Sembra di essere catapultati in un altro mondo quando si accede alla visita di Squid Dinner, la mostra curata dal collettivo The Orange Garden a Roma e che ha come protagonista un uomo anfibio.

L’acqua è da tempo il filo conduttore delle opere e delle performances di Giovanni Vetere, ma stavolta l’artista si è superato: per quest’occasione infatti, Vetere ha deciso di realizzare una performance subacquea in cui lui stesso impersona una sorta di uomo-pesce in grado di respirare sott’acqua e di adattarsi all’ambiente acquatico.

Ph. Giorgio Benni

Il visitatore è invitato a seguire un percorso multisensoriale, accompagnato dalle musiche oniriche di Filippo Tosti che, partendo da una sorgente artificiale, si snoda per tutta la lunghezza della galleria attraverso un corso d’acqua che poi sfocia in un piccolo bacino lacustre, con tanto di piante, rocce e terriccio, a ricreare un ambiente il più naturale e realistico possibile.

All’interno di questa “piscina” artificiale lo spettatore resterà stupefatto quando, aguzzando la vista, troverà il giovane artista, con indosso una muta traspirante, galleggiare leggiadramente sott’acqua, attaccato solo ad un semplice tubo di plastica che gli permette di assimilare ossigeno dall’atmosfera esterna.

Passata la sensazione di stupore, il visitatore inizierà a prendere confidenza con l’ambiente circostante, anche grazie al clima umido-tropicale ricreato all’interno della galleria che permette di distendere corpo e mente, e a osservare il luogo in cui si trova con occhi nuovi, immaginandolo come set di un film fantascienza (vengono in mente la pellicola vincitrice di quattro premi Oscar, “La forma dell’acqua“, o la terza prova a cui deve sottoporsi il maghetto nel film “Harry Potter e il calice di fuoco”) o come metafora di un mondo post-apocalittico, in cui l’uomo sia costretto ad adattarsi ad un ambiente ostile e completamente diverso da quello in cui era stato abituato a vivere fino a quel momento.

Ad accompagnare il pubblico ci sono anche le sgargianti sculture in terracotta realizzata sempre da Giovanni Vetere, che sono ovviamente ispirate al mondo acquatico e naturale, in pendant con l’ambiente artificiale in cui sono state collocate. Quasi a simboleggiare nuove specie vegetali e floreali che potrebbero nascere e prosperare in un ipotetico mondo post-umano, un pianeta diverso e misterioso, ma non per questo più pericoloso di quello che conosciamo oggi.

Per Squid Dinner Vetere propone una reale dimostrazione delle teorie dell’Homo Aquaticus, un’evoluzione della specie umana capace di adattarsi alla vita sott’acqua, di Jacques Yves Cousteau, abbandonando l’utopia e affacciandosi ad una realtà futura che apre nuovi orizzonti e pone tante domande sul sistema di sostenibilità della società contemporanea.

L’atto performativo di Squid Dinner offre quindi una chiave di lettura sofisticata sugli urgenti problemi politici, sociali e scientifici del nostro tempo, e promuove la consapevolezza della possibilità di un mondo alternativo al nostro, dove sembra non esserci spazio per temi come ecologia e sviluppo sostenibile.

La performance di Giovanni Vetere mette alla prova ogni precostituita consapevolezza del pubblico e la sua capacità di adattarsi a un nuovo ambiente. La mostra sfida il pubblico ad abbracciare il nuovo, inoltrandosi all’interno di un inconsueto paesaggio, innescando tensioni tra la sua capacità adattiva e la volontà di farlo. Mentre stimola la percezione sensoriale, allo stesso tempo la mostra costringe il pubblico a scoprire un nuovo significato di adattabilità dell’uomo rispetto alla natura.  

Squid Dinner oscilla tra limmaginazione e la realtà. Mettendo in mostra la simbiosi tra uomo e natura, lartista, con la sua performance, porta alla luce la linea sottile che divide il mito dalla scienza.

Prendendo in esame lequilibrio del rapporto tra uomo e natura, la mostra genera così una riflessione sul senso di mutabilità e adattabilità della specie umana. Così, mentre l’innalzamento dei mari minaccia le nostre città, la vita subacquea non si presenta più come una possibilità remota ma, piuttosto, come un ipotetico scenario futuro.

 

CHI È GIOVANNI VETERE?

Giovanni è un’artista che vive a Londra e studia fotografia e Arti visive a Camberwell College of Arts. Ha iniziato la sua carriera approcciandosi alla fotografia e ricevendo un premio dall’università per una residenza artistica nell’accademia d’arte CAFA a Pechino.

Nel corso del tempo, approfondendo la sua ricerca e la sperimentazione, si è avvicinato alla performance e alla scultura. Questa nuovo studio lo ha portato a studiare la relazione tra performer e audience e il ruolo che assume la scultura all’interno della performance.

Ha esposto in diverse città europee come Londra, alla CGP Gallery per l’evento Unit, una selezione di giovani artisti londinesi invitati ad esporre un opera rapressentante della loro pratica artistica; all’Aia per il performance art festival This is Live!, un evento che celebra la performance come mezzo artistico nell’attualità; e a Roma per la mostra Shapes, curato dal collettivo Astarte, che coltiva la missione di scoprire giovani talenti nell’arte e nella musica.

Giovanni è stato anche selezionato a partecipare alla Florence Biennale che si è tenuta l’anno scorso alla Fortezza dal Basso,a Firenze.

 

IL COLLETTIVO: THE ORANGE GARDEN

Fondato nel 2014 da Arturo Passacantando e Tommaso de Benedictis, The Orange Garden è un collettivo curatoriale romano che ha lo scopo di mettere in luce il talento di artisti locali ed internazionali. The OG guarda al futuro con l’occhio dei giovani, indagando i problemi del mondo in cui viviamo e proiettandosi in un ipotetico “domani”. Dopo il successo di “Hyperland“, con Squid Dinner The Orange Garden sottolinea l’importanza della ricerca e promozione di giovani artisti italiani di stampo internazionale.

 

THE ORANGE GARDEN presents SQUID DINNER by GIOVANNI VETERE

Durata: 18 ottobre – 8 novembre

Giorni e Orari: da martedì a sabato, 14:00 – 19:00 (esclusi giorni festivi)

Orari Performance: 18 – 27 Ottobre, 16:00 – 19:00, poiché solo su appuntamento

Costo: gratuita

Via Crescimbeni 11, 0084 Roma

Per saperne di più sulla mostra e sul collettivo: www.theorangegarden.co

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