Che il fumetto sia una forma d’arte lo abbiamo già appurato in passato ( leggi qui ), ma oggi vi parleremo di colui che ha fatto del fumetto una vera opera d’arte e si tratta, per nostro orgoglio, di un artista italiano: Milo Manara.

Dall’Alto Adige ha raggiunto il mondo intero, amato e riconosciuto ovunque soprattutto per le sue bellissime donne dalla sensualità eccezionale. Proveniente da una famiglia rigorosa, in cui il fumetto era visto come uno strumento diseducativo, Manara si è affacciato a questa realtà solo durante gli anni dell’università, alla facoltà di architettura di Venezia, dove instaurò uno stretto legame con un artista spagnolo che gli fece conoscere “Barbarella”, fumetto fantascientifico del francese Jean-Claude Forest.

Per Milo Manara fu una rivelazione: avrebbe dedicato la sua vita al disegno.

E infatti così è stato… Di disegni ne ha fatti tanti e ancora continua, quanto inchiostro abbia fatto scorrere sui cartoncini non si sa, ma le  sue creazioni sono sempre diverse, centinaia e centinaia di volti ognuno diverso dall’altro con caratteristiche diverse.

Le stanze del desiderio. Fonte: NanniMagazine

Per omaggiare questo immenso talento italiano, il Museo Macro di Roma ha appena aperto, ieri 26 maggio, la gloriosa rassegna di opere che ripercorrono tutta la carriera del fumettista: “MacroManara – Tutto ricominciò con un’estate romana“. Più di quarant’anni di lavori sono raccolti tra le pareti della Pelanda ( spazio dell’ex mattatoio adibito alle esposizioni artistiche) e vengono suddivisi in due percorsi: le principali tappe degli anni ’70, ’80 e ’90, un tuffo nel passato fatto di importanti collaborazioni e delle storie che hanno reso la fama internazionale a Manara e, successivamente uno sguardo alle attività contemporanee, con una particolare panoramica sul contributo al cinema nazionale ed estero.

Per chi lo conoscesse solo come il “maestro dell’eros“, rimarrà stupito nel vedere la varietà di personaggi e dinamiche raccontate. In primis emerge la passione di Manara per la storia, specialmente per quella legata a Roma, della quale riproduce perfettamente ogni aspetto di luce e ombra. Lo vediamo nei quadri raffiguranti la storia dell’ importante famiglia dei Borgia e dell’ artista italiano più carismatico di tutti i tempi, il Caravaggio. Le parole dei documenti storici ai quali siamo abituati, vengono sostituite da immagini che riprendono con cura meticolosa ogni dettaglio delle ambientazioni e dei costumi dell’epoca. Dalla vignetta che vede i nobili parlare di questioni di potere, fino a quella dell’incontro d’amore più passionale e spinto, ogni personaggio pare prendere vita. La mano di Manara sembra essere il “gate” per passare ad un’altra dimensione, in bianco e nero o in acquerello, dove l’umanità degli abitanti è forse più genuina di quella del nostro mondo, dove le emozioni sui visi sono così ben definite negli occhi e nelle pieghe della bocca, al punto che le nuvolette parlanti non sarebbero necessarie per dai voce ai personaggi.

Caravaggio. Fonte: Modena Today

Manara segue alla lettera quel  senso di libertà che l’arte richiede per produrre creativamente, lo segue così tanto da non aver mai forzato troppo i legami con i suoi figli di carta. Se prendessimo ad esempio altri fumettisti noteremmo come la loro fantasia ruoti tutta intorno ad uno o pochi personaggi, creandoci un fitto universo intorno; invece l’alto atesino vanta una lunga lista di protagonisti, alcuni più noti di altri, che hanno vissuto intensamente in pochi volumi, facendo velocemente appassionare i lettori e rimanendo nell’immaginario comune. Tra questi i più memorabili, visibili anche nella mostra, sono Giuseppe Bergman, Miele e Claudia e Gulliveriana.

Tra i suoi disegni non solo personaggi di fantasia, ma anche attori e volti celebri della nostra cultura. Le fonti di ispirazione per il maestro non si esauriscono mai, il cinema è sempre stato di grande stimolo per lui, soprattutto se coinvolgeva un altro talentuoso artista: Federico Fellini. I due si incontrarono nel 1984, dando vita ad una collaborazione per la traslazione in fumetti di due film in progetto, Fellini ci mise l’idea o meglio la sceneggiatura e, Manara fu il suo braccio, disegnando così le storie per immagini. ” Viaggio di G. Mastorna” e “Viaggio a Tulum” non uscirono mai in pellicola, ma in compenso possiamo vedere una incantevole e spiritosa versione cartacea del fantasmagorico Ugo Fantozzi o dei comici gentlemen Stanlio e Olio. Continuano a succedersi poi, innumerevoli progetti che coinvolgono Milo in differenti ambiti. Il suo modo di rielaborare la realtà, trasportando le persone reali in nuovi scenari, ha fatto sì che la sua bravura fosse richiesta anche per la creazione di copertine di dischi e libri, collaborando anche con riviste internazionali. Il suo apporto è stato perfino richiesto da uno dei colossi del mondo dei fumetti: la Marvel, per la quale ha creato una serie di variant cover, con protagoniste le super eroine del mondo Marvel, cariche di energia erotica in tipico stile Manara.

Viaggio di G. Mastorna. Fonte: Google Sites

Si conclude così il percorso della mostra, al cui termine viene facile pensare “Come, è già finita?”, nonostante la raccolta di quadri esposti sia abbondante. Questa reazione ricorda, gli appassionati di fumetti concorderanno, quella stessa sensazione che si prova alla fine di un volume: 100, 300 pagine scorrono così velocemente che le immagini sembrano muoversi come in un film, si consuma voracemente la storia e ci si trova alla fine, pieni di emozioni per tutto ciò che si è appena vissuto, ma allo stesso tempo curiosi e affamati di nuove avventure.

Per ulteriori informazioni sulla mostra, visitate il sito del Macro. Milo Manara vi aspetta!

Milo Manara. Fonte: Il Foglio