Undici giorni, undici artisti, undici luoghi diversi che corrono e si rincorrono per le strade di una Bologna artisticamente più viva che mai. È questa la base e la premessa di perAspera, il festival di arti performative che dal 5 al 16 settembre torna nella rossa, grassa e dotta città emiliana per la sua XII edizione.

Con un’ibridazione perfetta tra le diverse discipline dell’arte contemporanea, perAspera apre e sviluppa una riflessione su un’umanità varia fatta di corpi, tecnologie e gestualità che ben riassumono la tematica che fa da fil rouge alla manifestazione: “Umano. Troppo Umano”.

Se la tecnologia è espressione di un’umanità avanzata, aumentata e potenziata, non può che essere troppo umana, ad esempio, la performance in anteprima nazionale che apre il festival. Stiamo parlando di The third day di CiRCA 69 (UK), una sorta di opera corale costruita dall’artista insieme ai suoi spettatori che si fanno fruitori e creatori al contempo, assottigliando, se non annullando, le barriere classiche tra chi crea e chi guarda passivamente. The third day è un racconto scritto a quattro(mila?) mani in tempo reale proprio grazie all’uso della realtà aumentata: si parte dai capitoli di un racconto che cresce man mano che la mostra attraversa il mondo grazie all’uso di parole scritte tradotte in esperienze virtuali che lo spettatore può “vivere” attraverso un headset VR. CiRCA 69 ci pone così davanti al paradosso di un’umanità emotiva che si fa esperienza condivisa, seppur intimamente vissuta, proprio grazie alla tecnologia (l’installazione sarà visitabile tutti i giorni fino al 12 settembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00 presso lo spazio curatoriale bolognese Adiacenze).

The third day

Ha alla base le relazioni umane la seconda anteprima del festival, a Unique and Spectacular Moment (dal 13 al 15 settembre alle Serre dei Giardini Margherita di Bologna): esperienza immersiva che porta i partecipanti – due perone alla volta, sconosciute – dal videogioco alla vita reale. La performance si basa sul principio del “gaming for good”, il gioco collaborativo, opposto rispetto al gioco competitivo, in cui la tecnologia – in questo caso l’essere connessi on line – offre la possibilità di sviluppare assieme azioni concrete positive. Il progetto è ideato da BrightBlack (UK), una collaborazione tra Simon Wilkinson e Myra Appannah, creatrice di SOMNAI, la più grande esperienza tecnologica immersiva su larga scala del Regno Unito fruita già da 20.000 spettatori.

a Unique and Spectacular Moment, BrightBlack

Seguono il filone dell’umano/troppo umano, anche le perfomance e installazioni che, messa da parte la tecnologia, si concentrano sul corpo in tutto il suo potenziale relazionale e trasformativo.
Parla di corpo, o meglio di mani femminili che lavorano, intrecciano e creano relazioni metaforiche e reali, l’opera di art land che l’artista svedese Ida Bentinger ha creato insieme alle donne della comunità di Monte San Pietro. Intreccio, questo il titolo dell’installazione, ricuce una ferita urbana aperta nel cuore della città di Bologna, trasformando una Piazza Case Bonazzi, resa “sanguinante” da lavori in corso mai terminati, in un reticolo intessuto a tante mani tramite le varie tecniche del filato e ispirata alla tradizione di macramè e tombolo del territorio. Bertinger riabilita l’arte femminile, da gesto tradizionale a opera d’arte, e restituire dignità allo spazio che da non-luogo diventa luogo semantico di creazione e aggregazione.

Una delle opere site specifici di Ida Bendinger

Umana è anche la relazione tra generazioni che si instaurano grazie al laboratorio di danza Balera spontanea, una sperimentazione della coreografa Anna Albertarelli (giardino di Palazzo degli Alidosi, castello rinascimentale nel borgo di Castel del Rio, domenica 8 settembre).

E poi il corpo che si fa territorio di mutazioni, si decostruisce ed evolve senza mai cristallizarsi è al centro della scena in Totem, della danzatrice Anna Marocco insieme al musicista Renato Grieco. Si tratta di una ricerca sul corpo queer, una riflessione perfermativa che porta in scena le tematiche dell’eco-femminismo e dell’antipsecismo (Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara di Reno, 12 settembre).

Balera Spontanea, Anna Albertarelli. ph © Roberto Ruager

Ancora corpi, ancora umano/troppo umano, anche nelle performance degli artisti selezionati da una open call: il giovanissimo performer Lorenzo De Simone con Variazione #1: S. Velato a Palazzo Poggi Marsili (Bologna), i percussionisti Francesco Cigana e Marcello Batelli con Darkness Session (expanded) nel settecentesco Oratorio San Filippo Neri (Bologna), la poetessa e musicista elettronica S.ee (Serena Di Biase) insieme alla videomaker Jody Ellen (Elena Mortarelli) con Do humans dream of electric lions?, audio-video performance che chiuderà il festival il 16 settembre al Cassero GayLesbian Center di Bologna.

perAspera… ad astra, aggiungiamo noi, per un festival nomade capace di creare sinergie e mettere in relazione artisti, spettatori e architetture urbane in una Bologna che vuole vivere di arte. Da non perdere.

In copertina Anna Marocco ph. © Lara Russo

Dettagli evento

Luogo:
Bologna (diverse location)
Date:
05/09/2019 - 16/09/2019
Costo:
Ingresso con contributo libero
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