Appartenenza, spesso la cerchiamo bramosi di sentirci legati a qualcosa, soprattutto ad un luogo da poter chiamare casa. Un luogo che si configuri come uno spazio ben delineato, nel quale ricercare e trovare la propria identità. Il mondo contemporaneo ha dilaniato quello che è sempre stato il concetto di appartenenza, le nuove generazioni non sempre si identificano nel contesto sociale nel quale vivono la loro quotidianità. Diverso può sembrare nelle grandi capitali, come Roma in cui buona parte della sua popolazione si sente, grazie alle sue bellezze e alle sue rovine, parte di qualcosa, anche se convivendo, purtroppo, con una buona dose di degrado. Sicuramente un’altra delle città europee, che è stata disumanizzata dall’habitat contemporaneo è Parigi. C’è un artista, però, che ha deciso di resistere a questo fenomeno: il suo nome è Nelson Pernisco.

Nelson è un artista francese di 26 anni, nel 2013 è tra i fondatori del collettivo “Le Wonder“, un polo culturale e artistico itinerante. Il loro obiettivo è quello di concentrarsi su alcuni spazi abbandonati, all’interno della città di Parigi, al fine di riqualificarli dando nuova vita a zone ed edifici lasciati vuoti. Pernisco attraverso le sue opere si concentra sulla resistance, una resistenza contro l‘incessante urbanizzazione, pronta a snaturare gli ambienti e ad assuefarci. L’artista, attraverso la trasformazione delle sedi del collettivo, crea spazi completamente nuovi in cui i giovani possano sentirsi stimolati ed accolti, trovando finalmente un solido senso di appartenenza.

“L’eternité n’est guère plus longue que la vie” Installazioni di Nelson Pernisco
Credits: @White Noise Gallery

La nostra redazione ha avuto il piacere di conoscere questo poliedrico artista all’interno della galleria romana White Noise, un piccolo scrigno ricavato dalle fondamenta di Roma, a pochi passi da Largo Argentina. L’esposizione, a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, mostra al pubblico una serie di sculture in alluminio, strutture simili a tornelli, cancelli, inferiate, decorate da volti quasi apotropaici, riconoscibili attraverso la nostra cultura visiva. Le opere, prive di anima, si dimostrano parte di un sistema architettonico standard in cui l’individuo non è più al centro; sono confini, arredi urbani che perdono il loro significato. Realizzate per conformarsi alla struttura della galleria, queste sculture cercano di riportare l’uomo alle sue radici esistenziali, creando uno spazio in cui contenuto e contenitore sono un’unica cosa.

“L’eternité n’est guère plus longue que la vie” Installazioni di Nelson Pernisco
Credits: @White Noise Gallery

Eleonora Aloise e lo staff della White Noise ci hanno accompagnato in questo percorso con attenzione, mostrandoci anche la sala inferiore della galleria, in cui, a pochi passi da un bellissimo mosaico di epoca romana, ci è stato possibile ascoltare un “dietro le quinte” del processo creativo dell’artista. Nelson ha infatti fuso, lui stesso, l’alluminio per costruire le sue opere, dando pieno senso alla loro realizzazione, considerandola come un atto performativo e concettuale. In questo vano sottostante è possibile ascoltare il crepitio dell’alluminio fuso riempire lo spazio, come una sorta di rumore del risveglio di un sottobosco urbano, entrando così nel vivo del processo creativo dell’artista.

La passione dietro il lavoro di Nelson, e delle curatrici di questa splendida esposizione, ci hanno reso entusiasti della possibilità di incontrare realtà così nuove, vivaci e ricche di spunti culturali, all’interno del panorama romano. Consigliamo a chiunque voglia sentirsi vicino a qualcosa di nuovo ed estremamente sorprendente, di visitare la sede di White Noise per conoscere il lavoro di questo giovane e sorprendente artista.

Dettagli evento

Luogo:
White Noise Gallery - Via della Seggiola 9, 00186 Roma
Date:
20/11/2019 - 20/12/2019
Orario:
Dal martedì al venerdì 11:00 – 19:00 Sabato 16:00 – 20:00
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