Il ducato degli Sforza è stato uno dei periodi più fiorenti della storia di Milano, un’età che trasformò la città, donandole fra i più bei monumenti tardo medioevali che ancora oggi è possibile ammirare camminando per le vie del centro. Purtroppo alcune di queste sono rimaste sepolte per secoli, accessibili solo a pochi studiosi o addetti ai lavori. Una fra queste si trova al di sotto di quella che ora è l’Università Statale di Milano, e che nel XV secolo fu il primo grande agglomerato ospedaliero della storia d’Europa: il Sepolcreto della Ca’Granda.

Riportato alla luce ed aperto al pubblico nel gennaio 2018 grazie alla operato del Gruppo MilanoCard, che dal 2015 si occupa dell’apertura e gestione di monumenti chiusi, il Sepolcreto viene oggi arricchito dall’arte contemporanea dell’artista Shirin Neshat, affiancata dall’installazione site-specific del designer Henry Timi. Il percorso espositivo intitolato “Ritorno alla luce” occupa l’intera lunghezza della cappella sotterranea e si divide in due zone: nella parte più profonda e oscura si trova l’opera video dell’artista Iraniana intitolata “Pulse“, mentre sotto le volte affrescate che portano all’unica finestra presente si trova l’installazione terram anima caelum di Henry Timi, che valorizza il luminoso cielo dipinto sulle arcate.

Il video di Shirin Neshat sembra essere nato appositamente per il sotterraneo, presentando una stanza seminterrata, illuminata da una sola finestra, dove una donna, isolata dal resto del mondo, abbraccia una radio, unica comunicazione che possiede con l’esterno. Grazie al sound design e alla poesia del mistico Rumi, poeta del XIII secolo, cantata in lingua araba dalla voce candida di Sussan Deyhim, si è trasportati e in uno spazio intimo, che si situa al di là delle barriere linguistiche, temporali e culturali. I versi, sull’imprigionamento nella materialità degli esseri umani, e il suono ritmico che riecheggia dall’inizio alla fine della proiezione riempiono l’intera cappella e ci accompagnano lungo i quattro pozzi creati da Henry Timi, situati sopra le bocche dove venivano un tempo calati i degenti defunti dell’ospedale. Situati all’interno di basamenti di terra rossa macinata a mano, dal colore simile alla pavimentazione in cotto, i pozzi cilindrici costruiti di specchi, riflettono l’affresco azzurro della volta, creando un affascinante continuum tra cielo e terra, che, in dialogo con il video di Shirin Neshat, congiungono la Storia al contemporaneo. Le relazione tra l’opera dell’artista Iraniana, il design minimalista dei pozzi e il Sepolcreto medioevale portano lo spettatore a riflettere sulle complesse sfaccettature della realtà contemporanea, dalla necessità di salvaguardare l’eredità del passato al rapporto tra lo spazio privato e quello pubblico, dal ruolo della figura femminile all’importanza dello scambio multiculturale.

Grazie alla collaborazione tra il Gruppo MilanoCard, Ar.Se – il Percorso dei Segreti, Artache e la fondazione Ca’Granda Policlinico di Milano, è ora possibile visitare sia il Sepolcreto che l’Archivio Storico, dove sono custoditi documenti che raccolgono la storia di Milano e dell’ospedale, che ospiteranno la mostra Ritorno alla luce fino al 15 settembre 2018, un percorso in grado di far vibrare il corpo e lo spirito dello spettatore e portarlo al confine tra realtà e misticismo.