Nel portare avanti l’ opera di diffusione dell’arte nelle vite dei lettori, ARTWAVE ha molto a cuore le storie degli artisti che  cominciano a segnare le prime tappe significative del proprio lavoro. Abbiamo scoperto un’altra realtà che s’impegna nella stessa missione: la Fondazione Mario Moderni, nata nel 1926 in onore del ragazzo che frequentava l’Accademia delle Belle Arti romana, deceduto sul fronte di guerra.

Questa fondazione ha sostenuto durante tutti questi decenni gli studenti più talentuosi grazie a borse di studio, ma dal 2003 ha ampliato il suo contributo dando la concreta possibilità ai neo-artisti di fare le prime esperienze di lavoro, attraverso l’organizzazione di esposizioni ed attività di promozione.

Fonte: Galleria Moderni

Fonte: Galleria Moderni

Questo grande progetto va sotto il nome di “Galleria Moderni“. La giuria di esperti d’arte a disposizione della fondazione seleziona un apprendista artista ogni mese, al quale dedicare l’intero spazio della propria galleria, situata strategicamente nel centro di Roma. Ciò che rende unica quest’iniziativa e che le ha permesso di distinguersi dalle altre gallerie è il fatto di non porre limiti sulla scelte stilistiche degli artisti ospitati e, questo va soprattutto a vantaggio dei più giovani, di non richiedere alcun pagamento per l’allestimento delle mostre. Questo mese la scelta tra i tanti candidati è ricaduta su Vittorio Iavazzo e la sua collezione intitolata OUTCAST.

Classe 1991, partenopeo verace, lo si intuisce oltre che dalla forte parlata, anche dalla semplicità e la grande creatività che caratterizza la gente di quelle terre. Da grande vorrebbe essere un illustratore, una passione che lo ha guidato nella scelta degli studi ( ha frequentato l’ Accademia delle Belle Arti di Napoli e conseguito la laurea specialistica in grafica d’arte), ma anche la via di artista indipendente lo ha sempre affascinato. Questa con la Fondazione Moderni è la sua prima esposizione!

L’ inaugurazione, avvenuta la scorsa domenica 19, ha suscitato grande entusiasmo e reazioni molto positive, a vantaggio anche della GM che ha dimostrato di aver scelto un’ ottima promessa dell’ arte italiana. Perché è piaciuto?

Da ogni scultura o bozzetto di questa serie emerge un forte messaggio sociale: “outcast” infatti significa emarginato in inglese. Nell’ ideazione delle sue opere Vittorio si è rifatto all’ analisi del consumismo e della società contemporanea compiuta dal sociologo Bauman, ed in particolare all’interpretazione delle parole usa e getta, ormai non più attribuite al mondo inanimato ma anche all’uomo. Proprio per imprimere nei suoi lavori questo senso di abbandono dopo lo sfruttamento, secondo motivo per il quale abbiamo amato questa mostra, sono stati scelti tutti materiali di scarto, rifiuti degli uomini a loro volta rifiutati.

Fonte: Vittorio Iavazzo

Fonte: Vittorio Iavazzo

Parlando con l’ artista, questo ci racconta che l’ ispirazione è arrivata quando ha scoperto come vengono definiti i disoccupati nel Regno Unito: essi sono visti come un ” sovrappiù”, gente in eccesso rispetto all’offerta di lavoro e che quindi va scartata, ma come si può dire ad un uomo che è inutile? Tutti i soggetti ritratti da Iavazzo raccolgono le paure ed il senso di calamità che aleggia intorno alla vita quotidiana.

Una madre teme per il bambino che porta in grembo un futuro ancora più amaro, un uomo appesantito dal suo corpo e dal suo percorso di vita, questi e tanti altri volti si pongono davanti allo spettatore per suscitare riflessioni e tutti poggiano i propri piedi sopra la spazzatura che producono ogni giorno… Ma sotto questa vi è una solida base di legno, un ceppo d’albero che sta a simboleggiare la natura a cui apparteniamo e che continua ad accoglierci nonostante il male che le infliggiamo.

Fonte: Vittorio Iavazzo

Fonte: Vittorio Iavazzo

E’ forse questo l’ auspicio di Vittorio, un ritorno alle origini, a ricordarci chi siamo, partendo dalla denuncia di tutto il reale “surplus” del quale ci siamo riempiti ogni giorno  fino ad ora. Bisogna fare almeno un tentativo, provare a ritrovare il rispetto per il prossimo e per la natura, così da migliorare anche se stessi.

Ulteriori info sull’ evento e sulla Fondazione Moderni le trovate sul sito www.galleriamoderni.it

o sulla rispettiva pagina Facebook 

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