Il 10 marzo si è conclusa la mostra Novecento a Napoli. Capolavori di pittura e scultura, a cura di Saverio Ammendola, Isabella Valente Paolo e La Motta, promossa dalle Associazioni culturali Mediterranea e La Fenice.

Parlare di una mostra dopo la sua chiusura potrebbe apparire un esercizio inutile o fine a sé stesso, ma non è questo il caso. Questa mostra è soltanto l’inizio di ciò che promette di essere, una missione che va oltre la mostra in sé, oltre i suoi 7.732 visitatori, oltre i suoi organizzatori.

Novecento a Napoli è nata con un intento mirato: mettere in mostra e a disposizione dei napoletani una parte del ricco patrimonio pittorico e scultoreo novecentesco partenopeo, spesso tralasciato dagli studiosi o considerato ininfluente e poco incisivo all’interno del panorama artistico del XX secolo.

Capolavori di questo periodo storico si possono ammirare al Museo Civico di Castel Nuovo, che custodisce alcune opere di proprietà del Comune e importanti donazioni da parte degli eredi Renda, Gatto e Chiancone, o presso Castel Sant’Elmo, che ospita Il Museo del 900, istituito nel 2010, in cui sono presenti opere di pittura e scultura relative al periodo 1910–1980 provenienti da donazioni e collezioni private. Resta il fatto che una vera e propria raccolta di opere del Novecento a Napoli che permetta di studiarle nel loro insieme non esiste ancora, essendo la maggior parte di queste in mano a privati.

Appartenenti a privati sono anche i sessantadue dipinti e le trentadue sculture (tranne sei prestate dal Comune di Napoli) presentate alla mostra, che testimoniano il variegato panorama culturale della città partenopea durante il periodo preso in esame, che va dagli anni ‘30 agli anni ’70.

Esponendo capolavori da Biennali, Quadriennali e Sindacali viene indagato il valore artistico di alcuni dei maggiori rappresentati del XX secolo: Nicola Fabricatore, Emilio Notte, Eugenio Viti, Alberto Chiancone, Gennaro Villani, Carlo Striccoli, Luigi Crisconio, Franco Girosi, Saverio Gatto, Raffaele Uccella, Giovanni Tizzano, Carlo De Veroli, Francesco Parente, sono solo alcuni degli artisti che hanno arricchito le pareti del secondo piano del PAN (Palazzo delle Arti Napoli).

Il Novecento partì a Napoli con la prima esposizione giovanile del 1909: un gruppo di ventitré giovani artisti (tra i quali Viti e Gatto) decide di dare vita ad un’arte nuova, superando le esperienze napoletane precedenti segnate dalla pittura storica di Morelli, dalle raffigurazioni di vita quotidiana dei Palizzi e dalle Scuole di Posillipo e di Resina. Altri artisti aderirono ai modi del Novecento, come Girosi, Striccoli, Brancaccio e Notte; altri in qualche modo vi reagirono superandolo, come Crisconio, fino ad arrivare alle ricerche informali di un Cajati o al limite verso l’astrazione di Waschimps.

Accanto ad opere inedite, si collocano capolavori celati da moltissimi anni o, nel migliore dei casi, ammirati nell’ultima grande esposizione dedicata al Novecento meridionale, la mostra Arte a Napoli dal 1920 al 1945. Gli anni difficili (2001), curata da Mariantonietta Picone Petrusa. Un’altra importante mostra sulla scultura, Il Bello o il Vero, curata da Isabella Valente, aveva dato la possibilità a studiosi e collezionisti di riscoprire autori straordinari della scultura meridionale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio Novecento, come Cifariello, Tizzano, Francesco Parente, Uccella, De Martino o De Val.

La magnifica selezione di opere scultoree mostra come all’inizio del XX secolo gli scultori napoletani si posero subito in stretto rapporto con l’arte europea e con le tendenze moderne che stavano prendendo forma un Italia, dimostrando in tal modo la volontà di prendere le distanze dalla precedente tradizione ottocentesca. Tra quelli che subirono l’influenza delle Secessioni e della maniera impressionista di Medardo Rosso, emerge Raffaele Uccella, autore di una morbida testina di bambina intitolata Sisina.

Saverio Ammendola, direttore della Galleria Mediterranea, una delle dieci più antiche gallerie d’Italia, sottolinea come lo scopo di questa mostra sia quello di dimostrare le raffinate qualità e la valenza degli artisti napoletani del Novecento, richiedendo per le loro opere la creazione di un Museo Civico del Novecento a Napoli.

Alcune opere in mostra:

 

L’album bianco di Eugenio Viti, 1929. Foto di Francesca della Valle

 

 

Novembre in città di Guido Casciaro, 1933. Foto di Francesca della Valle

 

Plenilunio di Vincenzo Ciardo. Foto di Francesca della Valle

 

Sisina di Raffaele Uccella. Foto di Francesca della Valle

 

Le donne sarde di Gennaro Villani. Foto di Francesca della Valle

 

 

Mergellina di Francesco Galante. Foto di Francesca della Valle

 

Siesta (o L’ubriaco o I bevitori) di Eugenio Viti, 1928. Foto di Francesca della Valle

 

 

Dopo il bagno di Giovanni Brancaccio, 1942. Foto di Francesca della Valle

 

 

Moulin Rouge di Gennaro Villani. Foto di Francesca della Valle

 

 

Due nudi di Rubens Capaldo. Foto di Francesca della Valle

 

 

Api-tigre di Salvatore Vitagliano, 1978. Foto di Francesca della Valle

 

 

I poveri di Prato di Emilio Notte. Foto di Francesca della Valle

 

 

Studio di nudo di Emilio Notte, 1963. Foto di Francesca della Valle

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