Considerato una delle figure più significative della fotografia contemporanea ungherese, Péter Korniss approda a Roma esponendo, dopo aver raccolto centinaia di fotografie e trascorso cinquant’anni a documentare la cultura contadina ungherese, Transizione. L’esposizione è stata curata Krisztina Kovács, direttore della Galleria Várfok di Budapest ed è stata promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Ambasciata di Ungheria e dall’Accademia d’Ungheria in Roma , con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.  

Dalla fine degli anni Settanta il fotoreporter ha iniziato a concentrarsi sulla vita e sulla scomparsa della cultura contadina tradizionale dell’Europa orientale. Attraverso un lungo percorso di ricerca e di sviluppo l’artista, che durante la sua carriera ha collaborato con importanti testate internazionali come il National Geographic e Forbes, arriva a sottolineare un cambiamento radicale all’interno l’Europa dell’est. La mostra, suddivisa in quattro sezioni, parte con lo spazio Il passato 1967-1978: queste prime fotografie sono state scattate in Transilvania (Romania), in Slovacchia e Ungheria e mostrano le condizioni mantenute dalla popolazione nonostante la precaria situazione economica e politica del paese. Gli scatti vengono rubati all’interno di numerosi nuclei contadini, i quali rimangono fedeli alle loro antiche tradizioni, in una evidente situazione di povertà. Al primo piano del Museo di Roma in Trastevere, che ospita l’esposizione, il lungo corridoio attorno al chiostro, abbracciato da alte mura di vetro, è lo spazio espositivo perfetto che permette allo spettatore di percorrere un cammino prestabilito, ma ben preciso, non confusionario.

 

La linea temporale prosegue quindi nella seconda sezione La transizione 1990-1998: in questo settore è evidente la rottura con il passato. La frana politica ed economica dell’Europa centrale modifica radicalmente la condizione della popolazione portando ai primi cenni di quella che sarà un’evidente sviluppo dovuto alla globalizzazione. Elementi discordanti sono presenti in queste fotografie, che rispetto alle precedenti, vedono i protagonisti all’interno delle loro abitazioni, in posa davanti all’obiettivo e non più fuori a lavorare i campi; elementi dello sviluppo tecnologico si presentano sotto forma di nuovi abiti e arredamenti che stridono all’interno delle semplici case rurali.

L’ultimo corridoio conduce alla terza sezione Guest Worker Women a Budapest 2014 – 2017il mondo contadino sta lentamente scomparendo e le donne cercano lavoro nelle città come Budapest, una vera e propria migrazione alla ricerca di un’occupazione. Korniss si concentra su queste donne all’interno dei loro luoghi di lavoro o all’interno del paesaggio metropolitano della capitale ungherese. I colori iniziano ad animare le foto di questo percorso, il quale aveva raccontato solo storie in bianco e nero. Davanti l’obiettivo, le protagoniste indossano i loro abiti tradizionali legate ad un mondo che temono sia destinato a scomparire.

Il percorso della mostra si chiude con The Guest Worker 1979-1988.  Nonostante sia un settore leggermente distaccato dagli altri, e da inserire cronologicamente tra le prime due sezioni fotografiche, qui l’artista si focalizza solo e soltanto sulla figura del lavoratore pendolare. Questo primo progetto fotografico a lungo termine è stato esposto in tutto il mondo, tra cui Stati Uniti, Monaco di Baviera, Praga e durante una mostra alla Royal Academy of Art di Londra. Per oltre un decennio l’artista segue le orme di András Skarbit, un operaio non qualificato, pendolare tra il villaggio Tiszaestár e Budapest. Il lavoro offre la possibilità, al fotografo, di entrare in contatto con il passato contadino, la quotidianità dei lavoratori, il dormitorio, le famiglie e i viaggi in treno ogni settimana.

Transizione arriva a due anni di distanza dall’ottantesimo compleanno del fotografo e dalla retrospettiva monumentale a lui dedicata dalla Galleria Nazionale Ungherese. Le sue fotografie si trovano esposte in diverse gallerie e musei e sono reperibili nelle seguenti collezioni: il Museo Ungherese della Fotografia, il Museo Déri, il Museo Laczkó Dezső  e la Galleria Nazionale Ungherese in Ungheria; il Musée Nicephore Niépce in Francia; il National Science and Media Museum nel Regno Unito; il Getty Research Center negli Stati Uniti; The Archive of Modern Conflict in Canada. Korniss, da dietro l’occhio del suo obiettivo, esamina i cambiamenti irreversibili della globalizzazione all’interno dei villaggi rurali dimostrando una forte sensibilità e un’innata capacità espressiva, riuscendo a cogliere i particolari più significativi dei personaggi del suo tempo.

Dettagli evento

Luogo:
Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio, 1/b - 00153 Roma
Date:
10/04/2019 - 02/06/2019
Orario:
Da martedì a domenica ore 10.00 - 20.00, la biglietteria chiude alle ore 19.00
Chiuso lunedì
Costo:
Intero: € 6,00 Ridotto: € 5,00 Gratuito per i residenti muniti di MIC card
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