi moderni mecenati, in prima linea c’è la Maison Fendi. È passato poco più di un anno da quando il brand ha deciso di fare del Palazzo della Civiltà Italiana di Roma la sua nuova sede. Così facendo, ha ridato uno scopo ad un edificio storico fino ad allora inutilizzato. Oltre ad ospitare i suoi uffici, Fendi ha voluto fare del “Colosseo Quadrato” un punto di ritrovo per gli amanti dell’arte. Il piano terra, infatti, è stato destinato ad ospitare mostre gratuite; l’ultima in esposizione è Matrice, di Giuseppe Penone.

Giuseppe Penone fa parte del movimento dell’Arte Povera, nato alla fine degli anni Sessanta a Torino e di cui l’artista è diventato uno dei maggiori esponenti. Cardine di questo stile è per l’appunto l’uso di materiali ritenuti ‘poveri’, come la pietra, il ferro, la terra e il legno. Quest’ultimo elemento compare più volte nelle opere di Penone, anche nell’ottica della sua sensibilità ecologista, vista come un mezzo per sopravvivere, più che preoccupazione verso la natura. Il messaggio che si cela dietro il suo lavoro non è manifesto come potrebbe essere un dipinto, ma la sfida che l’artista lancia al suo pubblico merita una riflessione.

Matrice raccoglie le più famose opere di Giuseppe Penone, alcune anche inedite in Italia. La mostra ha inizio prima ancora di entrare grazie ad Abete, una installazione di legno e tubi di bronzo di fronte all’edificio.

Colosseo Quadrato - Giuseppe Penone

Abete

Tra le opere della mostra e la location che le ospita esiste una delicata armonia. Le pareti bianche e le forme rigorose e ripetute del palazzo creano uno spazio sospeso nel tempo, in cui le installazioni dell’artista prendono vita. Indistinti confini – Anio è un’opera che rappresenta perfettamente l’equilibrio tra il contenuto e il contenente. Centrata tra due ampie finestre, l’opera rappresenta dei tronchi ricreati dalla fusione di marmo e bronzo, lavorato con tale maestria da sembrare legno.

Indistinti confini - Penone

Indistinti confini – Anio

La prima opera su cui viene indirizzato lo sguardo è Soffio di foglie. Qui il calco del corpo dell’artista è impresso su una pila di foglie di mirto, il suo peso distorce la materia, come quando l’uomo lascia la sua impronta sulla natura.
Essere fiume, una delle opere più rappresentative di Penone, è  costituita da pietre di marmo bianco di Carrara. Nella sua apparente semplicità nasconde in realtà un significato profondo che lo rende uno dei suoi lavori più complessi. L’artista ha scolpito minuziosamente le pietre in modo da ricrearne l’aspetto naturalmente levigato da un fiume. Osservandole, ci si chiede se esiste un limite a ciò che l’essere umano può imitare. Siamo in grado di distinguere ciò che è reale da ciò che è stato toccato dall’ingannevole mano dell’uomo?

Essere fiume - Penone

Essere fiume

Il fulcro dello spazio adiacente è Ripetere il bosco, una ripetizione di tronchi, scavati e plasmati per ricreare alberi che crescono da blocchi di legno grezzo. Le sculture denunciano la crescente artificiosità della natura ed esprimono il punto di vista ecologico di Penone. Allo stesso tempo l’opera incanta la vista, fa nascere in noi un senso di fascino per quell’ambiente così naturale, ma allo stesso tempo irrimediabilmente artefatto.

Ripetere il bosco - Penone

Ripetere il bosco

L’ultimo spazio è interamente dedicato a Matrice, una installazione di 30 metri da cui prende il nome la mostra. La scultura non può fare a meno di imporsi nello spazio, monopolizzando la mente e gli occhi del visitatore. Il tronco, tagliato in due metà e scavato seguendo un anello di crescita dell’abete, riportata in superficie la storia nascosta dell’albero. Un calco di bronzo, incastonato al suo interno, immortala la vita dell’albero e al tempo stesso sembra nuovamente animarlo.

Matrice - Penone

Matrice - Penone

Matrice

Sono esposti, inoltre, i bozzetti da cui sono nate alcune opere di Giuseppe Penone. Tra questi, è possibile ammirare il disegno dell’opera che in Primavera verrà installata permanentemente a Largo Goldoni, di fronte palazzo Fendi. Il progetto di Foglie di pietra prevede due alberi di bronzo di 18 e 9 metri, intrecciati tra loro per sostenere un blocco di marmo di ben 11 tonnellate. L’opera è stata commissionata dalla Maison Fendi, che si dimostra ancora una volta sostenitrice dell’arte e della sua pubblica fruibilità. Questo esempio di come la moda possa sostenere l’arte e viceversa merita un plauso, in quanto queste collaborazioni arricchiscono sia noi come persone, che le nostre città.

Foglie di pietra - Penone

Disegno di Foglie di pietra

Photo credit: ©Raffaella De Pietro

Informazioni utili per visitare la mostra:

Orari

Dal 27 Gennaio 2017 al 16 luglio 2017
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00

Sede: Palazzo della Civiltà Italiana, Quadrato della Concordia, Roma