Basterebbe già il nome di Achille Bonito Oliva in qualità di co-curatore, assieme al direttore Andrea Viliani, per definire la portata della mostra organizzata dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee in collaborazione con la Fondazione Calzolari.

Pier Paolo Calzolari, tra i più importanti artisti italiani contemporanei, che mancava a Napoli dal 1977 per la mostra a Villa Pignatelli, torna nella città partenopea con oltre 70 dipinti, disegni e opere multimateriche, di cui almeno 28 mai esposte prima in un museo pubblico italiano: un iter cronologico che testimonia le fasi e i cicli della ricerca dell’artista.

Per Calzolari la pittura è uno “strumento d’ascolto“, un fil rouge che connette le articolazioni in cui si dirama la sua ricerca minimalista e sensuale,  concettuale e barocca. Al centro dell’indagine è la luce e la rappresentazione del bianco perfetto che può esistere solo in natura, e che Calzolari ricrea nelle sue opere adottando un materiale elementare come il ghiaccio. Egli ricorre spesso a materiali organici come sale, piombomuschiolegnofoglie di tabacco, gusci di animali, noci.

Tali ricerche sulla luce collegano le sculture, le installazioni, le performance – come nel caso degli happenning che dal 1966 realizza per spingere gli spettatori alla cosiddetta “attivazione dello spazio”- e sono tracciate nei dipinti e disegni in mostra al Madre. Essi restituiscono le riflessioni sulle relazioni fra colore, forma, oggetto e ambiente che dialogano in concetti apparentemente antitetici ma la cui relazione viene riplasmata da Calzolari: materie naturali e rappresentazione pittorica, astrazione e figurazione, dimensione visuale e performativa, spazio-tempo dell’opera e dell’ambiente.

La mostra si articola sui tre livelli del museo, seguendo un criterio cronologico e per gruppi tematici. Al terzo piano nelle prime stanze vi è una reinterpretazione scenografica e immaginifica del New Dada e della Pop Art nordamericani. Proseguendo nelle sale successive si articola l’evoluzione della formalizzazione delle opere di Calzolari che si configura come esperienza intellettuale ma soprattutto sensoriale. Oggetti ed elementi scultorei si giustappongono alla tela per conferirle una concreta presenza nello spazio-tempo dell’osservatore.

Le campiture di colore, le cui gamme cromatiche avevano in origine valore simbolico e che appaiono uniformi, lo sono in realtà solo in apparenza e vengono realizzate seguendo classiche tecniche pittoriche. La valenza simbolica del colore si è evoluta sempre più in una impressionistica con la modulazione e l’assorbimento della luce.

Al secondo piano l’opera di Calzolari dialoga con quella di Francesco Clemente, uno dei massimi esponenti della Transavanguardia italiana, presente nella collezione site-specific del Madre. Essa testimonia la profonda conoscenza e la reinvenzione della storia dell’arte europea ed extraeuropea, come in Omaggio a Fontana, oppure in Hommage che Calzolari dedica alla Pop Art inglese – ndr contiene materiale esplicito -, Valori Plastici C e Donald Duck.

La mostra si conclude al piano terra nella Sala Re_PUBBLICA Madre con una quadreria di disegni preparatori e opere non pittoriche, come Il mio letto così come deve essere, Un flauto dolce per farmi suonare. Sono qui presenti quattro opere dalle grandi dimensioni che sintetizzano gli spunti di cinquant’anni di attività di Calzolari. Tra esse Mangiafuoco, in cui la pittura tenta una mimesi con l’elemento del fuoco.

La retrospettiva tenta quindi di esplorare anche la possibile relazione tra linee di ricerca storiograficamente separate, l’Arte Povera da una parte e la Transavanguardia dall’altra. Mentre la prima si impose come rifiuto delle tecniche artistiche tradizionali in favore dell’uso di materiali quotidiani, ordinari e organici e di processi in tempo reale che mirassero ad una revisione critica e conoscitiva del fare artistico, la Transavanguardia fu intesa come un fare non lineare che attraversa la storia dell’arte e di tecniche, materiali, forme e motivi ispiratori, per riproporli in un rapporto dinamico con la sensibilità contemporanea.

Pier Paolo Calzolari – Ph. Chiara Teodonno

Dettagli evento

Luogo:
Museo Madre
Date:
08/06/2019 - 30/09/2019
Orario:
lunedì e da mercoledì a sabato 10.00 - 19.30
domenica 10.00 - 20.00
chiuso il martedì
Costo:
Intero € 8.00 - Ridotto € 4.00
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