di Delia Amendola

Luoghi nei quali natura e architettura si mescolano in un abbraccio discorsivo tra riqualificazione e reinterpretazione degli spazi urbani: sono questi (e non solo) i soggetti principali scelti per l’esposizione al Castello del Valentino a Torino. Si tratta di un’innovativa rivisitazione – attraverso l’utilizzo dello scatto fotografico – non solo di spazi potenzialmente utili e reinseribili in un progetto di riqualificazione, ma anche di spazi riadattati in chiave differente dalla loro prima natura, di luoghi “macchiati” di arte o culturalmente significativi, di strutture che caratterizzano un territorio o di spazi distinguibili nel processo di trasformazione edilizia.

Il Castello del Valentino, Torino. Fonte: mole24.it

Un’ottica diversa e innovativa quella del “Searching for Hybrid Spaces” che unisce l’arte alle tematiche di “urban rigeneration” contemporanee e che viene inserita nell’ambito della concezione di “spazio ibrido”. Sono sei, infatti, le chiavi interpretative, in relazione al concetto di spazio ibrido, portate avanti dal progetto in questione: Temporary– spazi in cui il ruolo del processo di trasformazione, nell’estetica e nella natura, è ben visibile, Leisure– il tempo libero che si adatta ad uno spazio ibrido, Culture– spazi caratterizzati dall’arte, dalla conoscenza o dalla cultura, Living– nuove forme abitative e gli usi differenti di cui possono rendersi protagoniste, On Hold– gli spazi abbandonati, vuoti, riqualificabili e, infine, Working – le strutture adibite al lavoro che hanno trasformato la propria essenza e si sono adattate a nuove esigenze.

La copertina dell’evento

Dettagli della mostra fotografica

L’esibizione fotografica – promossa dal Progetto UNTITLED del dipartimento DIST del Politecnico di Torino – può essere considerata, dunque, come un racconto in immagini di paesaggi urbani europei che meglio rappresentano il concetto di spazio ibrido. Cinque sono state le aree urbane scelte per l’esplorazione fotografica: Lipsia (Germania), Saint-Étienne (Francia), Nantes (Francia), Łódź (Polonia) e tre città della regione “Ruhr”– Duisburg, Bochum e Münster (Germania). Città europee, queste ultime, significative per due linee guida basilari che si sono poste i curatori dell’evento Alessandro Delladio, Lorenzo Attardo e Marco Santangelo: il confronto con la città di Torino (per tale motivo non sono state considerate grandi città o capitali) e la possibilità di un referente per ogni luogo scelto. L’analisi e l’osservazione delle aree che meglio rappresentassero lo spazio ibrido e, dunque, sono state portate avanti nella concezione di una promozione di un determinato territorio. L’esplorazione concretata dal Progetto UNTITLED si è posta l’obiettivo di comprendere il contesto, la storia e la tradizione dei territori analizzati, degli spazi scelti e, soprattutto, di indagare sulla concezione che gli stessi cittadini e abitanti delle varie città hanno di quegli spazi potenzialmente fecondi.

La mostra fotografica al Castello del Valentino, infine, altro non può essere che un viaggio inaspettato, un percorso tra territori inesplorati che riattiva, nel visitatore, i concetti di recupero, di contemporaneità, di ecosostenibilità e, soprattutto, di immaginazione: quella che serve all’uomo per la rifondazione dell’idea di bellezza; lontana dalla banalità, dallo spreco e da uno sviluppo edilizio totalmente avventato. Difatti, se ci volessimo abbandonare nelle funzionalità di questo progetto e capirne davvero il significato più profondo, basterebbe solo citare una delle frasi più significative della fotografa statunitenseDiane Arbus: “Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate”. L’anima della mostra fotografica “Searching for Hybrid Spaces”, difatti, è anche un invito ad andare oltre l’apparenza, ad immaginare ciò che non è possibile catturare con gli occhi.

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