“Fiume Rosso” Credits: @Maria Grazia Mormando

Il corpo femminile è un universo complesso e ricco di sfaccettature, difficili da cogliere persino per le stesse donne, che spesso finiscono per ignorare le proprie capacità e la propria forza. La mostra fotografica Fiume rosso – inaugurata il 13 novembre 2019 presso DOOZO – Art Book & Sushi e aperta al pubblico fino a al 24 febbraio 2020 – nasce dall’esigenza di Maria Grazia Mormando di indagare questa dimensione nota ancora solo a pochi.

Scattate tra il 2013 e il 2019, le fotografie sono il riflesso di un percorso di esplorazione e di ricerca individuale che ha portato l’autrice “al di là del fiume”, e cioè alla consapevolezza del proprio corpo. Un lungo processo di trasformazione, raggiunto grazie all’ausilio dell’obiettivo, un occhio esterno che le permette di contemplare la propria essenza da un’altra prospettiva.

“Lettera al mondo” Credits: @Maria Grazia Mormando

Materia e fisicità sono quindi le costanti del lavoro di Maria Grazia Mormando, che in ogni scatto svela e riscopre una parte di sé. La corporeità si riscontra anche nella scelta di utilizzare una macchina fotografica analogica, una Hasselblad, che confessa di non voler abbandonare poiché le permette di prendersi del tempo prima di scattare, di concentrarsi prima di immortalare sulla pellicola qualsiasi pensiero o sensazione. Il tempo gioca un ruolo fondamentale nel processo di presa di coscienza dato che, spesso, il risultato immediato dello scatto è invisibile all’artista. Per compiere una analisi propriamente oggettiva, infatti, essa non solo ha bisogno di una prospettiva diversa (quella della macchina fotografica), ma anche di uno scarto temporale che le consenta di “unire i puntini” – di qui la notevole distanza tra le date delle foto in mostra. Un modo per ricostruire le tappe della strada finora percorsa e inquadrarsi finalmente nel presente.

Maria Grazia Mormando, “Seconda esposizione” Credits: @Ilaria Pennacchini

Il punto di partenza dell’allestimento, a cura di Manuela De Leonardis, è la donna di Nascita, una giovane gracile, fragile e timorosa di esternare il proprio carattere e di aprirsi al mondo. Seguendo il percorso di analisi introspettiva tracciato dagli scatti in bianco e nero – che passa per la Ferita, l’Anima e il Pianto – si giunge all’ultima foto, diversa rispetto alle altre non soltanto per una questione di formato, ma per il fatto di essere dominata da un colore acceso: il colore rosso. “Un colore – spiega l’artista – che ho sempre odiato in realtà in passato, ma che nel corso degli anni ho imparato ad amare”. La violenza del rosso spaventa la figura esile e sbiadita della prima foto, “perché rappresenta la passione”, la carnalità ma anche “lo spirito combattivo, di guerra”, necessario ad affrontare la vita di tutti i giorni. Il rosso rappresenta dunque lo slancio verso la vita, l’agire d’impulso trasportati dal sentimento amoroso, un’emozione pericolosa che atterrisce poiché per amare bisogna sapersi concedere. 

“Utero, dono al mondo” Credits: @Maria Grazia Mormando

E’ il tema di un’altra delle foto in mostra. Il suo titolo è Utero, dono al mondo e raffigura una donna con un abito velato che tiene nelle mani, all’altezza del ventre, uno specchio rotondo che riflette la luce. L’immagine simboleggia la ricerca e l’abbandono di sé stessi agli altri, un atto che comporta necessariamente il passaggio attraverso il dolore. Quest’ultimo, quasi a farlo di proposito, entra nella vita della fotografa proprio in seguito a quello scatto, che sancisce così la fine di un capitolo personale e artistico. A causa di un evento traumatico Maria Grazia Mormando abbandona la sua arte – cosí come la sua Hasselblad – e la seppellisce per un lungo periodo, fino a quando trova la forza di reagire. E’ proprio allora che capisce che per fare esperienza della vita bisogna conoscerne l’opposto, la morte.

Il coraggio che sprona l’artista alla rinascita si concretizza nelle opere scultoree. Tre sono i pezzi esposti al DOOZO, frutto dell’unione antitetica tra la gioia e il dolore, tra l’amore e la guerra. Il primo è l’organo femminile, rosso come “carne aperta”, l’amore, la passione e la sessualità. Il secondo rappresenta invece l’anima, un’Anima che va in guerra, ferita dal mondo esterno, simboleggiato dai chiodi – che rimandano all’organo maschile. Infine un elemento religioso, un rosario insanguinato poggiato su di una preghiera rivolta all’Amore: “Lasciami compiere il passaggio, porta la fiamma dall’altra parte del fiume”.

 

Foto dell’allestimento Credits: @Ilaria Pennacchini

L’esibizione è completata da un’opera viva, il calco di un seno laccato di rosso e indossato dall’artista durante l’inaugurazione. Quest’opera, non presente nella mostra, sarà protagonista delle strade di Roma nei prossimi mesi: l’artista la porterà infatti con sé, con l’intenzione di entrare in dialogo con la gente. Un atto dal sapore intrigante, quasi provocatorio, che nasce dalla necessità di Mormando di dichiarare qualcosa, di dire a se stessa: “amo anche ciò che di più brutto è successo”.

Dettagli evento

Luogo:
DOOZO - Art Book & Sushi, via Palermo 51/53, Roma
Date:
13/11/2019 - 24/02/2020
Orario:
dal martedì al sabato ore 11:00-22:00
Sito web:
www.doozo.it
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