Sant’Andrea de Scaphis è l’antico nome di una chiesa sconsacrata negli anni ’40 situata nel cuore di Trastevere. Questo ex luogo di culto, che in passato fu anche sede di una falegnameria e che in seguito è rimasto chiuso per diversi anni, dal 2015 è diventato uno spazio consacrato all’arte contemporanea. L’idea è venuta al gallerista newyorkese Gavin Brown, proprietario di altre due gallerie nella Grande Mela (una situata nel Lower East Side, l’altra, di recente apertura, ad Harlem), che a Roma ha voluto aprire un luogo dedicato all’arte con un’impostazione diversa rispetto alle sue esperienze precedenti. Il suo intento fin dall’avvio di questa avventura – iniziata con un’esibizione dell’artista Rirkrit Tiravanijaera quello di rendere Sant’Andrea de Scaphis un project space in cui poter accogliere non solo mostre d’arte ma anche performance, reading ed eventi di diversa natura. Un progetto nato dall’amore del gallerista per la città eterna nel quale si intrecciano passato e presente e si instaura una relazione speciale tra gli artisti e lo spazio architettonico.

Courtesy of the artist and Gavin Brown’s enterprise, New York/Rome
Photo: Gilda Aloisi

Nella galleria romana che in passato ha accolto le opere di artisti del calibro di Jannis Kounellis, Joan Jonas, Urs Fischer, fino al 26 gennaio è possibile visitare la mostrattempioossempioozzempioo” di Charlemagne Palestine.

Artista poliedrico, conosciuto soprattutto come musicista e compositore, per la sua esposizione nella chiesa sconsacrata ha usato degli elementi ricorrenti nei suoi lavori artistici: una musica ipnotica e un pianoforte a coda (suo strumento prediletto) ricoperto da coloratissimi peluche. Questi ultimi, che Palestine ama definire come le sue “Divinità” e che compaiono regolarmente durante i suoi concerti dal vivo, nella mostra sono anche adagiati per terra, posti dentro una valigia e fatti pendere dal soffitto.

Ad illuminare Sant’Andrea de Scaphis sono tre Mirror Balls – le tipiche sfere argentate simbolo delle serate disco anni ’70-’80- e alcuni fari. L’artista, con un passato da “suonatore di campane” (lo ha fatto per quasi 8 anni, nascondendosi nella torre della chiesa protestante St. Thomas di New York), è riuscito, soprattutto grazie alla musica da lui stesso composta, a creare un’esperienza immersiva e fortemente coinvolgente per i visitatori.

“Nell’opera di Charlemagne Palestine c’è una forte idea di spiritualità – ci ha raccontato Marta Federici, che lavora nella galleria romana di Gavin Brown fin dalla sua nascita – e per lui è importante che i luoghi in cui propone la sua arte abbiano un’anima. L’artista è stato infatti molto felice di poter esporre qui”.

Dettagli evento

Luogo:
Sant’Andrea de Scaphis, Via dei Vascellari 69, Roma
Date:
14/12/2018 - 26/01/2019
Orario:
dal giovedì al sabato
dalle 11:00 alle 18:00 o su appuntamento
Costo:
ingresso gratuito
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