Lunedì 17 giugno 2019 nella Galleria Nazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma sono state inaugurate tre nuove mostre: partendo dal “ritorno alle origini” delle cinquantotto sculture e dei trenta disegni di Giuseppe Uncini che plasmano “Realtà in equilibrio”. Curata da Giuseppe Appella, l’esposizione ripercorre le fasi del percorso artistico dello scultore Giuseppe Uncini – scandito da Terre, Cementarmati, Ferrocementi, Strutture Spazio, Strutture Spazio-Ambienti, Mattoni, Terre Cementi, Interspazi, Dimore e muri d’ombra, Spazi di ferro, Spazicementi e Tralicci, Muri di cemento, Architetture, Telai-Artifici- capace di fondere la “vita fisica della materia” con una “salda e intensa memoria spirituale”. Fulcro del percorso artistico dell’Uncini è stato lo studio dei materiali usati, al fine di far emergere il significato intrinseco dell’opera d’arte. Strumento creativo dell’artista è la carta, corpo primitivo delle idee e contenuto dell’opera così come il cemento e gli altri materiali su cui si basa la ricognizione proposta da Realtà in equilibrio.

Sculture di Giuseppe Undici Credits: Elisabetta La Rosa

Nella Sala Aldrovandi  arte e fotografia si incontrano generando “Ritratto di famiglia”, curata da Claudia Palma e Alessia Tobia, l’esposizione, definita un racconto corale, è una sorta di mostra nella mostra dove 100 fotografie ed una selezione di opere narrano la storia della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Un racconto dalle multi sfaccettature a tratti intimo dove i fotografi, che hanno contribuito alla realizzazione della mostra, con i loro obiettivi hanno saputo cogliere ogni prospettiva della Galleria costituendo “una sorta di slideshow dove ciascuno diventa protagonista della propria narrazione”. I fotografi partecipanti a questa raccolta di suggestioni della Galleria sono: Inga Knölke, Serge Domingie, Anton Giulio Onofri, Marina Malabotti, Alberto Muciaccia, Roberto Cotroneo, Roberto Bossaglia, Mattia Panunzio, Massimo Siragusa, Silvio Scfoletti, Paolo Mussat Sartor e Fernando Guerra.

“Ritratto di famiglia” è la selezione degli attimi, delle sensazioni e delle emozioni offerte da uno spazio versatile e dinamico come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea  di Roma che, in questo caso, restituisce allo spettatore una “storia per immagini.”

Entriamo infine nello spazio attualmente denominato “Connection Gallery” dominato dalle grandi vetrate ad arco realizzate nel 1933 da Cesare Bazzani. Proprio le vetrate sono la “tela” su cui Andrea Mastrovito realizza le sue opere d’arte dando vita a “Very Bad Things”. Rivestiti con righelli colorati, su cui l’artista ha disegnato con un matita litografica, i vetri delle cinque finestre della “Connection Gallery” sono il teatro di cinque storie differenti, sono riconoscibili: il racconto biblico di Susanna e i Vecchioni, la storia mitologica di Dafne ma anche storie di cronaca come quella controversa di Ambra Battilana Guatierrez.

I righelli filtrano la luce esterna determinando un disegno dagli effetti pittorici irreali e rarefatti”, che mutano a seconda del riverbero esterno. Una mostra innovativa dove l’artista modifica lo spazio senza invaderlo, intervenendo discretamente mediante l’ausilio della luce che, quasi come nei rosoni e nelle vetrate delle cattedrali gotiche, diviene protagonista dell’opera essendo, nella sua dinamicità, in continuo mutamento: manifestazione dal gusto poetico che coinvolge il visitatore in un viaggio fantastico fatto di giochi di luce. Determinante, per l’artista, è anche l’esperienza che scaturisce dalla relazione fra lo spettatore e l’opera stessa, dove si innesta un rapporto fra luce e narrazione dell’opera che accompagna il visitatore nell’attraversare la “Connection Gallery”.

Opera di Andrea Mastrovito Credits: Elisabetta La Rosa

Anche arte e architettura, infine, instaurano un dialogo profondo concedendo all’artista la possibilità di alterare quella sacralità del progetto originario del Bazzani – il quale aveva immaginato un edificio monumentale in stile classicheggiante riprendendo i templi greci-, mediante i colori elettrici e vivaci proposti da Andrea Mastrovito. Cuore pulsante della mostra è il dialogo fecondo fra arte, architettura e spettatore, dove tutti e tre insieme costituiscono l’opera d’arte.

Dettagli evento

Luogo:
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti, 131
Date:
17/06/2019 - 29/09/2019
Orario:
dal martedì alla domenica: 8.30 – 19.30
ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura
chiusure tutti i lunedì, 1° gennaio, 25 dicembre
Costo:
biglietto intero: € 10,00 biglietto ridotto: € 5,00
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