di Rossella D’Antonio

La rassegna è stata promossa dal Teatro Stabile di Napoli Teatro Nazionale e Parco Archeologico di
Pompei, in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia 2019,
Teatro Nazionale di Genova, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Fondazione Matera Basilicata 2019. Giovedì 20 giugno il primo appuntamento (con repliche anche i due giorni successivi) con La Tempesta di Shakespeare nella messa in scena di Luca Fusco, le coreografie sono firmate da Emio Greco e con protagonisti Eros Pagni e Gaia Aprea. Si tratta, come per i successivi due spettacoli, di una prima assoluta. Luca Fusco presenta il suo lavoro, seguendo le intenzioni di “commiato” shakespeariano: «La tempesta è un addio – dichiara il regista nelle note – l’addio di Shakespeare al teatro, l’addio ad un tipo di teatro che spezza la bacchetta magica e rinuncia alle sue magie, ormai superate dal tempo. Noi ne faremo un atto di addio al Novecento che deve subire l’arrivo del nuovo millennio».

Teatro Grande Pompei – Ph. Sergio Marra, Valeria Prestisimone

Dal 27 al 29 giugno va in scena Edipo a Colono di Sofocle con una rilettura dell’antica opera data dal regista lituano Rimas Tuminas e dalla riscrittura di Ruggero Cappuccio, che introduce il fil rouge dell’opera dichiarando: « L’Edipo a Colono di Sofocle è forse il più alto paradigma del dolore. In esso risplendono le radici delle energie misteriose che il genere umano è stato chiamato a sfidare nell’arco di migliaia di anni. La trasmissione transgenerazionale del male brilla in una forma poetica in cui filosofia, ritualità e libero arbitrio si danno un appuntamento fatale». Il terzo appuntamento è per il 4, 5 e 6 luglio, ritorna al Teatro Grande di Pompei il regista Andrea De Rosa con il Satyricon di Francesco Piccolo che reinterpreta l’opera di Petronio. Lo scrittore ha dichiarato sarcastico: «La decadenza di Roma, l’opulenza disperata, la corruzione, il mecenatismo un po’ burino. Le feste, le cene. Tutto questo è stato già raccontato da Petronio ed è però ancora tutto da raccontare».

Scorcio del Teatro Grande Pompei – Ph. Sergio Marra, Valeria Prestisimone

La rassegna si conclude anche quest’anno con la danza contemporanea, in scena dall’11 al 13 luglio. La compagnia israeliana Vertigo Dance Company con le coreografie di Noa Wertheim, dopo il successo ottenuto a Matera, approda a Pompei con Il paradiso perduto. Leela. In questo spettacolo si declina lo stile semi astratto, allusivo, surreale tipico della coreografa e si fa un chiaro riferimento al controverso rapporto dell’uomo moderno con la natura, una delle linee portanti dell’alfabeto artistico di Vertigo Dance Company, la cui sede di lavoro è un kibbutz vicino a Gerusalemme, completamente autosufficiente in termini ecologici. Ma nel tema del Paradiso perduto sarà certamente presente l’eros, altro tema ricorrente del lavoro della compagnia.

L’imminente inizio della nuova edizione del Theatrum Mundi potrebbe finalmente fungere anche da balsamo per poter lenire l’acceso dibattito, ancora rovente, riguardante la fine del restauro del Teatro Grande. I lavori gestiti dall’ ex commissario straordinario del Parco Archeologico di Pompei Marcello Fiori, suscitarono nel 2010 immediatamente perplessità. La conclusione del restauro ha portato alla recente condanna dell’ex commissario, da parte della Corte dei Conti, al pagamento di un salato risarcimento. Fiori di fatto non ha rispettato il codice dei beni culturali e ha realizzato un “restauro show”, come è stato definito nella sentenza emessa, compromettendo la sicurezza e la tutela del bene archeologico, facendo inoltre lievitare i costi oltre ogni ragionevole giustificazione. Ora si spera che si spengano i riflettori sulle polemiche e si accendano solo quelli dell’arte in un teatro che, da 2200 anni, non smette di affascinare e restituirci echi immutati di cultura, bellezza e voglia di naufragare nella benevola catarsi tanto decantata dagli antichi.

Dettagli evento

Luogo:
Teatro Grande Pompei
Date:
20/06/2019 - 13/06/2019
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