Mercoledì 12 febbraio 2020 Umberto Croppi, Presidente della Quadriennale di Roma già da metà anno, ha presentato nella Sala del Tempio di Adriano a Roma le partnership istituzionali, il piano di sviluppo e le azioni in programma della Fondazione e le novità riguardanti l’Arsenale Clementino a Porta Portese, di cui vi abbiamo parlato in passato, un complesso monumentale che il MiBACT ha destinato alla Fondazione. Come Direttore artistico della Quadriennale di Roma compare invece il nome di Sarah Cosulich, che ha tracciato un consuntivo delle attività svolte nel biennio 2018-2019 nell’ambito della preparazione della Quadriennale d’arte 2020, che si inaugura il 1° ottobre 2020 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Il Palazzo delle Esposizioni in occasione della 16a Quadriennale d’arte, Roma 2016
Courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma
Foto OKNOstudio

LA 17ESIMA EDIZIONE

La mostra verrà inaugurata il 1° ottobre e occuperà entrambi i piani di Palazzo delle Esposizioni, per un totale di quasi 4000 mq di superficie espositiva, con una quarantina di artisti presenti e una particolare attenzione a restituirne progetti e immaginari rappresentativi. Un’esposizione che vuole proporre una prospettiva inedita sull’arte italiana a partire dagli anni Sessanta a oggi, con uno sguardo alle ricerche attuali e a una serie di percorsi transgenerazionali che esplorano posizioni ancora poco presenti nelle narrazioni canoniche dell’arte italiana, dando spazio e rilevanza alla complessità di alcune poetiche, di posizioni liminali al confine tra diverse discipline. La Quadriennale d’arte 2020 quest’anno si prepara alla sua diciassettesima edizione e punta a rinnovarsi, non più quindi una rassegna ma una mostra dal forte taglio curatoriale e di respiro internazionale. Si valuterà quindi il risultato di un percorso di studio, di ricerca e approfondimento condotto negli ultimi due anni da Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol, in un continuo confronto anche con la storia dell’istituzione, il suo archivio, il suo patrimonio storico e di conoscenza.

 

LA STORIA DELLA QUADRIENNALE

La Quadriennale nasce nel 1927 per l’intuizione e l’impegno di un artista, Cipriano Efisio Oppo, ed è l’unica istituzione nazionale che ha come missione esclusiva il compito di indagare, censire, certificare e promuovere ciò che si muove nelle arti visive all’interno del territorio nazionale per poi proiettarlo sul piano internazionale. Sin dagli esordi la Quadriennale diviene la più importante competizione artistica a livello nazionale sia per il risalto delle varie rassegne in Italia e all’estero, sia per gli incentivi dati ai partecipanti per mezzo di una sostanziosa campagna di acquisizioni.

XII Quadriennale d’arte, Ultime generazioni, Palazzo delle Esposizioni, Roma 1996
Courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma
Foto Giuseppe Schiavinotto

Parlando di numeri: 16 sono state le edizioni sin ora svolte, che hanno visto la partecipazione di oltre 6.000 artisti; registrando i nomi di grandi protagonisti del Novecento che hanno conosciuto una prima importante affermazione in una delle edizioni della Quadriennale, da Pericle Fazzini a Renato Guttuso, da Emilio Vedova a Giosetta Fioroni, da Gino De Dominicis a Vanessa Beecroft solo per citarne alcuni.
Circa 2.700 le opere in mostra e acquistate finora per le collezioni del Comune di Roma, dei Ministeri, banche ed enti pubblici di varia natura.
Più di 100 le esposizioni realizzate all’estero: la prima risale al 1931, strutturandosi come una mostra itinerante che ha attraversato gli Stati Uniti, allestita nei musei di Baltimore, Syracuse e Cleveland con una selezione di 72 opere esposte alla I Quadriennale. Un impegno continuato fino all’ultima mostra segnalata, dal titolo Pittura in Italia 1950-60 del 1997, svoltasi presso il Museo delle Belle Arti di Budapest.

NON SOLO OPERE: L’ARCHIVIO

L’archivio, che deriva da un operato di quasi un secolo di ininterrotta attività dell’Istituzione, costituisce una fonte difficilmente eguagliabile di dati, ma è anche materia viva di studio e divulgazione: 14.000 fascicoli di documentazione su artisti del XX e XXI secolo, 2000 fascicoli e registri dell’Archivio Storico, 250 buste di carteggio, 30.000 immagini fotografiche, 400 video, 1000 manifesti, 40.000 volumi, 2150 riviste d’arte, 10 fondi archivistici e 8 fondi librari acquisiti per donazione, fra gli altri di Bianca Attolico, Giovanni Carandente e Lorenza Trucchi.
L’attività editoriale, svolta a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, ha visto la pubblicazione di due collane editoriali: “Quaderni della Quadriennale” (21 uscite) e “Archivi dell’arte contemporanea” (4 uscite), cui si aggiungono una decina di opere monografiche, che rappresentano fondamentali approfondimenti sulla storia delle vicende artistiche del XX e XXI secolo.

come ogni altro organismo la Quadriennale ha il dovere di ripensarsi costantemente, di misurarsi con le condizioni ambientali che mutano, con le nuove esigenze, con un più forte rapporto con la città e con gli operatori, con la persistente vitalità degli obiettivi, allo scopo di rafforzare sempre di più il suo ruolo di promozione dell’arte italiana sia nel nostro Paese che all’estero.”        (Umberto Croppi)

Fondamentale in questo percorso è stato il sostegno dei tre soci istituzionali, MiBACT, Regione Lazio e Roma Capitale che coprono il funzionamento della Fondazione. Tra i dati presentati, il rinnovato impegno del Ministero per la realizzazione della mostra 2020 con un esborso pari a un milione di euro; l’assegnazione da parte del MiBACT dell’Arsenale Clementino di Porta Portese, che doterà la Fondazione, per la prima volta, di spazi dove poter moltiplicare le attività di ricerca e divulgazione, svolgere un’attività costante di esposizioni, laboratori, convegni e formazione, in un quadrante strategico della città per un esperimento di rigenerazione basato sulla cultura e sull’arte.

Rendering del progetto di ristrutturazione dell’Arsenale Pontificio a Porta Portese, prossima sede della
Fondazione La Quadriennale di Roma
Courtesy Insula architettura e ingegneria

Tra le principali direttrici che la Quadriennale si prefigge nel prossimo quadriennio ci sono il ritorno a uno spirito originario di porre al centro l’attività degli artisti, offrire occasioni di incontro tra collezionisti e artisti per sostenere anche in via indiretta la produzione artistica dei talenti, allacciare rapporti le altre istituzioni del contemporaneo sia pubbliche che private al fine di costruire una rete, ma anche con università, accademie e istituti di formazione e divenire uno dei principali punti di riferimento per aziende e fondazioni bancarie. Punti, questi, estremamente ambiziosi considerando l’apparente immobilità di Roma sul piano culturale, ma staremo a vedere.

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