Dopo aver fatto tappa alla Tate Britain di Londra nei mesi scorsi, dal 28 Settembre al 12 gennaio 2020, la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze apre al grande pubblico la ricca retrospettiva di oltre cento opere dell’artista russa Natalia Goncharova. La mostra, curata in questa sede da Ludovica Sebregondi, ha come titolo “Natalia Goncharova – Una donna e l’avanguardia tra Gauguin, Matisse e Picasso“. Figlia del suo tempo, Natalia Goncharova, ha saputo lasciare una versatile e ricca visione degli ultimi anni dell’era zarista, dando luce alle terre delle sua infanzia, ai suoi culti e costumi e poi partecipando attivamente alle innumerevoli avanguardie con cui si trovò in collisione: con un’articolata carriera da Mosca a Parigi, in mostra si mira a ripercorrere il carattere di un’artista poliedrica ad oggi ancora poco nota; la mostra infatti si compone di opere provenienti in gran parte dalla Galleria d’arte russa Tret’jakov di Mosca a cui la Goncharova dopo la sua morte nel 1962, lasciò molta della sua produzione.

Il grande volto di Natalia Goncharova durante la sua prima performance ante litteram per le vie di Mosca tra l’opera di Depero Architettura sintetica di uomo del 1916 – 1917 sulla destra e Costruzione spiralica perpendicolare. Donna seduta del 1913- 1914 sulla sinistra

La mostra sottolinea una personale e vivace pratica artistica irradiata dalla pittura post-impressionista da cui nei primi anni della sua carriera trasse diretta ispirazione. Oltre ad opere di Gauguin come la Mietitura: Le Pouldu del 1860 o l’opera di Picasso neo-primitivista Busto di donna del 1909, sono numerosi i video e le opere in mostra che rievocano le ispirazioni al folklore popolare russo e le sue forme d’arte come le “lubki”: xilografie graffianti e popolari, spesso di contenuto sacro.

Stretto il legame con la religione testimoniato in mostra dai grandi trittici esposti, realizzati con  nervose pennellate ed accese campiture, che ritroviamo nel Polittico detto della mietitura del 1911 costituito originariamente di nove parti, esposto a Palazzo Strozzi solo in parte; il polittico in origine componeva una grande iconostasi moderna ispirata a quelle enormi pareti liturgiche delle sue terre; la vicinanza ai temi del sacro è visibile nella serie dei Quattro evangelisti opera proveniente dal Museo statale Russo di San Pietroburgo, del 1911; polittico sequestrato negli anni successivi poiché considerato offensivo alla consueta raffigurazione del tema sacro. Ulteriori dipinti furono oggetto di sequestri nella sua carriera come le numerose figure femminili che ebbero la unica colpa di essere dipinte da una donna ed in modo più esplicito e sgargiante di quanto consueto nei nudi in posa accademica.

Assieme al suo compagno d’arte e vita Michel Larionov, Natalia diede successivamente vita ad un movimento artistico definito dapprima cubofuturismo e poi Raggismo (Luchizm in russo) – translitterato infine in italiano come Radiantismo, dopo una mostra tenutasi a Roma nel 1917, di cui nel percorso ritroviamo diretta testimonianza con il catalogo originale.

In un percorso trasversale come un racconto si indaga la fase della sua formazione e del sodalizio di oltre sessanta anni con il pittore russo Michel Larionov; si passa poi a visionare il rapporto di Natalia con il teatro: numerosi i bozzetti in mosta, i costumi e i disegni base dell’immaginario da cui trasse ispirazione per numerose scenografie di balletti russi e per l’opera Le Coq d’or con le musiche dell’intramontabile Stravinsky. Parte del manifesto di quest’opera si ritrova nel ritratto di Natalia di Larionov del 1915 opera che mette in evidenza i successi artistici di quegli anni.

Presente in mostra l’onirico bozzetto preparatorio proveniente dal V&A museum di Londra per la scena finale dell’opera l’Oiseau de feu, nella versione del 1954.

Forte il contatto con il mondo roboante dei balletti russi e della vita parigina; imprescindibile fu il trasferimento nel continente occidentale della coppia nel 1915, spostamento che si rivelò permanente e fondamentale per la carriera artistica di entrambi.

In mostra si indagano infine i contatti con l’Italia che la Goncharova instaurò ,avendo modo di studiare da vicino le opere dei primi futuristi come Depero, Balla e Boccioni; che ispirarono in lei una solida e vivace forma di astrazione interessandosi dal 1912 e per un breve periodo, a temi modernisti come fabbriche, luce artificiale e macchine.

Il futurismo sarà il movimento a cui contrasterà l’esaltazione della guerra e la visione macista della società. La Goncharova subì il fascino dell’astrazione dell’immagine senza però mai abbandonare del tutto il repertorio figurativo, che la accompagnerà nell’intera produzione della sua vita.

Interessanti in mostra i numerosi disegni di Boccioni provenienti dal castello Sforzesco di Milano, raramente esposti, e uno dei bozzetti per la grande tela della La città che sale del 1910, proveniente dalla Estorick collection di Londra.

La conferenza stampa di presentazione della mostra del 26 Settembre 2019 tenutasi nell’altana di Palazzo Strozzi – Ph. Pedro Silvani

Il contatto con il gruppo delle delle avanguardie ispirerà quella che può definirsi come la prima performance ante litteram, di cui in mostra ritroviamo una gigantografica immagine che guida ed interagisce con il visitatore nel policromo percorso mostra. A concludere vi è il periodo cosiddetto spagnolo: la tournè in Spagna del 1916 per i balletti di  Diaghilev a cui Natalia prese parte come scenografa, fu infatti fondamentale per la scoperta dei luoghi e costumi della penisola iberica.

In mostra due grandi tele di Donne spagnole del 1923 – 1925, il grande Trittico dei bagnati del 1922 e il monumentale paravento del 1927 – 1928, grande opera realizzata per l’Art club di Chicago a seguito di contatti con collezionisti americani. Gran parte della mostra proseguirà da Gennaio del prossimo anno negli spazi dell’Ateneum Art museum di Helsinki, che delinerà ulteriori aspetti dell’opera dell’artista russa.

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Strozzi, Firenze
Date:
28/09/2019 - 12/01/2020
Orario:
Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00
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