di Maddalena Scarabottolo

La mostra “Roads of Arabia. Tesori Archeologici dell’Arabia Saudita” si articola a partire da reperti appartenenti alla preistoria fino ad arrivare alle testimonianze dell’età romana imperiale e alla tarda antichità.

Le opere esposte permettono di arrivare ad assaggiare con l’uso del raziocinio e della fantasia la profondità storica e la varietà culturale del Regno.

Gioielli, vasellame, statue, vetri, alabastri, affreschi, metalli e pietre preziose rappresentano una breccia dalla quale cominciare a far luce su un patrimonio archeologico, artistico e storico ancora poco noto. Grazie alle recenti scoperte effettuate dalla missione archeologica italiana dell’Univesità Orientale di Napoli, sul sito dell’antica Adummatu, condotta da Alessandro de Maigret e proseguita da Romolo Loreto, lo spettatore si può rendere conto di come le vie mercantili abbiano tenuto aperte per secoli le comunicazioni e gli scambi tra l’Arabia e il mondo greco – romano oltre a dirigersi timidamente verso l’India.

Alda Fendi, che ha supportato l’evento con la sua Fondazione, asserisce infatti che la scelta di allestire la mostra proprio alle Terme di Diocleziano non è un caso: “anche se è un posto un po’ sconosciuto per i romani, possiede una magia incredibile e qui l’archeologia italiana e quella araba si sposano molto bene. Questi scambi culturali sono importanti perché la cultura porta democrazia e libertà”.

Un dialogo antico ma allo stesso tempo contemporaneo che permette di leggere questa esposizione, come sostiene Raffaele Curi, il direttore artistico della Fondazione Alda Fendi Esperimenti, “non come una fredda mostra ma di farla rinascere come un continuo colloquio tra varie forme d’arte ed epoche”.

Il visitatore si trova così di fronte a una vera e propria comunicazione culturale dove mescolanze e appropriazioni artistiche non vengono percepite come “strane” ma “affini”: un viaggio ideale che trasporta in un mondo simile al proprio attraverso l’ammirazione.

L’apprezzamento per ciò che si vede per la prima volta aumenta ancora di più quando ci si rende conto che ci si trova di fronte a ricchezze archeologiche provenienti da siti arabi e islamici inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Lo scopo di questa esposizione itinerante, che è giunta alla sedicesima edizione, è quello di costruire un ponte tra i popoli del mondo avvicinandoli alla civiltà e al patrimonio culturale-artistico del Regno, trasmettendo l’idea che la cosiddetta fioritura o rinascita di un paese parte sempre dalla promozione e la valorizzazione della cultura in tutte le sue forme.

Immagine di copertina: Allestimento della mostra ©Ministero della Cultura dell’Arabia Saudita
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