Dal 2 marzo 2020 la Bertolami Fine Art di Roma, sita in Palazzo Caetani Lovatelli, insieme all’Archivio Titina Maselli, apre le sue porte ad una retrospettiva unica sulla vita e le opere dell’artista Titina Maselli. L’esposizione punta lo sguardo e analizza accuratamente la figura della pittrice, venuta a mancare esattamente 15 anni fa. Artista dal grande talento, anima forte e coraggiosa, che Francesco “Citto” Maselli, fratello minore e grande regista italiano, ricorda con affetto:

“Erano in tanti innamorati di lei. Anzi, nel mio ricordo di fratello minore incantato e adorante, lo erano tutti. […] Ho sempre ammirato Titina per il coraggio con cui, sola, affrontava tutto.”

Il percorso espositivo porta il grande pubblico alla riscoperta di una delle maggiori artiste italiane del secondo dopoguerra. Diverse sono le sezioni che esplorano il suo immaginario ed entrano a stretto contatto, non solo con la sua evoluzione pittorica, ma anche con la sua vita privata, attraverso le testimonianze di chi ha avuto il piacere di conoscerla ed incontrarla. Il catalogo della mostra è a cura di Claudia Terenzi, con i testi di Francesco Maselli, Claudia Terenzi, Sabina de Gregori e Lorenzo Fiorucci.

LE PRIME OPERE  

L’esposizione parte con una selezione di opere molto significative, le quali demarcano i primi lavori dell’artista, dai dieci ai vent’anni. Ci troviamo nell’appartamento di Via Sardegna a Roma, ed è questo l’ambiente caro a Titina, la quale si concentra nel realizzare ritratti e nature morte, completamente attratta dalla contemporaneità. Stranamente non è attratta dai libri d’arte del padre, Enrico Maselli, grande critico d’arte e letterario: la pittrice si concentra sulla realtà e su ciò che la circonda, questa declinazione sembra quasi insita in lei appartenente ad un’élite culturale. L’artista si ciba, senza rendersene conto, dell’ambiente che la circonda e lo fa suo.

LA PRIMA PERSONALE

Il 1948 è l’anno della prima personale della pittrice, presso la Galleria dell’Obelisco di Roma. Le sue opere cominciano ad essere notate, la sua arte diventa il suo mestiere e se prima i soggetti da lei esplorati erano le mura della sua casa e le persone a lei vicine, adesso tutto si trasforma. La città e la notte fanno parte del mondo in cui Titiana si sente al sicuro: percorre le strade della Capitale, ma non i vicoli di una Roma antica, bensì la modernità urbana, i palazzi, le insegne pubblicitarie.

“Era affascinata dai residui della giornata che occupavano i marciapiedi: pezzi stracciati di giornali, pacchetti ripiegati di Luky Strike, bucce di mela o di banana”

Così la ricorda Citto Maselli, il fascino per i riti della modernità diventano concreti sulle sue tele, ricche di colori accesi e pennellate dense di colore.

 

IL PRIMO CALCIATORE

Nel 1949 realizza il suo primo “Calciatore ferito“. Un altro tema caro a Titiana è quello degli atleti, soprattutto dei calciatori e dei boxeurs, non in posizione statica, ma colti nello sforzo dell’azione, pronti a difendersi, a sferrare un colpo, a correre verso la meta. Questo stile pittorico, altamente dinamico, dimostra una personalità attenta ai dettagli e concentrata sul colore, come mezzo di espressione servendosi anche del medium fotografico. L’arte della pittrice è vicina a quella dei futuristi per l’idea di movimento, ma fortemente espressionista sui toni dal forte impatto visivo, tonalità estremamente fredde. Il suo percorso è indipendente e si configura come un realismo icastico, a-descrittivo, il quale indaga la realtà e porta all’occhio dello spettatore un mondo inesplorato.

I PRIMI ANNI A NEW YORK E LA VITA A PARIGI

Titina si lascia alle spalle Roma e parte per la metropoli di tutte le metropoli, la capitale della modernità: New York. Trascorre nella Grande Mela ben 3 anni, dal 1952 al 1955 dedicandosi alla sua ricerca pittorica. La critica, non solo italiana, scrive sempre di più su di lei ed è chiaro l’apprezzamento. Nel 1963 inizia una serie di quadri di dimensioni iperboliche ed inizia ad utilizzare l’acrilico, il suo stile sta compiendo in questi anni una mutazione e si concentra ulteriormente sull’indagine del mondo circostante, carica di tutte le esperienze pregresse. Dagli anni Settanta la sua casa è Parigi, città dove diventa una grande figura artistica e riceve grandi riconoscimenti internazionali. In questi anni l’artista si dedica anche alle scenografie di importanti spettacoli, una passione che non svanirà mai.

 

L’ULTIMO DIPINTO

Titina viene a mancare, inaspettatamente, all’età di 81 anni, ma ci lascia, ancora una volta, abbagliati dalla sua bravura e dal suo stile, realizzando un ultimo grande dipinto: “Boxeurs”. Nel 2005 crea, su questa grande tela, incredibili contrasti cromatici dimostrando, ancora una volta, al mondo di cosa fosse capace.

2005 – Boxeurs
Acrilico su tela – 100×150 cm
Ultima opera realizzata dall’artista
Credits @Ufficio Stampa Scarlett Matassi

Dettagli evento

Luogo:
Bertolami Fine Art Palazzo Caetani Lovatelli, piazza Lovatelli, 1 00186 Roma
Date:
02/03/2020 - 30/03/2020
Orario:
dal lunedì al sabato ore 10.30-14.00 / 15.00-19.00 Domenica chiuso
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