Chi l’ha detto che Milano è famosa solamente per la Fashion Week? Il sindaco di Milano Giuseppe Sala aveva annunciato già all’inizio del 2019 che la città si sarebbe aperta alle influenze internazionali nel campo dell’architettura, del design e dell’arte. Si tratta anche di un modo coinvolgente di patrocinare l’immenso panorama artistico italiano agli occhi dei paesi e degli investitori stranieri. L’Art Week della capitale meneghina (ve ne abbiamo parlato qui) va proprio in questa direzione, tracciando una linea di azione che accompagnerà milanesi e turisti durante questa settimana.

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Oltre agli eventi previsti per il fine settimana in fiera Milanocity, la Milano Art Week si espanderà in tutta la capitale meneghina grazie all’adesione delle più famose fondazioni museali milanesi. In calendario sono previsti centinaia di eventi a cui partecipare, in particolare la sera di sabato 6 l’arte animerà le sedi delle associazioni no profit con performances sparse in ogni angolo della città. Interverranno moltissimi artisti italiani emergenti e altrettanti ospiti internazionali, tra cui diversi che esporranno per la prima volta nel Bel Paese, come nel caso dell’artista svizzero Josephsohn o di Carlos Amorales. La Milano Art Week è un avvenimento di dimensioni immense e per l’occasione verranno inaugurate esposizioni straordinarie che rimarranno aperte per i prossimi mesi. Noi di Artwave abbiamo selezionato per voi quattro inaugurazioni, fra le tantissime previste in calendario, assolutamente imperdibili.

• Carlos Amorales- L’ora dannata. Fondazione Adolfo Pini (2 aprile- 8 luglio 2019)

Gabi Scardi cura per la prima volta in Italia la personale di Carlos Amorales, artista messicano con una grande passione per la realtà sublimata in fantasia. Amorales immerge lo spettatore in una dimensione fantastica fatta di farfalle e omini neri forgiati nel metallo. Nel suo lavoro convergono moltissimi linguaggi artistici che intrecciano arte, poesia e filosofia in un’unione tra creazione e pensiero. Un bosco di 15 mila farfalle accompagnano anche la proiezione un cartone animato che rappresenta una metafora che costringe ogni spettatore a riflettere sul mistero che assoggetta la storia e le azioni umane. In questo modo la violenza di uomini su altri esseri umani diventa un tema centrale dell’intera mostra, fil rouge che accompagna le opere che si potrebbero quasi definire gentili di Amorales.

Immagine della mostra “L’ORA DANNATA” Fondazione Adolfo Pini, Milano.
CARLOS AMORALES, L’ORA DANNATA, 2019.
Foto di Andrea Rossetti, Courtesy: l’artista e la Fondazione Adolfo Pini.

 Lizzie Fitch e Ryan Trecartin- Whether Line. Fondazione Prada (6 aprile- 5 agosto)

Presso la prestigiosa fondazione milanese, i due artisti statunitensi classe 1981 indagano il concetto di “nuova” terra promessa e l’instabilità intrinseca all’appropriazione territoriale. Si tratta di un progetto creativo partito nel 2016 che vede la collaborazione di due stelle nascenti dell’arte visiva contemporanea. Il progetto verte sul tema del ritorno a casa, in questo caso la campagna dell’Ohio. Eppure, allo stesso tempo il ritorno si tramuta in una fuga dal caos della modernità. Si tratta di un’esposizione multimediale accolta dentro gli ampi spazi di Fondazione Prada e che permette al visitatore di muoversi liberamente per confrontare la propria esperienza con quella degli autori.
In occasione della Art Night, sabato 6 aprile dalle 19.00 alle 21.00 sarà prevista un’apertura speciale totalmente gratuita in cui ammirare le opere in mostra.

Wheter Line. Courtesy: Fondazione Prada

Anna Maria Maiolino- O amor se faz revolucionàrio. PAC- Padiglione d’Arte Contemporanea (29 marzo- 9 giugno 2019)

Il PAC ospita una di quelle mostre che si preannunciano assolutamente imperdibili: parliamo della prima mostra italiana ospitata da un’istituzione pubblica su Anna Maria Maiolino. L’esposizione ha dimensioni immense con 400 opere tra disegni, dipinti, fotografie, video e sculture. È prevista anche un’istallazione site specific realizzata totalmente in argilla, materiale da sempre caro all’artista brasiliana che spiega attraverso il suo linguaggio artistico le vicissitudini della dittatura brasiliana. Il sangue caldo dell’artista si percepisce in ogni sua opera, così come l’amore per la sua patria, in un suono simile alla Bossa Nova di João Gilberto. Ciò che è rivoluzionario è l’attaccamento alla realtà, che per l’artista brasiliana si esprime soprattutto grazie all’arte. La Maiolino ricerca l’uomo concreto in ogni sua opera poiché solo l’uomo che si lascia ferire dalla vita è in grado di vivere l’esperienza artistica. Addirittura il suo corpo viene inglobato in questa genesi, tanto che venerdì 5 aprile alle 19.00 l’artista verrà affiancata da Gaya Rachel per una performance dal titolo “Al di là”. Insieme esploreranno davanti agli occhi del pubblico la gestazione dell’idea e del ruolo femminile all’interno del tempo.

Anna Maria Maiolino. Courtesy: PAC Milano

• Il soggetto imprevisto- 1978, Arte e Femminismo in Italia- FM Centro per l’Arte Contemporanea (4 aprile- 26 maggio 2019)

Curata da Marco Scotini e Raffaella Perna, il 4 aprile verrà inaugurata un’esposizione collettiva che esplora l‘intervento della mano femminile all’interno dell’arte moderna. Si è individuato il 1978 come anno simbolo dell’avvento del gentil sesso grazie alla mostra esclusivamente femminile “Materializzazione del linguaggio”, tenutasi alla biennale di Venezia di quell’anno, e per il progressivo attivismo del movimento femminista italiano. L’esposizione è stata realizzata in collaborazione con il MART di Rovereto, ineccepibile struttura che ospita da anni alcune delle opere d’arte contemporanea più richieste a livello globale. La mostra si propone di far risaltare la centralità delle donne all’interno del dibattito artistico degli anni Settanta, posto che si erano guadagnate al ritmo di sangue, sacrifici e rivolte contro le famiglie di appartenenza che spesso non comprendevano i loro sogni.

Courtesy FM Centro per l’Arte Contemporanea

La Milano Art Week è la testimonianza di un’Italia che ha voglia di impegnarsi e di lavorare diventando competitiva anche sul piano internazionale. Rimanere nell’ombra di un mondo sempre più globalizzato è un rischio che ogni giorno noi italiani corriamo e continueremo a correre se non faremo tesoro delle bellezze che il passato artistico e culturale ci ha regalato e se rinunceremo a innovare e a patrocinare nuovi giovani artisti con grandissime capacità creative. Speriamo che questo evento non rimanga isolato, ma che sarà presto seguito da altre iniziative dello stesso calibo sparse per tutta la Penisola.

Fonte immagine di copertina: milanoartweek.it

Dettagli evento

Luogo:
Milano
Date:
04/04/2019 - 07/04/2019
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