In questi ultimi anni Roma sta vedendo una rinascita dell’arte contemporanea grazie alla comparsa di nuove gallerie d’arte private. Tra questi spazi innovativi possiamo indicare la galleria 28 Piazza di Pietra, situata nell’omonima piazza, curata e gestita dalla giovane e talentuosa Francesca Anfosso.

La galleria, che prende il nome dalla piazza romana dove sorge, si pone l’obiettivo di promuovere l’arte contemporanea in tutte le sue forme, con un’attenzione particolare alla pittura figurativa e alla fotografia italiana e internazionale.

Da questo interesse per la pittura figurativa italiana nasce la mostra “Rovine Urbane” dedicata all’artista emergente Andrea Capanna (Roma, 1969). Rovine Urbane è la seconda mostra dedicata all’artista e riparte dal punto in cui si era interrotto il primo flusso espositivo. Le due mostre presentano la visione dell’artista riguardo la sua città natale. Andrea Capanna non vuole mostrare una città sfarzosa e grande, ma una Roma sgretolata, logora e antica.

Le opere pittoriche di Andrea Capanna vogliono richiamare i graffiti che decorano i muri della città eterna. Per l’artista, le scritte private o pubbliche, i manifesti di vario genere o i graffiti, presenti sui muri della città di Roma, testimoniano il tempo che scorre. Considera questi elementi come una sorta di “ponte” tra il passato e il presente.

Il lavoro di Andrea richiama le opere di dècollage realizzate da Mimmo Rotella (1918-2006). Entrambi gli artisti vogliono richiamare il passato attraverso i manifesti o le scritte presenti sui muri della città eterna, ma prediligono l’utilizzo di tecniche diverse.

Se Mimmo Rotella preferisce strappare i manifesti pubblicitari di prodotti o di cinema, Andrea Capanna, prende alcune fotografie dei monumenti romani e ci dipinge sopra con colori come il blu, il beige e i gialli. Successivamente, attraverso l’utilizzo di spatole, l’artista dà vita ad un effetto “rovinato”. Andrea vuole che i suoi quadri ricordino i graffiti o i manifesti, che sotto alle intemperie, sono tutti rovinati e danneggiati.

Non conosciamo precisamente tutto il processo e i materiali che utilizza Andrea Capanna per arrivare all’opera completa. L’artista infatti vuole che sia lo spettatore a scoprire il processo seguito per realizzare le sue creazioni.

Il curatore Gianluca Marziani spiega con  queste parole il modus operandi dell’artista:

Non possiamo svelare le tecniche e i segreti di Andrea Capanna. Rivelare i processi dietro l’opera sarebbe come chiedersi che marca di neon usasse Dan Flavin o chi fornisse gli orinatoi a Marcel Duchamp. Le informazioni tecniche restano chiuse nel laboratorio privato dell’autore. L’artista restituisce al mondo il risultato di questo processo, invia al pubblico la sua versione fragilmente resistente, la sua terapia estetica che irradia influenze visive e vertigini sentimentali. La sua Roma è dura e al contempo avvolgente, sfacciata e silenziosa, latina e internazionale, selvaggia e amorevole come una lupa coi suoi cuccioli svezzati.

Rovine Urbane si concentra interamente sulla Città Eterna, volendo unire il suo lato moderno con quello antico. Proprio per mantenere questo collegamento, Capanna, mescola tecniche manuali con soluzioni a tecnologia low-fi, così da consolidare questo “ponte” tra i mondi passati e presenti.

Tutti i dipinti presentati lasciano un senso di malinconia e tristezza, ci mostrano il tempo che scorre, un tempo che non risparmia nessuno, nemmeno Roma. Quando vediamo i monumenti della capitale pensiamo che siano eterni, come se fossero esenti dallo scorrere del tempo. “Rovine Urbane”, invece, vuole disfare questo nostro “credo” mostrandoci, senza alcun filtro, la cruda realtà del tempo.

Andrea Capanna, Monnavanna

 

ANDREA CAPANNA – CENNI BIOGRAFICI

Andrea Capanna, Viscosa 3

Andrea Capanna( Roma, 1969) è un artista che vive e lavora nella città di Roma.

Nel 1994 l’artista si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma. Successivamente si iscrive al corso di “Teorie e Pratiche dell’Antropologia” presso l’Università La Sapienza di Roma.

Alcune serie dell’artista, come quella intitolata “Low Profile”, prendono forma attraverso la rimozione di diversi strati pittorici. Andrea Capanna, infatti, prima ricopre il supporto con diverse passate di vernice, e poi successivamente, con una spatola, elimina lo strato superficiale per creare particolari ritratti. Questo processo vuole richiamare il processo di usura che coinvolge i muri delle costruzioni. L’intonaco che li ricopre, infatti, dopo diversi anni di abbandono, cade rendendo nudo il muro sottostante, e rivelando così la sua origine per raccontarci la sua epoca.

Andrea utilizza diversi materiali per creare le sue opere, possiamo ritrovare, sabbia, cemento, calce e intonaco.

La mostra presentata dalla galleria di Francesca Anfosso, curata da Gianluca Marziani, vuole mostrare la città di Roma analizzata dall’occhio dell’artista.  La galleria 28 Piazza di Pietra è una delle poche gallerie romane che cercano di promuovere l’arte contemporanea all’interno della città. Se siete di Roma o se avete in programma di recarvi nella capitale, vi consigliamo di fare un salto in questa incredibile e innovativa galleria d’arte.

Dettagli evento

Luogo:
Palazzo Ferrini-Cini, Piazza di pietra28, Roma
Date:
16/05/2019 - 31/07/2019
Orario:
Lun-Sab, h. 11:00-13:00/16:00-20:00
domenica e lunedì mattina chiuso
Costo:
Ingresso Libero
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