Immaginate un locale gremito, tavolini stretti e luce soffusa. Un pubblico silenzioso, che dondola tra le mani l’ennesimo bicchiere di bourbon mentre un suono scuro e doloroso esce dal sassofono di John Coltrane, tutto intorno la meraviglia che solo il jazz sa instillare nell’animo umano. Immaginate, poi, di svegliarvi per un attimo dall’incantesimo e di scorgere un lampo di luce che proviene dalle quinte del palco. Un giovane fotografo accigliato, che prova a cogliere quell’espressione che racconta tutto nel volto del grande musicista. Siamo negli anni Sessanta, quando l’Italia era meta favorita dai jazzisti, e quel ragazzo che scatta è Roberto Polillo.

Roberto Polillo. Fonte: US Polillo

Fotografo di fama, Polillo è l’artefice di ritratti  impressi nel nostro immaginario, che ci permettono di portare alla mente personaggi storici con la famigliarità di amici intimi. Tra questi, il noto Coltrane col sigaro in bocca: concentrato, assorto, quasi in un’altra dimensione. Ella Fitzgerald che canta, con il microfono stretto e la fronte corrugata, avvolta dalla sua stessa voce e dalle emozione del soul. Louis Armstrong con le mani aperte, una che regge la sua fida tromba, gli occhi che guardano oltre. Non serve un viaggio troppo lungo nel tempo per ritrovare l’emozione di questi scatti, o almeno non più.

Per la prima edizione del Mese della Fotografia di Roma, Roberto Polillo ritorna. Fino al 28 marzo troverete la sua personale a Palazzo Velli, dal titolo “Future cities visions & Jazz icons of the ’60s“, pronta a ripercorrere la carriera del fotografo e la sua evoluzione nella tecnica fotografica. Da sempre grande sperimentatore, Polillo ha lavorato a lungo in campo informatico e ha trovato il modo di coniugare la sua arte giovanile, pura e passionale, con una riflessione adulta sul digitale e sulla direzione che anche la fotografia sta prendendo in questo senso. La mostra, ben divisa in due parti, scinde proprio queste due riflessioni e, insieme, le trasforma organicamente in una.

Fu suo padre Arrigo, giornalista e critico musicale, ad avvicinare per la prima volta Roberto alla fotografia. Lo convinse ad accompagnarlo in un tour di concerti jazz, provvedendo alle foto per la rivista “Musica Jazz“, di cui era fondatore. I tour diventarono due, poi tre e il giovane Roberto finì per seguire suo padre per oltre 12 anni di testimonianze. Quelle foto ora sono tutte qui, ristampate per l’occasione anche in grande formato su carta baritata fine-art, scansionate in hd dai negativi originali.

Dalle immagini è difficile staccare gli occhi: funzionano come dei piccoli schermi, riportando l’osservatore al centro della scena, in quel bar semibuio di cui parlavamo all’inizio. Tra i corridoi di Palazzo Velli il jazz si sente forte e chiaro, risuona con la potenza di quei soggetti: Miles Davis, Ornette Coleman, Thelonius Monk. Rigorosamente in bianco e nero, come ricordiamo da sempre la storia. Polillo segue il principio del filosofo francese Jean Baudrillard: “Il colore dedrammatizza – asseriva –  il bianco e nero è più carico di sensi“.

Il colore lo recupera anni dopo, intorno al Duemila, quando ricomincia a fotografare per occuparsi di viaggi. “Future cities visions” è la seconda parte della mostra, e della vita, di Polillo. Un’esigenza, quella di ritrarre il velocissimo cambiamento delle metropoli, che nasce dal suo sguardo di visitatore, che si sente ospite di un fermento univoco. Ci sono New York, Hong Kong, Singapore, Tokyo, eppure sembrano una sola città. Tormentata, viva e roboante come ci si aspetta che sia il futuro quando si trasforma in progresso.

Per i suoi ultimi lavori Polillo utilizza una tecnica digitale chiamata ICM (Intentional Camera Movement). Per realizzarla sono necessarie lunghe tempistiche di ripresa, il movimento costante della macchina fotografica durante lo scatto e l’importante step della post-produzione. Il risultato finale è l’incredibile impresa di catturare il movimento, obbiettivo finale della fotografia del nuovo Millennio. Polillo dimostra, ancora una volta, la sua esperienza con l’innovazione e la volontà di solcare sempre nuovi sentieri.

Per godere a pieno dell’esperienza, oltre alla visita canonica, potrete percorrere  la mostra fianco a fianco con l’artista, che sarà presente mercoledì 20 alle ore 18. Si tratta di un’occasione imperdibile per studiare da vicino lo sguardo di un fotografo di fama mondiale illustrato da sé stesso. Ci sarà modo, così, di carpire alcuni aneddoti segretissimi sulle abitudini più strane delle star della musica, raccontate viva vox da chi le ha vissute nel privato. Polillo, da bravo cicerone, vi accompagnerà tra le sue opere con garbo mostrandovi come, a volte, è il mestiere che sceglie l’uomo.

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Velli, piazza di Sant'Egidio 9
Date:
8/3/2019 - 24/3/2019
Orario:
dalle ore 11.00 alle 13.00
dalle ore 14.00 alle 20.00
tutti i giorni
Costo:
ingresso gratuito