Palazzo Zevallos Stigliano, ospita dal 25 settembre al 24 gennario 2021 la mostra Napoli Liberty: “N’aria e primmavera”, curata da Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca. Più di settanta opere, tra dipinti, sculture, gioielli e oggetti d’arredo dialogano nelle sale museali per comprendere meglio la diffusione dello stile modernista e i caratteri originari dell’arte a Napoli nel periodo che va tra il 1889 al 1915.

La storica dell’arte e curatrice Luisa Martorelli alla conferenza stampa della mostra Napoli Liberty. Credits C. Teodonno

NAPOLI LIBERTY

Alla fine del XIX secolo in Europa si vive la stagione dell’Art Nouveau. Il processo di sviluppo avviato dalle grandi Esposizioni nazionali e internazionali, insieme all’affermazione di una borghesia imprenditoriale, trasformano radicalmente le città italiane. Da nord a sud si diffondono infatti le novità del nuovo Stile, chiamato Floreale o Liberty, dal nome dei grandi magazzini londinesi aperti nel 1875. L’entusiasmo per lo spirito di rinnovamento contagia anche Napoli che vuole lasciarsi alle spalle i difficili anni appena superati del colera.

“Clara prima delle nozze”, Gustavo Nacciarone. Napoli Liberty. Credits C. Teodonno

Il sottotitolo della mostra “N’aria e primmavera”, verso del popolare componimento Marzo di Salvatore Di Giacomo, richiama proprio la volontà di rinnovamento, di nuovo respiro e di rinascita che aleggia in città. Leggi speciali che finanziano l’ampliamento urbano, il risorgimento economico e l’industrializzazione riscattano l’immagine della città. Lo stesso Palazzo Zevallos sarà oggetto di un restauro affidato a Luigi Platania che trasformerà il cortile nell’odierno salone coperto di vetri policromi con decorazioni e balconate Liberty.

Il salone centrale in stile Liberty del Palazzo Zevallos. Credits C. Teodonno

LA SECESSIONE DEI VENTITRÉ

La prima sala espositiva è dedicata a Felice Casorati e ai suoi dipinti del soggiorno napoletano. I lavori dell’artista novarese preludono le sale successive in cui sono esposte le opere di quei protagonisti del movimento d’avanguardia denominato da Paolo Ricci Secessione dei Ventitrè.

Sul finire del primo decennio del Novecento, Napoli vive una rigenerante aria di rinnovamento da parte di una cerchia di giovani artisti desiderosi di sovvertire le scelte accademiche. Essi avevano fortemente recepito il messaggio trasmesso dai movimenti delle Secessioni europee che si era propagato in tutta Italia. La I Esposizione Giovanile d’Arte del 1909 nel West End Hotel di Giovanni Nobile di via Crispi, al rione Amedeo, ne segna l’esordio. A distanza di decenni dalla famosa mostra del 1975 curata proprio da Ricci sul “Liberty a Napoli”, le opere di quei giovani artisti tornano a dialogare nelle sale del palazzo Zevallos. Il Trittico di Edoardo Pansini è infatti esposto accanto ad Attrazione di Francesco Galante; lo splendido Numero I (o In giardino) di Edgardo Curcio dialoga con la Villanella di Eugenio Vitti e la Settembrina di Mario Borgoni.

Tra i “Ventitrè” secessionisti individuati da Ricci vi erano sette scultori, uno dei quali era Raffaele Uccella. Nelle sue sculture, Uccella seppe coniugare modernità e recupero della tradizione cinquecentesca. La torsione del volto, rispetto al busto accennato dalle spalle, la linea obliqua del collo, conferiscono alla Ragazza con la nocca un’idea di rivoluzionario dinamismo.

“Ragazza con la nocca”, Raffaele Uccella. Credits C. Teodonno

ARTI APPLICATE: CERAMICHE, INTARSI E GIOIELLI

In ognuna delle sale espositive notevole importanza è data alle arti applicate. Nella stagione del Liberty infatti si fa ampio spazio una nuova era di consumo. Questa indirizza la produzione manifatturiera verso le modernità del nuovo stile. Una delle opere in mostra che meglio esprime questo connubio è la splendida Fontana degli Aironi di Filippo Palizzi, al centro della sala maggiore del primo piano del palazzo.

“La fontana degli Aironi” di Filippo Palizzi. Napoli Liberty. Credits C. Teodonno

Nell’ultima sala sono esposte manifatture di altissimo pregio nel settore dell’oreficeria e della lavorazione delle pietre dure come il corallo. Tutta la sala ruota intorno al dipinto Seduzione di Vincenzo Migliaro, immagine scelta come affiche della mostra. Il vero soggetto dell’opera è la vetrina della gioielleria Jacoangeli. La stessa è colma di monili lucenti e lussuosi che sembrano quasi riflettersi negli occhi desiderosi ed affascinati della figura femminile che si scorge all’esterno.

Infine una sezione è riservata anche ai manifesti e alla grafica pubblicitaria. L’arte del “cartellone pubblicitario” diventa uno strumento di facile diffusione in cui Napoli è tra i maggiori centri italiani ed europei. Sono in mostra infatti gli splendidi manifesti realizzati da Marcello Dudovich per le confezioni Mele e da Leonardo Cappiello per le fabbriche della Cirio. Alla loro testimonianza è stata affidata la chiusura del percorso espositivo, in nome di quella bellezza senza confini che è stata forse la più grande aspirazione del Liberty.

Vincenzo Migliaro, Manifesto Il Mattino di Napoli. Credits C. Teodonno

[In copertina Vincenzo Migliaro, Seduzione. Napoli Liberty. Credits A. Margarita]

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli
Date:
25/09/2020 - 24/01/2021
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