Il museo Marmottan Monet di Parigi in collaborazione con il Kunstmuseum de l’Aia propone fino al 26 gennaio 2020 una mostra sull’arte figurativa di Mondrian. Sebbene abbinare il termine ‘figurativo’ al maestro dell’astrattismo possa sembrare un ossimoro, con questa mostra si scopre proprio che nei primi anni della sua produzione artistica Piet Mondrian è stato un eccellente artista figurativo. Man mano che si osservano le sue opere negli anni si possono notare le influenze pittoriche delle varie correnti artistiche con cui venne in contatto fino all’approdo dell’astrattismo.

Il museo Marmottan Monet di Parigi, esterno. Fonte: wikimedia.org

Questa prima fase produttiva del pittore olandese era pressoché sconosciuta, quasi tutti i lavori giovanili sono infatti ricompresi nella collezione del mecenate Salomon Slijper, estimatore di Mondrian e suo amico, che acquistò i dipinti fra il 1891 e il 1920 e permise al pittore di uscire da uno stato di bisogno economico  e poter viaggiare per completare la sua formazione artistica. Ad oggi la collezione Slijper è la più grande collezione al mondo di opere di Piet Mondrian e viene presentata per intero a Parigi; alcune tra le opere in mostra non sono mai state esposte o non lo saranno più, come il ‘Mulino di sera’, essendo  particolarmente fragili.

Le pareti delle sale che ospitano la mostra hanno gli accesi colori primari delle opere astratte di Mondrian che esaltano ogni tela esposta. Le prime due opere che si incontrano sono il primo dipinto astratto realizzato dall’artista e la prima opera figurativa della collezione Slijper, ossia la ‘Composizione numero IV’ del 1914 e la natura morta rappresentata dal dipinto ‘lepre morta’ dipinta dal pittore ad appena diciannove anni; poi l’esposizione segue un ordine cronologico che permette di apprezzarne il percorso artistico fino all’astrattismo.

La prima parte della mostra espone i paesaggi dipinti tra il 1898 e il 1905. Questa sezione comprende vedute della regione di Gooi del nord ovest dei Paesi Bassi, dove l’artista e il suo mecenate vissero diversi anni, frequentandosi assiduamente. Le opere che ritraggono luoghi familiari a entrambi gli uomini illustrano il talento precoce di Mondrian: uno straordinario disegnatore e un maestro del chiaroscuro. I temi selezionati e l’attenzione prestata alla resa dell’atmosfera lo collegano alla Scuola dell’Aia. Tuttavia, la velocità con cui il suo lavoro si è sviluppato e il suo costante rinnovamento sono stati sorprendenti. Sebbene il pittore si sia limitato a diversi temi: mulini, alberi,boschi, fattorie, fiori e ritratti, nessuna delle opere è uguale. Ogni lavoro ha rappresentato un ulteriore sviluppo. L’itinerario della mostra si snocciola fra diversità, contrasto e sorpresa.

Mondriaan, fattoria vicino Duivendrecht. Fonte: wikimedia.org

Nel 1907, considerando che secondo Mondrian i colori della natura non possono essere riprodotti su tela, egli adottò un approccio pittorico del tutto nuovo incentrato su aree piane, via via sempre più bidimensionali e contrasti di colore portati all’estremo. Il dipinto ‘Mulino di sera’ (1907–1908) esplora attraverso registri dai toni audaci di giallo, blu e verde la poesia della pittura. Con ‘bosco vicino a Oele’ (1908) l’artista entra in una nuova fase: linee curve, arabeschi e colori irreali trasmettono una qualità mistica.

Mondrian, Mulino di sera. Fonte: lasottilelineadombra.com

Mondrian, Bosco vicino Oele. Fonte: reddit.com

Ma Mondrian dipinge anche la figura umana, nonché autoritratti. Egli era membro della Società Teosofica, talvolta si rappresentava come un visionario. ‘Tre autoritratti’ inediti lo raffigurano all’età di trentasei anni, con i capelli lunghi, la barba nera e lo sguardo penetrante di uno spirito fervente. L’opera ‘Devozione’ (1908) attesta la dimensione spirituale del suo lavoro attraverso il ritratto della giovane donna che segna il passaggio dal naturalismo al simbolismo e ad una tavolozza dai colori quasi fluo che risente dell’influsso fauvista.

Mondrian, Autoritratti a carboncino. Fonte: pagina instagram del museo Marmottan

Mondrian, Devozione, 1908 Fonte wikimedia.org

La sezione successiva comprende i dipinti dal 1911 quando il pittore influenzato dal cubismo di Picasso e da Cezanne ne interpreta la geometrizzazione e le nuances grigie con ‘l’albero grigio’, per poi virare successivamente verso la prima forma di astrattismo che diverrà totale pochi anni dopo.

Mondrian, albero grigio 1911. Fonte: pietmondrian.org

Se l’intento dell’esposizione era quello di stupire con un Mondrian quasi inedito, lo stesso si può dire la conclusione della stessa che saluta lo spettatore con una sorpresa finale. Quando pare che ormai il percorso ha accompagnato la visione dei numerosi cambiamenti stilistici sfociati nell’astrattismo ecco una serie di disegni e dipinti di crisantemi, rose e agrumi degli anni venti del novecento. Essi sono un monito dell’eclettismo dell’artista e attestano il fatto che gli sviluppi nell’opera di Mondrian sono più complessi di quanto potessero apparire inizialmente. Ritratti con pennellate lineari, mulini presentati in prospettiva o alla maniera di un pittore di paesaggi, composizioni floreali con colori surreali, provano che a parte il suo iconico lavoro di astrazione geometrica, il suo talento figurativo gli ha permesso di toccare le forme più classiche di pittura.

Mondrian, composizione con largo piano di rosso, giallo, blu, nero e grigio. Fonte: wikimwdia.org

La sua formazione non può essere definita come una transizione diretta dalla figurazione all’astrazione, o dal bianco e nero al colore. Al contrario, il naturalismo è rimasto una costante nel lavoro di Mondrian, portandolo al rango di un grande maestro della pittura figurativa del ventesimo secolo.

Immagine di copertina Mondrian, Devozione, 1908 Fonte wikimedia.org

Dettagli evento

Luogo:
Museo Marmottan Monet, Parigi
Date:
12/09/2019 - 26/01/2020
Orario:
Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
Costo:
12,00 euro biglietto intero
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