Meno di 24 ore e avrà termine la mostra “Metamorfosi. Uno sguardo sulla scultura contemporanea” presso il Museo d’arte Mendrisio. Se vi trovate nei pressi di questa bellissima città svizzera, nella zona del Canton Ticino, non potete perdervi questa speciale esposizione collettiva, in cui sculture ed installazione di numerosi artisti, tutti di elevata notorietà a livello internazionale, si fondono in un unico uniforme percorso che sviluppa il senso della metamorfosi.

Il tema della mutazione della forma è stato sempre di forte attrazione per l’essere umano. In qualsiasi ambito in cui fosse possibile, dalla fisica alla letteratura fino all’arte, dove ovviamente questo senso di cambiamento è palese, in particolar modo nella scultura, egli è sempre stato trattato da questo tema. Come è evidente, il modo di intendere quest’ultima è fortemente variato nel corso del tempo: gli artisti di oggi non comunicano più semplicemente attraverso la forma finale, lo fanno attraverso i materiali scelti accuratamente ed i luoghi di installazione, fondendo il proprio lavoro con l’ambiente e il pubblico a cui ci si vuole rivolgere.

Opera di John Armleder / © STUDIO LUCIA CRESPI

Anche in  questa occasione, il museo non funge da semplice contenitore ma diventa il manichino su cui gli artisti, come sarti, modellano le proprie opere. John Armleder, Jean Arp, Mirko Baselgia, Selina Baumann, Ai Weiwei (già incontrato qui), Alan Bogana, Carlo Borer, Lupo Borgonovo, Serge Brignogno, Loris Cecchini, Lorenzo Cambin, Julian Charrière, Tony Cragg, Matteo Emery, Luisa Figini & Rolando Raggenbass, Christian Gozenbach, Christiane Löhr, Claudia Losi, Penelope Margaret Mackworth-Praed, Benedetta Mori Ubaldini, Meret Oppenheim, Julia Steiner, Gerda Steiner & Jörg Lenzlinger e Teres Wydler sono i grandi protagonisti della mostra, scelti partendo dalle risorse artistiche locali per poi guardare oltre, nel resto del mondo, con vero approccio cosmopolita.

Opera di Tony Cragg / © STUDIO LUCIA CRESPI

Nonostante la differenza di linguaggio tra i vari artisti, tutti quanti vanno verso la stessa direzione, elaborando con il proprio stile, colorato e artificioso, una realtà ancora più complessa. Il focus infatti è sulle mutazioni della natura e sulla relazione con le mutazioni della natura umana. Sono processi che vanno di pari passo? Quale dei due domina sull’altro? Ecco che come in un vortice continuo, si sviluppano a ruota libera le dinamiche tra questi due mondi, umano e naturale. La natura cresce selvaggia, cercando di rispondere con forza alle molestie del gesto umano, e l’uomo cerca di ricostruire con le macerie del suo passato un nuovo futuro, più cosciente del legame indissolubile con la Madre Terra.

AI WEIWEI, Ruyi 2012 / © STUDIO LUCIA CRESPI

Il tema della trasformazione poi, riconduce direttamente al movimento del Surrealismo, che già nei primi del ‘900 stimolava i suoi sostenitori alla ricerca continua di nuovi e particolari materiali con i quali produrre una nuova arte, che fosse libera da qualsiasi schema prima di quel momento imposto. Così anche l’arte va a ruota libera, come la natura in evoluzione, che ne è lo specchio, un concentrato in dimensioni ridotte attraverso cui lo spettatore può riuscire a concepire meglio i grandi cambiamenti che avvengono intorno e dentro di sé.

Opera di Benedetta Mori / © STUDIO LUCIA CRESPI

Se vi affrettate a recarvi alla mostra, avrete l’occasione di vedere meduse realizzate con le reti delle recinzioni o sculture in poliestere, copertoni di gomma, metalli e materiali di ogni tipo, che vengono riplasmati e acquistano un nuovo valore. Per loro la metamorfosi è già avvenuta, la nostra continua, verso infinite possibili trasformazioni.

In copertina un’opera in esposizione di Meret Oppenheim
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