di Simona Marino

 «Come puoi vivere senza conoscere Palermo?»

Questa domanda, scritta da Milan Kundera ne L’insostenibile leggerezza dell’essere, potrebbe essere posta da chiunque abbia visitato la città siciliana a chi non ha mai avuto la fortuna di vederla.

Il mese di ottobre è il periodo ideale per visitare Palermo, lo stesso luogo che tempo fa è stato definito “la perla del Mediterraneo”. Per i siciliani amanti della cultura e dell’arte, ottobre è il mese aspettato con trepidazione durante tutto l’anno, perché a Palermo aprono Le Vie dei Tesori.

cattedrale palermo

La cattedrale di Palermo. Fonte: sicilia.info

Un Festival nato dal basso e dalla passione dei cittadini

Le Vie dei Tesori è un festival nato a Palermo nel 2006, grazie a un gruppo di giornalisti e di operatori culturali palermitani intenzionati a narrare, attraverso mezzi nuovi e dinamici, una città tanto ricca di storia e bellezza. Quella che inizialmente è stata una scommessa partita dal basso, si è poi estesa in tutta la Sicilia, con l’obiettivo di trasformare le città in grandi musei diffusi.

Il festival oggi mette a rete oltre trecento tra istituzioni, enti, associazioni, cooperative.

Lo scopo delle “Vie dei tesori” è quello di diffondere la cultura per le strade, di respirarla durante le passeggiate del sabato e della domenica sotto il cielo ottobrino. Una cultura aperta, una cultura che parte dal basso e si stratifica, attenta ad ogni tipo di orecchio e di esigenza.

Grazie alla realizzazione dell’evento, tanti luoghi culturali privati solitamente chiusi al pubblico vengono resi accessibili per la prima volta: un esempio fra tanti è la Casa Florio, meglio conosciuta come la Palazzina dei Quattro Pizzi all’Arenella.

Oltre a splendidi palazzi nobiliari, durante i weekend del festival è possibile visitare numerose chiese di Palermo: le strutture religiose variano da quelle dell’ultima età normanna come la Basilica della Magione, a quelle di epoca barocca, come la Chiesa di Sant’Orsola dei Negri, dove ancora oggi è possibile ammirare la maestria di Giacomo Serpotta, il più grande scultore e stuccatore della Sicilia a cavallo tra XVII e XVIII secolo, ricordato come “il maestro del bianco”.

Soffitto della cappella Palatina
Fonte: palermopocket.it

Un’occasione per riscoprire le bellezze di Palermo

Le Vie dei tesori offrono l’opportunità di vivere esperienze davvero uniche e diversissime tra loro. Quest’anno stono previsti, ad esempio, il volo sul piper per ammirare la città dall’alto, le passeggiate a cavallo dal maneggio storico, le visite con gli archeologi sul monte Iato, le immersioni marine a Casteldaccia. Queste opportunità offrono svariati punti di vista da cui ammirare e conoscere la bellezza di Palermo e dintorni.

Tutto questo è possibile grazie all’impegno dei cittadini, di cooperative culturali e soprattutto di volontari, il cuore pulsante dell’evento. Tra questi ultimi ci sono, accanto agli esperti, gli studenti universitari e gli studenti in alternanza scuola-lavoro. Sono loro a raccontarci le storie che si celano dietro i luoghi, come la voce narrante in un film; stanno dietro le quinte, e senza di loro il festival non sarebbe quello che è diventato oggi.

Palermo, Cappella Palatina

Le Vie dei Tesori ci ricordano che le meraviglie di Palermo sono qualcosa di tangibile e reale. Se continuiamo a dar loro valore, non smetteranno di vivere e di risorgere da quello che sembrava un passato remoto e lontano.

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